mercoledì 30 giugno 2010

O.T.: Cronaca di un giorno in Paradiso

THE ALL ENGLAND LAWN TENNIS AND CROQUET CLUB

28 Giugno 2010 - E' un lunedì, per la precisione il lunedì della seconda settimana di Wimbledon, il più prestigioso torneo di tennis del mondo. Il giorno in cui c'è il miglior rapporto quantità/qualità delle partite, con tutti gli ottavi di finale dei singolari maschile e femminile e svariate partite di doppio. Per espiare il suo regalo di laurea, il nostro presidente c'era. Riviviamo nei dettagli la cronaca di un giorno indimenticabile."Sbarco a Southfields, la stazione metro nei pressi del Club, verso le 10.15. Il tempo di capire dove devo ritirare il biglietto e l'avventura inizia. Non devo andare nei gate di entrata, ma al Wimbledon Experience Club: lì mi viene assegnato il biglietto per il centrale e un souvenir pack composto da zaino, borraccia (vitale visto il caldo), portachiavi, penna e programma della giornata. Purtroppo il thè con le fragole verrà servito più tardi, quando le partite sui campi laterali sono già iniziate, pertanto mi accontento di un caffè prima di dirigermi verso l'ingresso. Prima però faccio venire l'invidia a molti connettendomi dalla postazione Internet del Club e lasciando un breve messaggio su Facebook.Varco il gate numero 5 intorno alle 10.50, un approfondito controllo dello zaino (in confronto le perquisizioni allo stadio sono serie asd) prima di immergermi nella realtà di un sogno. La prima immagine che compare è il Mastodonte, il Campo Centrale. Una costruzione bellissima e imponente che di primo impatto ricorda molto da vicino il Santiago Bernabeu. Le dimensioni sono certamente minori, ma l'impatto è quello. Ma non c'è tempo da perdere, alle 12 iniziano le partite e devo godermi tutto in un'ora. Allora si parte con un giro di campi laterali in zona Sud, ovvero i campi dal 5 al 12 ed il numero 2, il Cimitero dei Campioni, che anche in questa giornata si confermerà tale. Questi campi laterali si possono quasi toccare, nessuna recinzione se non qualche bobby rompicoglioni, e la possibilità che un colpo steccato finisca tre campi più in giù asd. E' l'ora di fare un giretto a Nord, con i campi dal 14 al 19 più il numero 1. La struttura è simile alla precedente, ma il 18 è leggermente rialzato, tanto che dal terrazzo superiore, di fianco alla Henman Hill, si può tranquillamente vedere anche la partita sul campo 19.Sono le 11.30, è d'uopo andare al museo. E allora eccoci all'ingresso, un adesivo ufficiale viene attaccato sul petto in modo da riconoscere successivamente coloro che lo hanno già visitato, dopo di che si scendono le scale che portano al museo. Niente di trascendentale, qualche cimelio emozionante (i vestiti dei Doherty, la racchetta di Laver), alcune sezioni interattive (disponibili, tra le altre, la finale McEnroe-Borg con il famoso tie-break vinto da John 18-16), una sezione per confrontare in prima persona le racchette di legno con quelle attuali ed infine la sezione con tutti i trofei che il club mette in palio ogni anno.Uscito dal museo non posso non fermarmi allo shop per portare a casa un ombrello e l'asciugamano ufficiale senza nemmeno spendere troppo (35 sterline, circa 43 euro). Ma le cose belle da comprare sarebbero infinite.Arriva mezzogiorno e arriva l'inizio delle partite. Sono davanti al campo numero 14 quando rimango a bocca aperta: a fianco a me passano Agneszka Radwanska e Na Li che si dirigono verso il campo 18 per il loro ottavo! Passano pochi secondi ed ecco arrivare Dick Norman, Wesley Moodie, Martin Damm e Filip Polasek, che giocheranno il terzo turno del doppio sul 19. Ancora: arrivano i Bryan seguiti da Colin Fleming e Ken Skupsky, il loro è un secondo turno. Andiamo a vedere che succede nella zona Sud. Passo a fianco degli spogliatoi ed ecco uscire e quasi sfiorarmi Vera Zvonareva e Jelena Jankovic, con la quale faccio qualche centinaio di metri fianco a fianco prima di fermarmi al campo numero 6 dove stanno già palleggiando Granollers e Robredo che sfidano Knowle e Ram. Mi fermo e guardo il primo game: Knowle serve come peggio non si può, fa due doppi falli e cede la battuta. Gli spagnoli vinceranno in quattro set.Torno a Nord e mi fermo a vedere un divertentissimo Moodie-Norman vs Damm-Polasek. Sti doppisti fanno delle volee basse che Federer e Nadal se le sognano, eppure non se li caga nessuno. Passo un attimo di sopra e dall'alto del 18 mi vedo i primi due game del secondo set di Li-Radwanska, con la cinese decisamente in forma smagliante. Vincerà 62 63.
Si stanno avvicinando le 13, ora di inizio delle partite sul Centrale. Ma Moodie-Norman e Damm-Polasek sono al tiebreak del primo set, decido di godermelo. Giocano benissimo tutti e quattro, poi però Damm chiama fuori una palla che invece finisce sulla riga. E' set point che lo stesso Damm annulla con una bella risposta. Qui si va per le lunghe e Federer e Melzer stanno già palleggiando, li abbandono al loro destino e mi appropinquo a salire le scalette del Centrale.Entro che Roger è già sul 3-0, ma l'impressione che si ha vedendo il campo è mozzafiato. Penso che qualsiasi spettatore veda la partita meglio dell'arbitro asd, però Roger ha fretta di chiudere e giocando un tennis smagliante si sbarazza del volonteroso ma scarso Melzer per 63 62 63 in un'ora e mezza. Ora sul centrale in programma c'è Serena Williams-Sharapova, sicuramente partita affascinante nonché rivincita della finale 2004, ma io voglio vedere se Moodie e Norman sono ancora lì. Sono ancora lì. Hanno vinto 76 76 i primi due set e siamo 5 pari al terzo. Altro tiebreak e altra vittoria per il belga e il sudafricano che chiudono così la partita. I quattro doppisti escono scortati da un poliziotto (uno in quattro, non uno per uno asd), indi ci scappa anche qualche autografo: Polasek, Damm (simpaticissimo, si ferma a chiacchierare con tutti prima di accompagnare un ragazzino, probabilmente suo figlio, con sè negli spogliatoi) e Norman firmano, Moodie è troppo impegnato a mangiare una banana.
E' l'ora di pranzo, ma non c'è tempo da perdere: mi basta una baguette con del merdaio dentro (pomodoro, insalata e pancetta credo asd) per poi scappare di nuovo sul Centrale. Arrivo però con un pelo di ritardo: Serena e Maria sono già al tiebreak del primo set, e per regolamento non si può entrare fino al prossimo cambio di campo con pausa. Così posso solo sentire le urla del pubblico che tifa Sharapova, ma che rimane deluso quando Serena chiude 9 punti a 7. Entro e inizia il secondo set. Maria perde subito il servizio, preludio a una disfatta? No, la russa resta sempre in scia a Serena, che però al servizio è devastante: sul 4-3 e sul 5-4, ovvero quando serve per il match, fa sei aces e due servizi vincenti, chiudendo così il discorso per 76 64. Peccato per Maria che ha comunque giocato un bel tennis potente.
E' finalmente l'ora di quella che sulla carta è la partita più bella in programma: Murray-Querrey. Il pubblico impazzisce per il proprio beniamino, che si esalta subito quando nel primo game sullo 0-30 fa il punto del 15-30 ed esulta con pugnetto e c'mon. Dopo poco prende un break di vantaggio e va a servire per il primo set sul 5-3. Qui va 40-15 e poi vantaggio, ma gioca tre punti disastrosi, Querrey prende coraggio e brekka. L'attimo di sbandamento di Murray finisce sul 5-5, quando strappa di nuovo il servizio all'americano per poi chiudere per 7-5. Il secondo set ha lo stesso andazzo del primo, con lo scozzese in forma smagliante e Querrey che si limita a servire bombe su bombe (costantemente oltre i 130 miglia orari, più di 210 chilometri). Stavolta però Murray sul 5-3 40-15 non si scioglie e chiude subito il secondo set per 6-3. Il terzo set sembra più combattuto, ma sul 4 pari Querrey non sfrutta due palle del 5-4, si fa brekkare e di fatto la partita finisce lì. Andy chiude così per 75 63 64 in un paio d'ore, peccato perché speravo di avere una partita di almeno quattro set. Intanto arrivano risultati choccanti dagli altri campi. Roddick è sotto due set a uno contro Lu (Roddick in trouble! urla il tizio dietro di me), Soderling deve salvare preziosissime palle break al quinto contro Ferrer ed il solo Nadal fila via liscio. Tsonga e Djokovic invece vincono entrambi in quattro set rispettivamente contro Benneteau e un deludente Hewitt.
Andiamo un po' di nuovo sui campi laterali a goderci l'ultima ora di Wimbledon. Mi fermo sul numero 6, dove è il corso il tiebreak del quarto set tra Mirnyi-Bhupati (avanti due set a uno) e Lindstedt-Tecau. Lo svedese e il rumeno annullano un match point e chiudono 9-7, si va al quinto. Allora decido di godermelo. Mirnyi e Bhupati hanno svariate palle break che non concretizzano, mentre il servizio lo tengono sempre abbastanza facilmente. Sul 5 pari le urla di choc che arrivano dal campo numero 2 sono eloquienti: Lu ha battuto Roddick per 9-7 al quinto, dopo pochi secondi Andy passa dietro di me grondando sudore che il cappellino di solito in confronto ad adesso è asciutto asd. Dopo poco passa anche il taipeiano, scortato da due bodyguards e da una coda impressionante di musi gialli asd. Intanto i doppisti vanno per le lunghe, siamo 6 pari al quinto, decido di andare a prendermi qualcosa da mangiare prima di lasciare il Club.
Appena davanti agli spogliatoi c'è Michael Llodra impegnato a fare quattro chiacchiere con due ragazzi francesi. Ci scappa così l'autografo anche del vincitore di Eastbourne. Panino faster prima di lasciare con la morte nel cuore il Paradiso. Intanto Lindstedt e Tecau hanno chiuso per 8-6, peccato, cinque minuti in più e vedevo la fine del match. Ma non importa, l'esperienza ai Championships è stata esaltante, peccato solo per due piccoli particolari: le partite sul Centrale mai in bilico e il non aver incontrato Tommasi e Clerici. Ma non credo che non dormirò per questi due inconvenienti, visto che il resto è un sogno che è diventato realtà.
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di vivere questo Paradiso, ma sono troppi e mi dimenticherei di qualcuno. Chi ha partecipato lo sa, e il mio grazie va anche a lui.
Asder".
Questa l'esperienza in prima persona del nostro presidente. Un grazie anche da parte di tutta la Haze76 Fantasports, sperando che su fantasportal si avveri un altro sogno (se Robin fa il miracolo oggi...)