mercoledì 24 marzo 2010
Fantasportal - La consolazione
Inutile negarlo: il 2009/10 per la Haze76 Fantasports è stata la più brutta stagione dal 2007 ad oggi per quanto riguarda gli sport invernali su Fantasportal. Tuttavia una magra consolazione è arrivata: la coppetta distance di sci di fondo maschile. Riviviamo questa competizione, minore ma che arricchisce comunque il nostro palmares.
Si parte da Beitostolen, Norvegia, con una 15 km a tecnica libera. Chissà se i big sono in forma... meglio non rischiare. Ci buttiamo così sul biathleta Ronny Hafsas, scelta che non sarà ripetibile nel corso dell'anno proprio perché impegnato nel suo sport, e che potrebbe comunque ottenere un piazzamento da top10. No, Ronny vince, batte tutti i fondisti come il Bjoerndalen dei bei tempi e ci regala il primo centello. Si va a Kuusamo per una 15 km a tecnica classica, gara che l'anno scorso vinse Martin Johnsrud Sundby e che scegliamo sperando nel bis. Il norvegese arriva quinto, ma davanti non c'è nessuno dei rivali più accreditati. Si passa a Davos per una sorta di rivincita della gara di Beitostolen, dove prendiamo Aleksander Legkov, ottimo secondo in alternato a Kuusamo. Il russo però scoppia nel finale e non va oltre un ventitreesimo posto che ci fa perdere punti preziosi. Prima del Tour de Ski c'è tempo per una 30 km in alternato con partenza in linea a Rogla, gara in cui ci affidiamo a Maxim Vylegzhanin che chiude terzo regalandoci sessanta ottimi punti. Scatta il tour e caliamo l'asso: Petter Northug sta dominando la stagione, ha vinto il prologo e parte pertanto davanti a tutti nella 15 km tecnica classica ad inseguimento di Oberhof. Petter però si fa riassorbire, si piazza in fondo al gruppo e ci resta fino all'ultimo chilometro. Qui succede la cosa più strabiliante che il nostro presidente abbia mai visto nello sci di fondo: Northug supera tutti i suoi avversari come se fossero fermi, a inizio rettilineo finale è ancora quinto ma passa tutti compreso Vylegzhanin bruciato al fotofinish. Un numero clamoroso che ci regala un centello favoloso. Il Tour prosegue male, con Vincent Vittoz che nella Cortina-Dobbiaco arriva solo ventunesimo. Le ultime tre tappe sono però eccellenti: Lukas Bauer è secondo nella 10 km tecnica classica di Dobbiaco, Axel Teichmann terzo nella 20 km tecnica classica con partenza in linea della Val di Fiemme e Jean Marc Gaillard terzo nella scalata al Cermis. Siamo già a questo punto al comando della classifica di specialità ed in lotta anche per quella generale. Gli ottanta punti conquistati con Andrus Veerpalu a Otepaa e i cinquanta con Rene Sommerfeldt a Rybinsk sono praticamente inutili in quanto tutti i migliori scelgono questi due atleti. Preziosissimi invece gli ottanta di Pietro Piller Cottrer a Canmore, che ci permettono di staccare tutti nella classifica distance e rientrare in quella generale. Purtroppo le sprint si rivelano un dramma e la sfera di cristallo assoluta ci sfugge piano piano. La coppetta distance diventa un obiettivo serio, e nel dopo olimpiadi dobbiamo difendere il grande vantaggio accumulato. Così prendiamo Tobias Angerer nel doppio inseguimento di Lahti, ed essendo una scelta di massa il suo settimo posto risulta ininfluente. Ottimo invece il quinto di Johann Olsson nella 50 km di Holmenkollen, gara che ci ha fatto tremare fino alla fine vista la fuga di Manificat che avevano molti nostri avversari, poi crollato. Si arriva così alle finali: Anders Soedergren porta in saccoccia un bell'ottavo posto nel doppio inseguimento che ci consente di arrivare all'ultima gara con 79 punti di margine su chi insegue. Qui un segno del destino: a cinque minuti dalla scadenza cambiamo Shiriaev con Giorgio Di Centa per l'inseguimento finale. Ebbene il secondo in classifica, grazie a Manificat, vince e porta a casa 100 punti. Il quarto posto di Di Centa ci consente di mantenere una manciata di punti di vantaggio e di portare a casa la coppetta di specialità. Se avessimo lasciato Shiriaev avremmo perso anche le mutande.
Insomma, una stagione deludente in cui comunque per il terzo anno consecutivo riusciamo a conquistare una coppetta minore. Speriamo che l'anno prossimo sia la stagione della consacrazione definitiva.
Si parte da Beitostolen, Norvegia, con una 15 km a tecnica libera. Chissà se i big sono in forma... meglio non rischiare. Ci buttiamo così sul biathleta Ronny Hafsas, scelta che non sarà ripetibile nel corso dell'anno proprio perché impegnato nel suo sport, e che potrebbe comunque ottenere un piazzamento da top10. No, Ronny vince, batte tutti i fondisti come il Bjoerndalen dei bei tempi e ci regala il primo centello. Si va a Kuusamo per una 15 km a tecnica classica, gara che l'anno scorso vinse Martin Johnsrud Sundby e che scegliamo sperando nel bis. Il norvegese arriva quinto, ma davanti non c'è nessuno dei rivali più accreditati. Si passa a Davos per una sorta di rivincita della gara di Beitostolen, dove prendiamo Aleksander Legkov, ottimo secondo in alternato a Kuusamo. Il russo però scoppia nel finale e non va oltre un ventitreesimo posto che ci fa perdere punti preziosi. Prima del Tour de Ski c'è tempo per una 30 km in alternato con partenza in linea a Rogla, gara in cui ci affidiamo a Maxim Vylegzhanin che chiude terzo regalandoci sessanta ottimi punti. Scatta il tour e caliamo l'asso: Petter Northug sta dominando la stagione, ha vinto il prologo e parte pertanto davanti a tutti nella 15 km tecnica classica ad inseguimento di Oberhof. Petter però si fa riassorbire, si piazza in fondo al gruppo e ci resta fino all'ultimo chilometro. Qui succede la cosa più strabiliante che il nostro presidente abbia mai visto nello sci di fondo: Northug supera tutti i suoi avversari come se fossero fermi, a inizio rettilineo finale è ancora quinto ma passa tutti compreso Vylegzhanin bruciato al fotofinish. Un numero clamoroso che ci regala un centello favoloso. Il Tour prosegue male, con Vincent Vittoz che nella Cortina-Dobbiaco arriva solo ventunesimo. Le ultime tre tappe sono però eccellenti: Lukas Bauer è secondo nella 10 km tecnica classica di Dobbiaco, Axel Teichmann terzo nella 20 km tecnica classica con partenza in linea della Val di Fiemme e Jean Marc Gaillard terzo nella scalata al Cermis. Siamo già a questo punto al comando della classifica di specialità ed in lotta anche per quella generale. Gli ottanta punti conquistati con Andrus Veerpalu a Otepaa e i cinquanta con Rene Sommerfeldt a Rybinsk sono praticamente inutili in quanto tutti i migliori scelgono questi due atleti. Preziosissimi invece gli ottanta di Pietro Piller Cottrer a Canmore, che ci permettono di staccare tutti nella classifica distance e rientrare in quella generale. Purtroppo le sprint si rivelano un dramma e la sfera di cristallo assoluta ci sfugge piano piano. La coppetta distance diventa un obiettivo serio, e nel dopo olimpiadi dobbiamo difendere il grande vantaggio accumulato. Così prendiamo Tobias Angerer nel doppio inseguimento di Lahti, ed essendo una scelta di massa il suo settimo posto risulta ininfluente. Ottimo invece il quinto di Johann Olsson nella 50 km di Holmenkollen, gara che ci ha fatto tremare fino alla fine vista la fuga di Manificat che avevano molti nostri avversari, poi crollato. Si arriva così alle finali: Anders Soedergren porta in saccoccia un bell'ottavo posto nel doppio inseguimento che ci consente di arrivare all'ultima gara con 79 punti di margine su chi insegue. Qui un segno del destino: a cinque minuti dalla scadenza cambiamo Shiriaev con Giorgio Di Centa per l'inseguimento finale. Ebbene il secondo in classifica, grazie a Manificat, vince e porta a casa 100 punti. Il quarto posto di Di Centa ci consente di mantenere una manciata di punti di vantaggio e di portare a casa la coppetta di specialità. Se avessimo lasciato Shiriaev avremmo perso anche le mutande.
Insomma, una stagione deludente in cui comunque per il terzo anno consecutivo riusciamo a conquistare una coppetta minore. Speriamo che l'anno prossimo sia la stagione della consacrazione definitiva.
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