giovedì 2 aprile 2009
Fantasportal - Un anno di Biathlon (sez. Maschile)
Parliamo oggi della deludente annata di biathlon maschile su Fantasportal.
Come tutti gli anni, il biathlon maschile è la competizione che ci appassiona di più e che puntiamo a vincere più di ogni altra. E come sempre arrivano delusioni atroci. Già dalla prima gara si capisce che è in arrivo una nuova annata stregata: Maksim Maksimov, bronzo in carica in questo format di gara, non va a punti nell'individuale di Ostersund. Poco male, non è un big e la stagione è ancora lunga. Però anche dalle gare seguenti si capisce che gira tutto storto: Os fa soli 25 punti, deludentissimi i 48 del dominatore della prima parte di stagione Svendsen e i 43 del vicedominatore Sikora; 8 miseri fatti da Mesotitsch per non parlare dei 43 della (quasi) imbattibile staffetta norvegese. Per completare un inizio di stagione disastroso, Windisch decide di non andare a punti in una gara su venti, ovvero nell'individuale di Hochfilzen quando lo scegliamo, e Ferry, non ancora gemellatosi con noi, ne fa solo 29. Prima minima soddisfazione il sessantello della staffetta austriaca nella gara di casa. Dopo la pausa per le vacanze di natale arriva la nostra miglior tappa: a Oberhof infatti facciamo 40 punti con la Francia, 54 con Michael Roesch nella sprint e 60 con Christoph Sumann nella partenza in linea. Si va a Ruhpolding dove la Svezia fa 32 miseri punti, Stephan la bellezza di 4 e Bergman è l'unico che si salva con 43 punti. Altra debacle ad Anterselva, con lo 0 di Kruglov, i 22 di Fourcade e i cmq buoni 40 di Bjoerndalen che ci proiettano al comando della coppa delle mass start, che diventa l'unico obiettivo ancora a disposizione per il nostro team. Ai mondiali di Pyong Chang 48 punti con Hanevold, 22 con Slesingr, 0 con Puurunen, 38 con la Russia e soli 36 con Tchoudov nella partenza in linea; la contemporanea vittoria di Landertinger ci fa sprofondare al settimo posto nella classifica di specialità, per la quale siamo comunque ancora in piena lotta. E così dopo i discreti 43 di Greis, 12 di Pinter e 48 della Germania a Vancouver, si torna in Europa, dove facciamo 34 punti con Berger, 0 con Hafsas e 40 con Landertinger nella tappa di Trondheim. Ultima speranza dunque la coppetta delle mass start, per le quali abbiamo conservato Ivan Tcherezov per il gran finale di Khanty Mansiysk. Prima della gara decisiva facciamo 26 punti con Makoveev e 28 con Eder rispettivamente nella sprint e nell'inseguimento. Arriva il gran giorno, e dopo due poligoni Tcherezov è nel gruppo di testa, mentre tutti quelli dei nostri rivali hanno sbagliato. Il sogno svanisce al terzo poligono, quando il russo sbaglia due bersagli mentre Birnbacher, scelto dal secondo in classifica, recupera e chiude la gara al quinto posto finale; per il russo un nono posto che significa 31 punti e settimo posto finale nella classifica di specialità. Tutto questo a coronamento di una stagione deludente che ci ha visto chiudere la classifica generale al 25° posto, senza conquistare nemmeno una vittoria parziale. Insomma stagione da archiviare al più presto con la consapevolezza che l'anno prossimo non potrà andare peggio.
Come tutti gli anni, il biathlon maschile è la competizione che ci appassiona di più e che puntiamo a vincere più di ogni altra. E come sempre arrivano delusioni atroci. Già dalla prima gara si capisce che è in arrivo una nuova annata stregata: Maksim Maksimov, bronzo in carica in questo format di gara, non va a punti nell'individuale di Ostersund. Poco male, non è un big e la stagione è ancora lunga. Però anche dalle gare seguenti si capisce che gira tutto storto: Os fa soli 25 punti, deludentissimi i 48 del dominatore della prima parte di stagione Svendsen e i 43 del vicedominatore Sikora; 8 miseri fatti da Mesotitsch per non parlare dei 43 della (quasi) imbattibile staffetta norvegese. Per completare un inizio di stagione disastroso, Windisch decide di non andare a punti in una gara su venti, ovvero nell'individuale di Hochfilzen quando lo scegliamo, e Ferry, non ancora gemellatosi con noi, ne fa solo 29. Prima minima soddisfazione il sessantello della staffetta austriaca nella gara di casa. Dopo la pausa per le vacanze di natale arriva la nostra miglior tappa: a Oberhof infatti facciamo 40 punti con la Francia, 54 con Michael Roesch nella sprint e 60 con Christoph Sumann nella partenza in linea. Si va a Ruhpolding dove la Svezia fa 32 miseri punti, Stephan la bellezza di 4 e Bergman è l'unico che si salva con 43 punti. Altra debacle ad Anterselva, con lo 0 di Kruglov, i 22 di Fourcade e i cmq buoni 40 di Bjoerndalen che ci proiettano al comando della coppa delle mass start, che diventa l'unico obiettivo ancora a disposizione per il nostro team. Ai mondiali di Pyong Chang 48 punti con Hanevold, 22 con Slesingr, 0 con Puurunen, 38 con la Russia e soli 36 con Tchoudov nella partenza in linea; la contemporanea vittoria di Landertinger ci fa sprofondare al settimo posto nella classifica di specialità, per la quale siamo comunque ancora in piena lotta. E così dopo i discreti 43 di Greis, 12 di Pinter e 48 della Germania a Vancouver, si torna in Europa, dove facciamo 34 punti con Berger, 0 con Hafsas e 40 con Landertinger nella tappa di Trondheim. Ultima speranza dunque la coppetta delle mass start, per le quali abbiamo conservato Ivan Tcherezov per il gran finale di Khanty Mansiysk. Prima della gara decisiva facciamo 26 punti con Makoveev e 28 con Eder rispettivamente nella sprint e nell'inseguimento. Arriva il gran giorno, e dopo due poligoni Tcherezov è nel gruppo di testa, mentre tutti quelli dei nostri rivali hanno sbagliato. Il sogno svanisce al terzo poligono, quando il russo sbaglia due bersagli mentre Birnbacher, scelto dal secondo in classifica, recupera e chiude la gara al quinto posto finale; per il russo un nono posto che significa 31 punti e settimo posto finale nella classifica di specialità. Tutto questo a coronamento di una stagione deludente che ci ha visto chiudere la classifica generale al 25° posto, senza conquistare nemmeno una vittoria parziale. Insomma stagione da archiviare al più presto con la consapevolezza che l'anno prossimo non potrà andare peggio.
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