Partiva ottavo, unico con un pettorale oltre il 10 a piazzarsi tra i primi nella sprint. Il distacco di circa un minuto non faceva sperare niente, però la pippaggine di quelli davanti e la giornata di scarsa vena al poligono di Svendsen hanno consentito a Bjoern di rimontare e presentarsi all'ultimo poligono in testa insieme al francese Jay. Dietro lo spettro di Bjoerndalen, autore fino a quel momento di una gara da leggenda (partiva diciassettesimo a quasi due minuti). Un errore che sembra compromettere tutto, ma la stanchezza e la pressione la sentono tutti, compreso re Ole, che commette due errori e non riesce a completare il capolavoro. Nessun'altro è perfetto e Ferry esce dal giro di penalità insieme al compagno di fuga francese, già oro nella sprint grazie al culo transalpino, e qui mette il turbo e lo stacca con prepotenza, arrivando da solo e festeggiando un oro fantastico per lui, per Pichler (il coach che ha portato sul tetto del mondo Forsberg, Olofsson, Jonsson ed ora anche un maschietto) e per la nostra società.
Grazie Bjoern per questa gioia! Speriamo di farti compagnia al più presto!


