Cristiano Lucarelli per chi non segue assiduamente il calcio è più famoso per la sua rinuncia alla bellezza di un milione di euro (da quasi due milioni di euro a stagione che gli offriva il Torino ai 700.000 degli amaranto) per potersi trasferire nel Livorno, la squadra della sua città e di cui è stato un ultrà da ragazzino, che per le sue prestazioni sul campo. Eppure è un bomber di razza che ha segnato in serie A più di 100 gol. Quando però lo Zio Bruno decide di acquistarlo, nel settembre 2004, non è ancora una macchina da gol. Il suo ingaggio è dovuto più all'ammirazione che il nostro presidente porta verso la persona Lucarelli che sul giocatore Lucarelli. Il numero 99 del Livorno ricambia sul campo il sacrificio economico della società marron-verde, anche se 23 crediti per il suo ingaggio erano anche pochi, nonostante come già detto in serie A non avesse ancora dimostrato il suo vero valore. Nelle tre stagioni in cui è membro della nostra rosa e in cui è titolare fisso, la squadra si toglie tutte le soddisfazioni possibili: due scudetti, due coppe italia, due supercoppe e un premio di fantallenatore. Per Cristiano 58 presenze tra campionato e coppe condite da 27 gol, una media voto generale di 6,31 e una fantamedia di 7,69. La rete più importante, come già raccontato nel resoconto di ieri, nella finale di ritorno di Coppa Italia 2007, quando segna il gol della tranquillità nell'1-1 che regala il secondo trofeo consecutivo allo Zio Bruno dopo il 3-0 dell'andata. La sua carriera nelle fila marron-verde si interrompe non senza polemiche nell'estate 2007, quando l'ormai ex bomber amaranto si trasferisce allo Shakthar Donetsk, smentendo in parte quella decisione di quattro anni prima per la quale aveva rinunciato a tutto quel denaro per portare il Livorno prima in serie A, poi addirittura in Coppa Uefa e, parallelamente, lo Zio Bruno sul tetto di Oldgenoa. Troppo allettante l'offerta degli Ucraini sia per lui che per la società di cui è tifoso e di cui si dice che una volta terminata la carriera sul campo possa diventarne dirigente. L'affetto che lo lega alla nostra società è però ancora immutato, e sperando che l'anno prossimo riesca a riportare il Parma (squadra con la quale è tornato a giocare in Italia a gennaio 2008) nella massima serie, lo aspettiamo a braccia aperte qualora volesse ritornare a giocare nello Zio Bruno anche a costo di fare probabilmente la quinta punta. Per ora il numero 99, nonostante la presenza di Cassano, è ancora congelato in suo onore.
sabato 31 maggio 2008
Protagonisti: Cristiano Lucarelli
Cristiano Lucarelli per chi non segue assiduamente il calcio è più famoso per la sua rinuncia alla bellezza di un milione di euro (da quasi due milioni di euro a stagione che gli offriva il Torino ai 700.000 degli amaranto) per potersi trasferire nel Livorno, la squadra della sua città e di cui è stato un ultrà da ragazzino, che per le sue prestazioni sul campo. Eppure è un bomber di razza che ha segnato in serie A più di 100 gol. Quando però lo Zio Bruno decide di acquistarlo, nel settembre 2004, non è ancora una macchina da gol. Il suo ingaggio è dovuto più all'ammirazione che il nostro presidente porta verso la persona Lucarelli che sul giocatore Lucarelli. Il numero 99 del Livorno ricambia sul campo il sacrificio economico della società marron-verde, anche se 23 crediti per il suo ingaggio erano anche pochi, nonostante come già detto in serie A non avesse ancora dimostrato il suo vero valore. Nelle tre stagioni in cui è membro della nostra rosa e in cui è titolare fisso, la squadra si toglie tutte le soddisfazioni possibili: due scudetti, due coppe italia, due supercoppe e un premio di fantallenatore. Per Cristiano 58 presenze tra campionato e coppe condite da 27 gol, una media voto generale di 6,31 e una fantamedia di 7,69. La rete più importante, come già raccontato nel resoconto di ieri, nella finale di ritorno di Coppa Italia 2007, quando segna il gol della tranquillità nell'1-1 che regala il secondo trofeo consecutivo allo Zio Bruno dopo il 3-0 dell'andata. La sua carriera nelle fila marron-verde si interrompe non senza polemiche nell'estate 2007, quando l'ormai ex bomber amaranto si trasferisce allo Shakthar Donetsk, smentendo in parte quella decisione di quattro anni prima per la quale aveva rinunciato a tutto quel denaro per portare il Livorno prima in serie A, poi addirittura in Coppa Uefa e, parallelamente, lo Zio Bruno sul tetto di Oldgenoa. Troppo allettante l'offerta degli Ucraini sia per lui che per la società di cui è tifoso e di cui si dice che una volta terminata la carriera sul campo possa diventarne dirigente. L'affetto che lo lega alla nostra società è però ancora immutato, e sperando che l'anno prossimo riesca a riportare il Parma (squadra con la quale è tornato a giocare in Italia a gennaio 2008) nella massima serie, lo aspettiamo a braccia aperte qualora volesse ritornare a giocare nello Zio Bruno anche a costo di fare probabilmente la quinta punta. Per ora il numero 99, nonostante la presenza di Cassano, è ancora congelato in suo onore.
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