venerdì 27 febbraio 2009

Mondiali di biathlon Pyong Chang 2009 - Un oro e un bronzo su fantasportal

Terza ed ultima puntata relativa ai nostri trionfi ai mondiali di biathlon 2009. Parliamo delle due medaglie vinte su fantasportal.

E' nel principale dei fantasport in cui siamo impegnati che speriamo di ottenere i successi più importanti ai mondiali di biathlon, e dopo le grandi delusioni di quelli di sci alpino arriva il pronto riscatto. Per la verità anche qui patiamo qualche episodio sfavorevole: nell'inseguimento femminile esultiamo per la medaglia d'argento prima di accorgerci che due stronzi avevano Wilhelm-Jonsson, beffando la nostra coppia Wilhelm-Makarainen. Nell'individuale maschile, invece, partiamo superfavoriti essendo gli unici Bjoerndalen-Svendsen, ma il più giovane dei due norvegesi pensa bene di star male e di non partire, rendendo inutile la vittoria di Ole. Arriviamo all'ultimo giorno della rassegna ancora a mani vuote, ma è proprio domenica 22 febbraio che passerà nella storia della nostra società. Nella partenza in linea femminile ci giochiamo Olga Zaitseva, una delle protagoniste dei mondiali in cui ha già vinto un argento e un bronzo individuali più l'oro della staffetta. Come seconda e terza scelta propendiamo per Martina Glagow e Anna-Carin Olofsson. La russa dimostra che si può vincere anche senza doping (ma siamo sicuri?) e doma in volata la sorprendente slovacca (ma russa pure lei) Shipulina-Kuzmina; il bronzo va alla svedese Helena Jonsson. L'oro ci sfugge perchè cannolo ha giocato Zaitseva-Jonsson; anche l'argento se ne va a causa di un Zaitseva-Brunet (8^ la francese). La Glagow però arriva 9^, davanti a Tora Berger, una delle più gettonate come seconda scelta dietro a Zaitseva. Per Halvard Hazevold è medaglia di bronzo, una medaglia storica perchè è la prima in assoluto conquistata in una rassegna mondiale di sport invernali su Fantasportal.
La giornata sarebbe già positiva, ma dopo poche ore si corre la staffetta maschile. Per questa gara abbiamo conservato tre delle nazioni favorite: Norvegia (Svendsen-Berger-Hanevold-Bjoerndalen), Austria (Mesotitsch-Eder-Landertinger-Sumann) e Francia (Jay, Defrasne, Martin e Simon Fourcade). Gli aquilotti biancorossi partono forte e sembrano imbattibili, anche considerando il fatto che nelle ultime due frazioni hanno l'oro e l'argento della mass start del giorno precedente. La Norvegia invece parte male: girano sia Svendsen che Berger, che tuttavia hanno un'altra marcia sugli sci, tanto che Hanevold parte con solo una quindicina di secondi di svantaggio su Landertinger. Il giovane austriaco si dimostra molto solido, sbaglia qualcosa ma rimedia ed esce dal secondo poligono insieme al veterano norvegese, staccandolo nell'ultimo giro. L'ultima frazione vede Sumann partire con una ventina di secondi di margine su Bjoerndalen e Greis. Quarta è la Francia. Il sogno d'oro sembra svanire, perchè Sumann va alla grande sugli sci e al primo poligono è quasi perfetto. Quando arriva a tirare in piedi, però, forse avverte la pressione e commette tre errori che riesce comunque a rimediare con le cartucce di riserva. Ole ne sbaglia solo uno, lo rimedia ed esce con soli tre secondi di distacco. Greis è fuori gara, Fourcade non può arrivare nè terzo nè quinto. Ci giochiamo l'oro, poichè nessuno ha Norvegia-Austria-Germania. Il giorno precedente Sumann ha staccato Bjoerndalen nell'ultimo giro, ma la storia si inverte in questa staffetta: è il fuoriclasse norvegese che, dopo essersi risparmiato nei primi due giri, umilia il rivale austriaco, conquista la sua quarta medaglia d'oro di questi mondiali facendo gioire anche i suoi compagni, e regala ad Halvard Hazevold il primo oro nella storia della nostra società in un mondiale di sport invernali.
La giornata è trionfale, così come possiamo giudicare eccezionali i mondiali di Pyong Chang, che ci hanno visti protagonisti assoluti in tutte le fantamanifestazioni a cui abbiamo partecipato. Da martedì quattro puntate relative ai protagonisti di questi mondiali: Ole Einar Bjoerndalen, Dominik Landertinger, Kati Wilhelm e Olga Zaitseva.