Il campionato 2004/05 era stato quello del ritorno in serie A per il Palermo e per il suo bomber Luca Toni, dopo un'annata trionfale nella serie cadetta, conclusa con la vittoria della classifica marcatori con la bellezza di 30 gol. Lo Zio Bruno mette subito gli occhi sul gioiello rosanero, e dopo una brevissima asta se lo assicura per 31 crediti. Inizialmente Toni non sembra ripagare la fiducia della nostra società: soli 3 gol in 9 presenze in campionato, dove patisce la concorrenza del magico tridente Lucarelli-Montella-Cassano. Il bomber della nazionale italiana si riscatta in Supercoppa, dove con una doppietta regala il trofeo allo Zio Bruno.La stagione successiva viene ceduto a tradimento alla Fiorentina, dove sin dalle prime giornate dimostra di essere in forma strepitosa. I marron-verdi lo promuovono titolare inamovibile e Luca ripaga sul campo: 20 presenze, 17 gol, 6,65 di media voto, 8,875 di fantamedia; numeri stellari che proiettano lo Zio Bruno sul tetto di Oldgenoa per la seconda stagione consecutiva. Toni chiuderà l'indimenticabile annata viola con la bellezza di 31 gol in 36 partite, diventando scarpa d'oro e aiutando lo Zio Bruno nell'epica tripletta (Campionato, Coppa, Supercoppa) che non era mai riuscita a nessuno nella storia della lega.
Confermatissimo anche per il 2006/07, nonostante i suoi capricci che, dopo aver vinto il Mondiale in Germania con l'Italia, volevano portarlo all'Inter, il numero 30 della Fiorentina perde un po' di smalto, anche se mette a referto 16 presenze, 10 gol, 6,56 di media e 8,31 di fantamedia, numeri comunque di altissimo livello che portano lo Zio Bruno al terzo posto e alla conquista della seconda Coppa Italia.
Qualcosa però si stava arrugginendo, soprattutto nel rapporto con la tifoseria marron-verde. A fine anno la sua cessione al Bayern Monaco, in una società ambiziosa che lo ricopre di denaro.
Gli ultras dello Zio Bruno non approvano, e giurano vendetta e astio nei confronti dell'attaccante modenese qual'ora dovesse ripresentarsi con una maglia diversa a giocare alla Zio Bruno Arena. Non si può tuttavia negare il grande contributo che Toni ha dato nel biennio d'oro della società, ed è per questo che tutta la dirigenza gli riserva grande rispetto, pur disapprovando come i tifosi il suo atteggiamento mercenario.