Quando nel 1998 Alberto Tomba ha deciso di ritirarsi dall'attività agonistica per dedicarsi con grande fortuna al mondo del cinema, lo sci italiano ha passato parecchi anni di crisi, soprattutto nelle discipline tecniche. Soltanto nel 2003 siamo tornati ad avere un protagonista assoluto in slalom, quel Giorgio Rocca che sin dai mondiali di Vail del 1999 prometteva ma non riusciva mai ad ottenere nulla di buono. Rocca conquista il bronzo mondiale nel 2003, che bissa nel 2005 aggiungendo il bronzo anche in combinata. Nel 2006 domina la prima parte di stagione, arriva favorito alle olimpiadi di Torino dove però falling down. Riesce comunque a vincere la coppetta di slalom, a 10 anni dall'ultimo trionfo del protagonista di Alex l'Ariete. Alle sue spalle però sta crescendo un altro talento altoatesino: si chiama Manfred Moelgg e come Tomba va forte sia in gigante che in slalom. Dopo essersi rivelato al grande pubblico nel 2004, però, passa due brutte stagioni a causa del mal di schiena cronico che non lo fa esprimere come il suo talento potrebbe. Sembra uno dei tanti campioni mancati dello sci azzurro: come dimenticare il talento di Matteo Nana o dei fratelli Bergamelli, che a causa di svariati infortuni non sono riusciti a far nulla di buono nonostante le incredibili potenzialità? Moelgg però sembra ritrovarsi di colpo: in apertura di 2007, partendo con pettorali improponibili, conquista un sesto e un settimo posto rispettivamente nel gigante e nello slalom di Adelboden. In quest'ultima disciplina sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori, infilando una serie di 5 podi consecutivi tra i quali la splendida medaglia d'argento ai mondiali di Aare. Si presenta all'inizio del 2007/08 come uno dei possibili favoriti per la vittoria della Coppa del Mondo di Slalom Speciale. Manfred non delude, e sale sul podio nei primi due slalom stagionali, oltre che nel gigante di Bad Kleimkirchheim, dove arriva secondo dietro al compagno Massimiliano Blardone. In Alta Badia ha l'occasione di vincere il suo primo slalom in carriera, ma sbaglia nella seconda manche così come tutti gli altri big, chiudendo ventesimo. Dopo il quarto posto di Wengen, subisce la facilità della pista di Kitzbuhel, ricavata dal finale della Streif, leggendaria per la discesa libera, ma indecente per uno slalom, e chiude decimo. I sogni di coppa sembrano svanire, anche perchè il francese Grange è in forma strepitosa e domina la classifica. A Schladming, sulla pista più bella e difficile del calendario, dove nel 2005 conquistò il suo primo podio, Moelgg è in testa dopo la prima manche, ma l'ennesimo grave errore nella seconda lo fa scivolare al terzo posto. Stessa sorte a Garmisch, dove un super Herbst lo beffa di pochi centesimi. Sembra che il destino si accanisca contro il ventiseienne di San Vigilio di Marebbe, ma qualcosa inizia a cambiare: il decimo posto di Zagabria sembra deludente, ma considerando che al termine della prima è trentesimo (si salva di un solo centesimo) e che Grange inforca, sono 26 punti preziosi per la coppetta. A Whistler dimostra di poter conquistare punti pesanti anche in superg, chiudendo 17°. A Kranjska Gora viene sfatato il tabù: dopo il secondo posto in gigante, il giorno dopo Manfred domina lo slalom e conquista la prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo. Grange adesso lo precede di soli 21 punti, a Bormio, davanti al pubblico di casa, ci sarà l'attacco alla Coppa. Dopo la prima manche Moelgg è primo, Grange quarto: sarebbe fatta, ma c'è ancora la seconda. Il francese attacca, sapendo di dover recuperare almeno una posizione, ma sbaglia a poche porte dalla fine. All'azzurro basta arrivare 12° per conquistare l'ambito trofeo, e con una discesa precisa ma attenta riesce a chiudere 6° e a vincere la meritatissima Coppa, mettendolo ancora una volta in quel posto ai francesi. La prossima stagione potrà sicuramente lottare anche per la Coppa del Mondo generale, avendo dalla sua due discipline in cui può vincere e altre due (superg e combinata) dove raccogliere punti preziosi. Sperando che i suoi buoni propositi non facciano la stessa fine di quelli di Rocca, mai meglio di terzo dopo aver dichiarato di voler puntare alla Coppa di cristallo assoluta.
martedì 13 maggio 2008
Protagonisti: Manfred Moelgg
Quando nel 1998 Alberto Tomba ha deciso di ritirarsi dall'attività agonistica per dedicarsi con grande fortuna al mondo del cinema, lo sci italiano ha passato parecchi anni di crisi, soprattutto nelle discipline tecniche. Soltanto nel 2003 siamo tornati ad avere un protagonista assoluto in slalom, quel Giorgio Rocca che sin dai mondiali di Vail del 1999 prometteva ma non riusciva mai ad ottenere nulla di buono. Rocca conquista il bronzo mondiale nel 2003, che bissa nel 2005 aggiungendo il bronzo anche in combinata. Nel 2006 domina la prima parte di stagione, arriva favorito alle olimpiadi di Torino dove però falling down. Riesce comunque a vincere la coppetta di slalom, a 10 anni dall'ultimo trionfo del protagonista di Alex l'Ariete. Alle sue spalle però sta crescendo un altro talento altoatesino: si chiama Manfred Moelgg e come Tomba va forte sia in gigante che in slalom. Dopo essersi rivelato al grande pubblico nel 2004, però, passa due brutte stagioni a causa del mal di schiena cronico che non lo fa esprimere come il suo talento potrebbe. Sembra uno dei tanti campioni mancati dello sci azzurro: come dimenticare il talento di Matteo Nana o dei fratelli Bergamelli, che a causa di svariati infortuni non sono riusciti a far nulla di buono nonostante le incredibili potenzialità? Moelgg però sembra ritrovarsi di colpo: in apertura di 2007, partendo con pettorali improponibili, conquista un sesto e un settimo posto rispettivamente nel gigante e nello slalom di Adelboden. In quest'ultima disciplina sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori, infilando una serie di 5 podi consecutivi tra i quali la splendida medaglia d'argento ai mondiali di Aare. Si presenta all'inizio del 2007/08 come uno dei possibili favoriti per la vittoria della Coppa del Mondo di Slalom Speciale. Manfred non delude, e sale sul podio nei primi due slalom stagionali, oltre che nel gigante di Bad Kleimkirchheim, dove arriva secondo dietro al compagno Massimiliano Blardone. In Alta Badia ha l'occasione di vincere il suo primo slalom in carriera, ma sbaglia nella seconda manche così come tutti gli altri big, chiudendo ventesimo. Dopo il quarto posto di Wengen, subisce la facilità della pista di Kitzbuhel, ricavata dal finale della Streif, leggendaria per la discesa libera, ma indecente per uno slalom, e chiude decimo. I sogni di coppa sembrano svanire, anche perchè il francese Grange è in forma strepitosa e domina la classifica. A Schladming, sulla pista più bella e difficile del calendario, dove nel 2005 conquistò il suo primo podio, Moelgg è in testa dopo la prima manche, ma l'ennesimo grave errore nella seconda lo fa scivolare al terzo posto. Stessa sorte a Garmisch, dove un super Herbst lo beffa di pochi centesimi. Sembra che il destino si accanisca contro il ventiseienne di San Vigilio di Marebbe, ma qualcosa inizia a cambiare: il decimo posto di Zagabria sembra deludente, ma considerando che al termine della prima è trentesimo (si salva di un solo centesimo) e che Grange inforca, sono 26 punti preziosi per la coppetta. A Whistler dimostra di poter conquistare punti pesanti anche in superg, chiudendo 17°. A Kranjska Gora viene sfatato il tabù: dopo il secondo posto in gigante, il giorno dopo Manfred domina lo slalom e conquista la prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo. Grange adesso lo precede di soli 21 punti, a Bormio, davanti al pubblico di casa, ci sarà l'attacco alla Coppa. Dopo la prima manche Moelgg è primo, Grange quarto: sarebbe fatta, ma c'è ancora la seconda. Il francese attacca, sapendo di dover recuperare almeno una posizione, ma sbaglia a poche porte dalla fine. All'azzurro basta arrivare 12° per conquistare l'ambito trofeo, e con una discesa precisa ma attenta riesce a chiudere 6° e a vincere la meritatissima Coppa, mettendolo ancora una volta in quel posto ai francesi. La prossima stagione potrà sicuramente lottare anche per la Coppa del Mondo generale, avendo dalla sua due discipline in cui può vincere e altre due (superg e combinata) dove raccogliere punti preziosi. Sperando che i suoi buoni propositi non facciano la stessa fine di quelli di Rocca, mai meglio di terzo dopo aver dichiarato di voler puntare alla Coppa di cristallo assoluta.
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