giovedì 18 settembre 2008

Protagonisti: Alex Schwazer

Alex Schwazer è stato colui che ha salvato dalla disfatta l'atletica italiana alle olimpiadi di Pechino. Il suo oro è stato uno dei più belli e meritati dell'intera spedizione azzurra, ottenuto tra l'altro in una delle discipline più difficili e faticose. Eppure da buon altoatesino la sua infanzia non è stata segnata dalla marcia: a quattro anni ha iniziato a sciare, e il suo futuro sembrava tingersi del bianco della neve alpina. Oltre allo sci, il piccolo Alex giocava anche a hockey su ghiaccio, uno sport che lo appassionava talmente tanto da fargli abbandonare gli sci per dedicarsi esclusivamente a pattini e mazza. Nel periodo estivo, quando la sua squadra di hockey era in vacanza, giocava a calcio, e proprio da questo sport Alex ha scovato il suo grande talento per la resistenza: negli allenamenti dava sempre la paga ai suoi compagni nelle gare di cinque giri intorno al campo. Compiuti i 16 anni la scelta decisiva: Alex abbandona l'hockey e si dedica completamente all'atletica, ed in particolare alla marcia. La sua grande resistenza non era però abbinata alla tecnica che questo sport richiede, e a 18 anni l'altoatesino sembra voler abbandonarlo per dedicarsi ad un altro sport di fatica, il ciclismo. La mancanza di esperienza, però, lo vedeva chiudere tutte le gare nelle retrovie, e dopo un anno torna sui suoi passi e riprende a dedicarsi alla marcia, curando questa volta oltre che la resistenza anche la tecnica. A 19 anni e 5 mesi diventa l'italiano più giovane a vestire la maglia della nazionale in una 50 km. Nell'anno successivo, il 2005, si laurea campione italiano e conquista la medaglia di bronzo ai mondiali di Helsinki, risultato storico in quanto unica medaglia italiana in questa edizione dei mondiali e medaglia più giovane della storia del nostro paese. Il 2006 invece si rivela una delusione, culminata con il ritiro durante la 50 km degli Europei. Ma nel 2007 il riscatto: vince i campionati nazionali su tutte e tre le distanze (10, 20 e 50 km) e conquista un nuovo bronzo ai mondiali, medaglia che sarebbe potuta essere più preziosa se Alex avesse accelerato prima e non fosse arrivato con ancora tante energie al traguardo. Arriva così nel 2008 come uno dei favoriti per la 50 km olimpica, ed è il principale favorito dopo le squalifiche per doping dei due rivali più accreditati. Schwazer non commette lo stesso errore di Osaka, e domina la gara stabilendo anche il primato olimpico. Per l'altoatesino è la più grande soddisfazione della sua ancor breve carriera, e speriamo che in futuro possa ripetersi per regalare all'Italia e alla Haze76 Fantasports nuove importanti soddisfazioni.