venerdì 31 ottobre 2008

Protagonisti: Mike Di Meglio

Quando esordì nel motomondiale nel 2003, Mike Di Meglio era soprannominato "c'è", e non come lo intende Guido Meda durante le telecronache quando il vincitore della gara taglia il traguardo. C'è Di Meglio, perchè il francese di origini siciliane, all'epoca quindicenne, era davvero una strapippa. La sua crescita è però lenta ma costante, e già nel 2005 arriva la prima vittoria in carriera, nel Gran Premio di Turchia a Istanbul, penultimo della stagione, dove in sella alla sua Honda vince la volata davanti a Mattia Pasini, Tomoyoshi Koyama, Gabor Talmacsi e il campione del mondo Thomas Luthi. E' però solo un episodio isolato. L'anno successivo torna nell'anonimato, conquistando solo 8 punti nel corso dell'intera stagione. Il suo vecchio soprannome torna in auge, e il 2007 continua a confermarlo: qualche miglioramento, ma come miglior risultato ottiene un 4°posto a Motegi, chiudendo la classifica finale al 17° posto con 42 punti. Nel 2008 la svolta: passa dalla Honda alla Derbi, e i miglioramenti si notano da subito: 4° in Qatar, 9° in Spagna, 7° in Portogallo. Poi una serie di risultati e vittorie che lo issano in vetta alla classifica iridata: 2° in Cina, 1° in Francia, 4° in Italia, 1° in Catalogna, 2° in Gran Bretagna, 7° in Olanda, 1° in Germania e 2° in Repubblica Ceca. Il francese sembra in grado di poter vincere il titolo, ma nel Gran Premio di San Marino una caduta lo mette fuori dai giochi e rilancia Talmacsi e Corsi, i due veri favoriti per il mondiale a inizio stagione. Sotto l'uragano di Indianapolis Di Meglio torna a punti chiudendo 10°, ma sembra in calando. I dubbi vengono però spazzati via nelle due gare successive: 2° in Giappone e 1° in Australia. Grazie a quest'ultima vittoria si laurea Campione del Mondo della 125 con due gare d'anticipo, e in Malesia e a Valencia chiude la sua grande stagione rispettivamente con un 5° e un 3° posto. Non supportato da un compagno di squadra all'altezza (lo svizzero Dominique Aegerter), non riesce a regalare alla Derbi anche il titolo costruttori, ma il suo mondiale piloti è meritatissimo e frutto di una maturazione che nessuno ormai si aspettava più da lui. In 125, nel 2008, non c'è di meglio.