giovedì 26 febbraio 2009

Mondiali di biathlon Pyong Chang 2009 - L'argento al fantabiathlon

Seconda puntata relativa ai mondiali di biathlon coreani. Parliamo oggi della medaglia d'argento conquistata nell'individuale maschile al fantabiathlon.

Quanto abbiamo scoperto della grande iniziativa dell'italian biathlon community di organizzare un fantabiathlon, non ci abbiamo pensato due volte, e abbiamo iscritto la Haze Biathlon, pronta a sfidare personaggi di tutta Italia del calibro, tra gli altri, di Dario Puppo e Massimiliano Ambesi, le due voci del biathlon di Eurosport. La competenza è sicuramente elevata, e gli iscritti sono più di 500, difficile conquistare la vittoria assoluta. Però grazie ad alcuni acquisti azzeccatissimi (su tutti Lars Berger e Dominik Landertinger, già certi del premio talent-scout) e a due jolly giocati alla perfezione, ci presentiamo a Pyong Chang tra i primi 20 della classifica generale. Purtroppo lo scandalo doping ci toglie quasi 1000 punti conquistati da Iourieva e Akhatova, ma anche senza quelli siamo a ridosso dei primi 30.
I mondiali inziano bene, con tanti bei punti conquistati nelle sprint e negli inseguimenti. Il ritorno al dominio di Bjoerndalen ci avvantaggia su coloro che invece avevano scommesso su Svendsen, leader di Coppa ma costretto a saltare quasi tutti i mondiali a causa di malanni stagionali. Il colpo grosso arriva nell'individuale maschile. Abbiamo 9 atleti su 10 (Bjoerndalen, Greis, Sumann, Stephan, Deryzemlya, Berger, Landertinger, Valiullin e Simon Fourcade, riposa il solo Bergman) alla partenza, e in una gara dove ogni errore costa un minuto avere atleti simili, grandi tiratori, è fondamentale. La gara ci vede assoluti protagonisti: vince Bjoerndalen nonostante 3 errori per altrettanti minuti di penalità, secondo è Stephan, terzo il sorprendente croato Fak. Gli altri nostri ragazzi si piazzano benissimo: Fourcade 4°, Landertinger 6°, Deryzemlya 8°, Sumann 17°, Greis 20° e Berger, come sempre velocissimo sugli sci ma impreciso al poligono, 34°. In Coppa del Mondo ottenere vittorie o podi parziali non interessa a nessuno e i piazzamenti non vengono neanche considerati, ai mondiali invece si vanno a vedere i podi gara per gara e si premiano i migliori tre, come accade nella realtà. Le speranze di ben figurare ci sono tutte, e dopo poco arriva la conferma: la Haze Biathlon è medaglia d'argento, a soli 5 punti dall'oro. Un risultato straordinario che rende giustizia a chi di questo sport ne capisce e che è stato penalizzato soltanto dal doping russo. Chiuderemo i mondiali al 13° posto della classifica a punti, altro risultato importante che ci consente di risalire al 28° posto della classifica generale. Abbiamo solo una rosicata da fare: al mercato di riparazione eravamo indecisi tra Boulygina e Zaitseva. La scelta è ricaduta sulla prima, se avessimo seguito la logica e scelto la seconda avremmo avuto almeno un centinaio di punti in più che ci avrebbe fatto scalare altre posizioni. La nostra stagione, comunque finisca, è da giudicarsi positivissima visto il livello di competenza degli iscritti e la pesante medaglia portata a casa che non ci farà finire la stagione a mani vuote.