mercoledì 7 maggio 2008

Società gemellate: AC Sparta Praha

Chiedo scusa ai miei fan: la puntata di oggi prevedeva il racconto di una vittoria, tuttavia lo scarso tempo a disposizione mi fa ripiegare sulla gloriosa storia della prima società con cui la Haze76 Fantasports ha deciso di gemellarsi: l'AC Sparta Praha

Storia:
Alla fine del 1893, un piccolo gruppo di giovani praghesi con a capo tre fratelli, Vaclav, Bohumil e Rudolf Rudl, ebbe l’idea di fondare uno sports club. Il 16 novembre, l’incontro dei fondatori approvò gli articoli dell’associazione del club e un mese dopo, il 17 dicembre, si svolse il primo incontro generale annuale. Poco dopo, l’Athletic Club Sparta prese vita con il suo tricolore, nel quale il blu rappresenta l’Europa, il rosso è il simbolo della città reale e le ragioni del giallo sono ancora sconosciute.

Agli albori della storia calcistica del club, i giocatori erano soliti indossare una maglia nera con una grande S sul petto. Giocarono poi due anni con una maglietta a strisce bianconere, che ritornò come maglia di riserva per due anni nel 1996. Nel 1906 il presidente Petrik andò in Inghilterra, dove vide la famosa squadra dell’Arsenal giocare con la sua famigerata maglietta rossa, e decise di portarne un set a Praga. In quel momento non realizzò che avrebbe costruito una delle più grandi tradizioni del club. Insieme alla maglia rossa, i giocatori dello Sparta indossavano pantaloncini bianchi e calzettoni neri.

Poco dopo la Prima Guerra Mondiale, fu messa insieme una squadra che innescò il famoso periodo degli anni venti e trenta conosciuto con il nome di “Iron Sparta”. Una lega calcistica cecoslovacca fu istituita a metà degli anni venti, ed il club collezionò titoli su titoli. Da quel giorno i tifosi richiamano ancora i nomi dei giocatori di quel periodo con ammirazione: Peyer, Hojer, Perner, Káďa, Kolenatý, Červený. Pochi anni dopo comparirono altri nomi non meno famosi quali Hochman, Burgr, Hajný, Šíma, Silný, Čtyřoký, Košťálek ed in particolare Oldřich Nejedlý, il capocannoniere della Coppa del Mondo del 1934. Poco prima dell’inizio di questa era, Vasta Burian, l’uomo che più tardi divenne il re dei comici Cechi, giocò in porta per il club.

Le pietre miliari del primo periodo d’oro della storia del club sono le due Coppe dell’Europa Centrale, che negli anni venti e trenta divertivano allo stesso modo della Champions League di oggi. I tre titoli dello Sparta sono importanti pietre miliari nella storia della coppa. Dopo i due trionfi del 1927 e del 1935, la terza arrivò nel 1964, in un periodo in cui la sua importanza stava gradualmente eclissandosi a causa delle altre coppe europee.

Il periodo d’oro prese una brutta piega, e per anni i tifosi dello Sparta ricordavano soltanto nostalgicamente i “bei vecchi tempi”. Dopo sostanziali cambiamenti instaurati dal regime socialista, che portarono a più frequenti modifiche del nome del club piuttosto che a risultati di cui essere orgogliosi, il titolo del 1954 fu l’ultimo prima di un lungo periodo di miseria. Solo il grande periodo del team costruito intorno a Kvašňák negli anni sessanta riportò la memoria agli anni d’oro del club.

Ci sono ancora molte persone che ricordano l’era di Kvašňák, Tichý e Mašek. Erano i giorni in cui lo Sparta aveva il più grande numero di tifosi della sua storia, con lo stadio capace di contenere almeno quaranta mila spettatori in tutte le partite. Tutti e tre gli eroi sopraccitati fecero parte della nazionale che finì seconda ai mondiali del 1962 in Cile.

Per coloro che lo ricordano, il 1975 manda ancora brividi sulla schiena. Fino ad allora, lo Sparta era l’unico club cecoslovacco che non era mai stato retrocesso in seconda divisione. In questa stagione, invece, a causa di numerose circostanze sfavorevoli, la squadra retrocesse. Il club passò però il test di fedeltà a pieni voti, con la partita decisiva per il ritorno nell’elite giocata in uno stadio tutto esaurito, e la proverbiale gioia ritornò su tutta la tribuna.

Tuttavia il sospiro di gloria portato dalla vittoria del campionato ritornò a Letná solo all’inizio degli anni ottanta. Costruita intorno a Chovanec, Berger, Hašek, Skuhravý, e Griga, la squadra era virtualmente imbattibile e vinse un titolo dopo l’altro. Nel 1983/84 la squadra arrivò fino ai quarti di finale della Coppa Uefa. Nei primi anni novanta, questo periodo di successi fu prolungato dalla successiva generazione di giocatori, tra i quali Siegl, Horňák, Němeček, Frýdek, Němec, Kouba.

Lo Sparta ha portato a termine un numero considerevole di successi internazionali. Gli storici dicono ancora che i più gloriosi furono le due coppe dell’Europa Centrale nel periodo dell’ “Iron Sparta”. Dal punto di vista di un tifoso contemporaneo, il successo più importante è probabilmente la performance dello Sparta nell’anno zero della Champions League, il 1992/93. Lo Sparta eliminò il Glasgow Rangers e l’Olympique Marsiglia, qualificandosi per il girone di semifinale. Giocando con Barcellona, Dinamo Kiev e Benfica, lo Sparta finì secondo. Al contrario del sistema attuale, solo la vincente del gruppo andava in finale, ma essendo secondo lo Sparta fu in maniera non ufficiale la terza o quarta miglior squadra d’Europa.

Lo Sparta è una delle squadre che partecipano regolarmente alla Champions League, la competizione europea più prestigiosa, a partire dal 1997. La sola eccezione è stata nel 1998/99, quando il club non centrò la qualificazione perdendo ai calci di rigore contro la Dinamo Kiev nel turno preliminare. Lo Sparta si qualificò nei tre anni successivi, e nel 1999/2000 e 2001/02 raggiunse i gruppi di quarti di finale. Nel 1999/2000 vinse il gruppo iniziale sotto la guida di Ivan Hašek e fu poi terza nel gruppo dei quarti, nel quale vinse contro il Barcellona che arrivò poi in semifinale. Nel 2001/02 lo Sparta si scontrò contro le future vincitrici delle due competizioni europee. Il Feyenoord perse due volte contro lo Sparta nel gruppo di Champions League, ma arrivando terzo si qualificò per la Coppa Uefa che poi vinse. Nei quarti di finale di Champions lo Sparta fu eliminato dal Real Madrid, che poi vinse il trofeo. Nel 2002/03 lo Sparta non si qualificò per i gironi dopo essere stato battuto nel terzo turno preliminare dai belgi del Genk. Nel 2003/04 incontrò due giganti italiani: nel girone battè la Lazio, ma dopo un pareggio all’andata fallì l’accesso ai quarti di finale contro il Milan. La fase a gironi 2004/05 non si risolse favorevolmente per lo Sparta: dopo aver pareggiato contro il Manchester United in una Toyota Arena tutta esaurita in ogni singolo posto, le altre partite furono perse e la squadra finì all’ultimo posto del gruppo.

Lo Sparta, insieme allo Slavia, è sempre stato una base per la nazionale Ceca. I giocatori dello Sparta contribuirono alle più grandi conquiste della Cecoslovacchia e della Repubblica Ceca. Tutto iniziò nel 1934, quando Oldřich Nejedlý fu il capocannoniere della Coppa del Mondo a Roma; quattro anni dopo, sette giocatori dello Sparta furono titolari della nazionale al mondiale in Francia. Nel 1962, Kvašňák and Tichý giocarono per la squadra d’argento in Cile. Nel 1990 in Italia, dove la nazionale arrivò ai quarti di finale, il gioco del team era creato soprattutto da Chovanec, Bílek, Hašek e altri giocatori dello Sparta tra i quali Skuhravý, che diventò poi una stella del campionato italiano. I giocatori dello Sparta contribuirono poi all’ultima grande conquista della già indipendente Repubblica Ceca nel 1996. Kouba, Frýdek e Horňák ritornarono a Letná con la medaglia d’argento. Inoltre la squadra era allenata da Dušan Uhrin, che passò i suoi anni migliori nello Sparta, e Pavel Novotný si trasferì qui due anni dopo. I giocatori dello Sparta si sono distinti anche in qualificazioni e tornei più recenti della nazionale ceca. Miroslav Baranek, Tomáš Votava, Vratislav Lokvenc, Milan Fukal, Martin Hašek, Libor Sionko, Jiří Novotný, Petr Gabriel, Jaromír Blažek e l’eccezionale talento di Tomáš Rosický aiutarono il team nella campagna di Euro2000 in Belgio e Olanda. Il periodo successivo culminò con la medaglia di bronzo a Euro2004 in Portogallo, che vide giocatori dello Sparta lasciare un’impronta priva di errori nei successi della squadra nazionale. Petr Čech, Zdeněk Grygera, Tomáš Hübschman, Jaroslav Blažek e Karel Poborský aiutarono il calcio ceco ad essere universalmente riconosciuto come uno dei migliori in Europa. Attualmente lo Sparta è una delle sole due squadre del campionato di casa che fornisce giocatori alla rosa della nazionale. Bisogna inoltre dire che il club fornisce anche giocatori a varie selezioni giovanili della propria nazione.

L'inizio del gemellaggio:
Tutto è iniziato a settembre del 2007: il presidente della Haze76 Fantasports si trovava in vacanza a Praga quando si ritrovò faccia a faccia con un negozio che rivendeva prodotti ufficiali dello Sparta. L'acquisto della maglia con la quale i granata hanno giocato in Champions League nel preliminare e in Coppa Uefa nella stagione 2007/08 non ha fatto altro che ufficializzare l'accordo tra le due gloriose società. Da quel giorno tutta la Haze76 Fantasports segue con interesse l'andamento in campionato e in coppa del club più titolato della Repubblica Ceca, e spera di celebrarne l'ennesima impresa già lunedì prossimo, quando potrebbe laurearsi campione nazionale per la trentacinquesima volta nella sua storia ultracentenaria.