mercoledì 25 febbraio 2009

Mondiali di biathlon Pyong Chang 2009 - I trionfi al Fantawinter

Parte oggi una serie di 3 puntate + 4 protagonisti relativi ai modiali di biathlon svoltisi in Korea la scorsa settimana. Ci scusiamo se tutto ciò possa tediare i nostri lettori, ma i grandissimi risultati ottenuti non possono essere tenuti nascosti per molto tempo. Cominciamo con il Fantawinter.

Ad inizio stagione, la Haze Winter aveva sbagliato molti ingaggi, almeno nel settore maschile: Bjoerndalen ne veniva da un infortunio estivo e non ripeteva le clamorose performance degli anni passati, Nilsson e Slesingr non sono esplosi come speravamo e Vuillermoz continuava a deludere. Al femminile un po' meglio, con le ottime prestazioni (poi si scoprirà il perchè) di Iourieva e Akhatova. Inoltre molti dei nostri avversari avevano ingaggiato Svendsen, dominatore di Coppa fino a prima dei mondiali, e Neuner, che invece grazie alle nostre gufate e a qualche malanno di troppo, deludeva le aspettative pur rimandendo tuttora in corsa per la sfera di cristallo.
Al primo mercato di riparazione arriva la carta a sorpresa: viene ceduto Krzysztof Plywaczyk, giovane polacco che ne viene da un infortunio, sostituito con Dominik Landertinger, un ragazzino austriaco di 21 anni che non ha ottenuto niente di particolare finora, se non una grande frazione in staffetta che ha permesso all'Austria di vincere in casa ad Hochfilzen.
Prima dei mondiali di Pyong Chang arriva il secondo ed ultimo mercato di riparazione. Mandiamo a casa le due drogate, prendendo in sostituzione la nuova leader di Coppa Kati Wilhelm e la rumena Eva Tofalvi, Vuillermoz e Nilsson, sostituendoli con Christoph Sumann e Carl-Johan Bergman, entrambi nella top-5 di Coppa contrariamente alle attese di inizio stagione. Ma se lo svedese fa rimpiangere il connazionale Nilsson e la Tofalvi non ripete gli exploit di dicembre, Sumann, già nostro al fantabiathlon, e la Wilhelm fanno la differenza. La tedesca vince l'oro nella sprint e nell'individuale e l'argento nell'inseguimento; l'austriaco prende l'argento nella mass start. A vincere, però, è Landertinger, che esplode all'improvviso a gennaio e corona una stagione clamorosa con questo oro inaspettato, regalandoci una caterva di punti secchi visto che siamo l'unica squadra ad averlo. A tutto questo bisogna aggiungere la strapotenza del più grande biathleta di tutti i tempi, quel Bjoerndalen che in Coppa stava deludendo e che a Pyong Chang porta a casa quattro ori e due quarti posti, tornando tra l'altro in testa alla classifica di Coppa del Mondo e ripagandoci degli sforzi fatti per acquistarlo.
Come si traduce tutto questo nel Fantawinter? Con un dominio clamoroso: vinciamo una sola gara, la mass start maschile, con una superiorità imbarazzante (300 punti di vantaggio sul secondo) grazie ai due austriaci e a Ole, portiamo a casa quattro argenti (tre al femminile: sprint, inseguimento e individuale; uno al maschile: l'individuale). In totale conquistiamo 3754 punti, il secondo classificato ne fa 3070. Una superiorità del tutto inaspettata che ripaga i rischi che ci siamo presi nel corso della stagione. Un unico rimpianto: se la consegna delle squadre fosse stata a ridosso della partenza della Coppa del Mondo, Landertinger sarebbe stato nostro da subito, come del resto abbiamo fatto nel fantabiathlon. Peccato, avremmo avuto un sacco di punti bonus per il premio talent-scout, ma possiamo sicuramente accontentarci della nostra stagione comunque vada a finire, anche perchè siamo in piena lotta per la coppa del mondo assoluta di biathlon, che ci vede in testa a meno di 10 gare dal termine.