28 Giugno 2010 - E' un lunedì, per la precisione il lunedì della seconda settimana di Wimbledon, il più prestigioso torneo di tennis del mondo. Il giorno in cui c'è il miglior rapporto quantità/qualità delle partite, con tutti gli ottavi di finale dei singolari maschile e femminile e svariate partite di doppio. Per espiare il suo regalo di laurea, il nostro presidente c'era. Riviviamo nei dettagli la cronaca di un giorno indimenticabile.
Si stanno avvicinando le 13, ora di inizio delle partite sul Centrale. Ma Moodie-Norman e Damm-Polasek sono al tiebreak del primo set, decido di godermelo. Giocano benissimo tutti e quattro, poi però Damm chiama fuori una palla che invece finisce sulla riga. E' set point che lo stesso Damm annulla con una bella risposta. Qui si va per le lunghe e Federer e Melzer stanno già palleggiando, li abbandono al loro destino e mi appropinquo a salire le scalette del Centrale.
E' l'ora di pranzo, ma non c'è tempo da perdere: mi basta una baguette con del merdaio dentro (pomodoro, insalata e pancetta credo asd) per poi scappare di nuovo sul Centrale. Arrivo però con un pelo di ritardo: Serena e Maria sono già al tiebreak del primo set, e per regolamento non si può entrare fino al prossimo cambio di campo con pausa. Così posso solo sentire le urla del pubblico che tifa Sharapova, ma che rimane deluso quando Serena chiude 9 punti a 7. Entro e inizia il secondo set. Maria perde subito il servizio, preludio a una disfatta? No, la russa resta sempre in scia a Serena, che però al servizio è devastante: sul 4-3 e sul 5-4, ovvero quando serve per il match, fa sei aces e due servizi vincenti, chiudendo così il discorso per 76 64. Peccato per Maria che ha comunque giocato un bel tennis potente.
E' finalmente l'ora di quella che sulla carta è la partita più bella in programma: Murray-Querrey. Il pubblico impazzisce per il proprio beniamino, che si esalta subito quando nel primo game sullo 0-30 fa il punto del 15-30 ed esulta con pugnetto e c'mon. Dopo poco prende un break di vantaggio e va a servire per il primo set sul 5-3. Qui va 40-15 e poi vantaggio, ma gioca tre punti disastrosi, Querrey prende coraggio e brekka. L'attimo di sbandamento di Murray finisce sul 5-5, quando strappa di nuovo il servizio all'americano per poi chiudere per 7-5. Il secondo set ha lo stesso andazzo del primo, con lo scozzese in forma smagliante e Querrey che si limita a servire bombe su bombe (costantemente oltre i 130 miglia orari, più di 210 chilometri). Stavolta però Murray sul 5-3 40-15 non si scioglie e chiude subito il secondo set per 6-3. Il terzo set sembra più combattuto, ma sul 4 pari Querrey non sfrutta due palle del 5-4, si fa brekkare e di fatto la partita finisce lì. Andy chiude così per 75 63 64 in un paio d'ore, peccato perché speravo di avere una partita di almeno quattro set. Intanto arrivano risultati choccanti dagli altri campi. Roddick è sotto due set a uno contro Lu (Roddick in trouble! urla il tizio dietro di me), Soderling deve salvare preziosissime palle break al quinto contro Ferrer ed il solo Nadal fila via liscio. Tsonga e Djokovic invece vincono entrambi in quattro set rispettivamente contro Benneteau e un deludente Hewitt.
Andiamo un po' di nuovo sui campi laterali a goderci l'ultima ora di Wimbledon. Mi fermo sul numero 6, dove è il corso il tiebreak del quarto set tra Mirnyi-Bhupati (avanti due set a uno) e Lindstedt-Tecau. Lo svedese e il rumeno annullano un match point e chiudono 9-7, si va al quinto. Allora decido di godermelo. Mirnyi e Bhupati hanno svariate palle break che non concretizzano, mentre il servizio lo tengono sempre abbastanza facilmente. Sul 5 pari le urla di choc che arrivano dal campo numero 2 sono eloquienti: Lu ha battuto Roddick per 9-7 al quinto, dopo pochi secondi Andy passa dietro di me grondando sudore che il cappellino di solito in confronto ad adesso è asciutto asd. Dopo poco passa anche il taipeiano, scortato da due bodyguards e da una coda impressionante di musi gialli asd. Intanto i doppisti vanno per le lunghe, siamo 6 pari al quinto, decido di andare a prendermi qualcosa da mangiare prima di lasciare il Club.
Appena davanti agli spogliatoi c'è Michael Llodra impegnato a fare quattro chiacchiere con due ragazzi francesi. Ci scappa così l'autografo anche del vincitore di Eastbourne. Panino faster prima di lasciare con la morte nel cuore il Paradiso. Intanto Lindstedt e Tecau hanno chiuso per 8-6, peccato, cinque minuti in più e vedevo la fine del match. Ma non importa, l'esperienza ai Championships è stata esaltante, peccato solo per due piccoli particolari: le partite sul Centrale mai in bilico e il non aver incontrato Tommasi e Clerici. Ma non credo che non dormirò per questi due inconvenienti, visto che il resto è un sogno che è diventato realtà.
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di vivere questo Paradiso, ma sono troppi e mi dimenticherei di qualcuno. Chi ha partecipato lo sa, e il mio grazie va anche a lui.
Asder".
Questa l'esperienza in prima persona del nostro presidente. Un grazie anche da parte di tutta la Haze76 Fantasports, sperando che su fantasportal si avveri un altro sogno (se Robin fa il miracolo oggi...)