martedì 8 luglio 2008

Protagonisti: Rafael Nadal

Quando Fosco portò a casa il suo primo ATP, a Montecarlo, la vittoria gli fu regalata da Rafa Nadal, il più forte numero 2 del mondo di sempre. Oggi, a due giorni dalla sua vittoria a Wimbledon è giunta l'ora di parlare delle sue grandi imprese (farmaceutiche).
Nato a Mallorca nel 1987, il giovane spagnolo già da diciassettenne mette in mostra un grande talento per poter diventare un grande sulla terra rossa. Non a caso nel 2005, a soli 18 anni, vince il suo primo Roland Garros battendo in finale il mancino argentino dopato Mariano Puerta. Nadal diventa in breve tempo il dominatore dei tornei sul rosso, nemmeno sua maestà Roger Federer sembra in grado di fermarlo. Lo spagnolo migliora il record di vittorie su terra consecutive, portando i 47 successi di Guillermo Vilas a 64. Nel 2006 si ricorda, oltre al suo secondo Roland Garros, l'epica finale di Roma, in cui annulla due match point a Federer prima di vincere al tie break del quinto set. Intanto le sue prestazioni migliorano anche sull'erba, tanto che sempre nel 2006, dopo aver rischiato di perdere da Robert Kendrick al secondo turno, raggiunge la finale di Wimbledon, dove finalmente il vero talento del tennis moderno riesce a prevalere in 4 set. Migliorano sempre di più le sue prestazioni sul veloce così come migliorano i suoi rapporti con il dottor Fuentes: quando prima del Tour 2006 scoppia l'Operacion Puerto, è teoricamente coinvolto anche un tennista spagnolo mancino di prima fascia (e non è certo Feliciano Lopez...), ma tanto ne fanno le spese solo i ciclisti, e Nadal prosegue la sua carriera continuando a vincere a Montecarlo, Roma e Roland Garros (2007). Perde invece ad Amburgo per mano di Federer, per qualcuno una sconfitta voluta per non arrivare al torneo più importante con la striscia di vittorie ancora aperta. Il suo braccio sinistro continua ad ingrossare, raggiungendo dimensioni pari alla coscia di un altro qualsiasi tennista top-10 (mentre il destro è ancora normale). Si arriva al 2008, Nadal vince il suo quarto Montecarlo consecutivo, perde a Roma da Ferrero (probabilmente Fuentes era in ferie), vince ad Amburgo e vince con una superiorità imbarazzante il Roland Garros: 6-1 6-4 6-0 a re Roger, una vittoria così schiacciante che non esulta nemmeno a fine partita. Si arriva a Wimbledon, dove è reduce da due finali (grazie al cielo perse) consecutive. Arriva di nuovo in finale perdendo un solo set da Gulbis dopo un cammino imbarazzante: deve sconfiggere nell'ordine Andreas Beck, Ernest Gulbis, Nicolas Kiefer, Mikhail Youzhny, Andy Murray e Rainer Schuettler, roba che anch'io probabilmente sarei andato in finale. Qui contro Federer vola due set a zero, ma il vero talento recupera salvando due match point in maniera straordinaria nel tie break del quarto set, ma si deve arrendere poi alla benzina superiore (benzina per non dire altro) del suo avversario: 9-7 al quinto set. Con questa vittoria Nadal resta al numero 2 del mondo, ma si avvicina pericolosamente alla vetta. Ed inoltre questa vittoria segna la fine di un'epoca: quella del tennis su erba vinto da talenti naturali.