Danilo Di Luca nasce a Spoltore (PE) nel 1976. Sin dai dilettanti si capisce che può diventare un campione: vince il Giro del 1997, e al mondiale arriva terzo dietro a Ivan Basso e Rinaldo Nocentini, in un podio tutto azzurro. Passa professionista l'anno successivo con la Riso Scotti, e le prime soddisfazioni se le toglie nel 2000, quando vince la tappa di Peschici del Giro d'Italia. L'anno successivo la prima grande affermazione: vince il Giro di Lombardia, che diventa la prima classica monumento ad entrare nel suo palmarès. L'abruzzese sembra poter diventare un cacciatore di classiche, e non un atleta da corse a tappe, come invece era da dilettante. Nel 2002 passa alla Saeco, dove resta fino al 2004, ma non mantiene le attese, conquistando poche vittorie in corse di secondo livello. La vera e propria espolosione arriva nel 2005, con la maglia della Liquigas. Il Killer di Spoltore è protagonista assoluto durante la primavera, in cui vince Giro dei Paesi Baschi, Amstel Gold Race e Freccia Vallone. Si presenta al Giro d'Italia da leader della nuova classifica Pro Tour, ma nessuno si aspetta ciò che realmente fa: vince due tappe, indossa la maglia rosa, ma sulle Alpi, invece di cedere come da pronostico, tiene alla grande. Chiuderà quarto in classifica generale, ma senza i crampi che lo hanno colpito a pochi chilometri dall'arrivo dell'ultima tappa di montagna, quella con arrivo a Pragelato, avrebbe conquistato sicuramente il podio e probabilmente avrebbe permesso a Gilberto Simoni di vincere il Giro a discapito di Paolo Savoldelli. Non ottiene altre vittorie importanti, ma ciò che ha fatto tra aprile e maggio gli consente di essere il primo vincitore del Pro Tour. Nel 2006 non si ripete, anzi, delude sia al Giro che al Tour de France; chiude la stagione con una sola vittoria, in una tappa della Vuelta di Spagna. Il 2007 è l'anno della consacrazione: vince la Liegi-Bastogne-Liegi, la terza e più importante classica delle Ardenne, e si presenta al Giro d'Italia per vincere. Di Luca dimostra da subito di essere il più forte, e porta a casa due tappe e la maglia rosa di Milano. Pochi mesi dopo alcuni test antidoping si rivelano "anomali", e viene sospeso dall'attività per tre mesi. Per questa squalifica è costretto a saltare il mondiale di Stoccarda e il Giro di Lombardia, gare dove sarebbe stato sicuramente protagonista. Viene inoltre escluso dalla classifica del Pro Tour, che avrebbe tranquillamente vinto. Passa nel 2008 alla LPR, squadra del circuito Continental, che necessita pertanto dell'invito per le competizioni più importanti. La ASO, società che gestisce tra l'altro il Tour de France, la esclude dalle sue corse, impedendo a Di Luca di ripetere i successi nelle classiche delle Ardenne e nel Giro di Lombardia. Partecipa però al Giro d'Italia, dove dà spettacolo alla terz'ultima tappa, in cui con una grande azione solitaria arriva a una manciata di secondi dalla maglia rosa. La fatica accumulata però lo rallenta nella tappa del Mortirolo e nella cronometro finale, costringendolo a chiudere soltanto all'ottavo posto. L'ultima sua gara stagionale in programma è il Giro dell'Emilia, che Danilo vince in solitudine dopo un grande scatto sul San Luca. Con questo successo ci regala anche la vittoria della gara al Super Cycling Game, e per questo la Haze76 Fantasports lo ringrazia e lo sosterrà nei prossimi anni, sperando che possa ripetere le imprese degli anni scorsi.
giovedì 16 ottobre 2008
Protagonisti: Danilo Di Luca
Danilo Di Luca nasce a Spoltore (PE) nel 1976. Sin dai dilettanti si capisce che può diventare un campione: vince il Giro del 1997, e al mondiale arriva terzo dietro a Ivan Basso e Rinaldo Nocentini, in un podio tutto azzurro. Passa professionista l'anno successivo con la Riso Scotti, e le prime soddisfazioni se le toglie nel 2000, quando vince la tappa di Peschici del Giro d'Italia. L'anno successivo la prima grande affermazione: vince il Giro di Lombardia, che diventa la prima classica monumento ad entrare nel suo palmarès. L'abruzzese sembra poter diventare un cacciatore di classiche, e non un atleta da corse a tappe, come invece era da dilettante. Nel 2002 passa alla Saeco, dove resta fino al 2004, ma non mantiene le attese, conquistando poche vittorie in corse di secondo livello. La vera e propria espolosione arriva nel 2005, con la maglia della Liquigas. Il Killer di Spoltore è protagonista assoluto durante la primavera, in cui vince Giro dei Paesi Baschi, Amstel Gold Race e Freccia Vallone. Si presenta al Giro d'Italia da leader della nuova classifica Pro Tour, ma nessuno si aspetta ciò che realmente fa: vince due tappe, indossa la maglia rosa, ma sulle Alpi, invece di cedere come da pronostico, tiene alla grande. Chiuderà quarto in classifica generale, ma senza i crampi che lo hanno colpito a pochi chilometri dall'arrivo dell'ultima tappa di montagna, quella con arrivo a Pragelato, avrebbe conquistato sicuramente il podio e probabilmente avrebbe permesso a Gilberto Simoni di vincere il Giro a discapito di Paolo Savoldelli. Non ottiene altre vittorie importanti, ma ciò che ha fatto tra aprile e maggio gli consente di essere il primo vincitore del Pro Tour. Nel 2006 non si ripete, anzi, delude sia al Giro che al Tour de France; chiude la stagione con una sola vittoria, in una tappa della Vuelta di Spagna. Il 2007 è l'anno della consacrazione: vince la Liegi-Bastogne-Liegi, la terza e più importante classica delle Ardenne, e si presenta al Giro d'Italia per vincere. Di Luca dimostra da subito di essere il più forte, e porta a casa due tappe e la maglia rosa di Milano. Pochi mesi dopo alcuni test antidoping si rivelano "anomali", e viene sospeso dall'attività per tre mesi. Per questa squalifica è costretto a saltare il mondiale di Stoccarda e il Giro di Lombardia, gare dove sarebbe stato sicuramente protagonista. Viene inoltre escluso dalla classifica del Pro Tour, che avrebbe tranquillamente vinto. Passa nel 2008 alla LPR, squadra del circuito Continental, che necessita pertanto dell'invito per le competizioni più importanti. La ASO, società che gestisce tra l'altro il Tour de France, la esclude dalle sue corse, impedendo a Di Luca di ripetere i successi nelle classiche delle Ardenne e nel Giro di Lombardia. Partecipa però al Giro d'Italia, dove dà spettacolo alla terz'ultima tappa, in cui con una grande azione solitaria arriva a una manciata di secondi dalla maglia rosa. La fatica accumulata però lo rallenta nella tappa del Mortirolo e nella cronometro finale, costringendolo a chiudere soltanto all'ottavo posto. L'ultima sua gara stagionale in programma è il Giro dell'Emilia, che Danilo vince in solitudine dopo un grande scatto sul San Luca. Con questo successo ci regala anche la vittoria della gara al Super Cycling Game, e per questo la Haze76 Fantasports lo ringrazia e lo sosterrà nei prossimi anni, sperando che possa ripetere le imprese degli anni scorsi.
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