mercoledì 31 marzo 2010
Fantasportal - Di nuovo protagonisti nel ciclismo femminile
Come dimenticare il Giro Donne 2009, che la nostra ragazza Emma Johazensson ha letteralmente dominato dalla prima all'ultima tappa, portando a casa maglia rosa, maglia ciclamino e maglia verde? Un trionfo forse non irripetibile, poiché, da come è iniziata, la stagione 2010 fa sperare ancora di più. Ci siamo infatti aggiudicati il Trofeo Binda, prima gara dell'anno su Fantasportal nonché prima gara di Coppa del Mondo Femminile. E' anche il primo successo della nostra società in una corsa in linea di ciclismo. Un risultato sorprendente ed esaltante. Vediamo com'è andata la gara.
Al via ci sono tutte le big del panorama mondiale. E' così che, anche grazie al consiglio di Seb che ci invita a sacrificare Nicole Cooke a discapito di Emma Johansson, scegliamo Marianne Vos come capitana, la svedese come prima gregaria e Judith Arndt come seconda gregaria. La scelta arriva in prossimità dell'apertura del gioco, pertanto il fattore z è sicuramente dalla nostra. Ma non ce ne sarà bisogno: siamo gli unici con questa terna, ce la giochiamo pertanto sulle donne scelte e non sulla velocità. La gara si fa dura, ma tutte le migliori restano davanti. Ha così vita facile la Vos a battere tutte nello sprint finale: l'olandese si dimostra già imbattibile, bruciando la connazionale Martine Bras (scelta da nessuno) e la Johansson. Insomma, le prime due scelte sono perfette, tutto sta a vedere come si è piazzata la Arndt, che ha lavorato per la Cantele (quinta) ma rimasta comunque nel gruppo di testa. La tedesca si piazza ottava, ma davanti a lei non c'è nessuna seconda gregaria di chi ha la coppia Vos-Johansson e nemmeno di chi ha la svedese come seconda gregaria. Ricordiamo infatti che questo aberrante regolamento va a punti e non a piazzamento, pertanto chi fa 1-2-20 perde da chi fa 1-19-2. E' così una vittoria in solitario per la nostra Emma Johazensson, che si conferma tra le più grandi su Fantasportal nel ciclismo femminile.
La Coppa del Mondo proseguirà già sabato con il Giro delle Fiandre, speriamo di essere di nuovo competitivi poiché vestiremo la maglia di leader di Coppa del Mondo. Un grazie alla Vos, alla Johansson e alla Arndt sperando che ci regalino altre soddisfazioni nel corso della stagione.
Al via ci sono tutte le big del panorama mondiale. E' così che, anche grazie al consiglio di Seb che ci invita a sacrificare Nicole Cooke a discapito di Emma Johansson, scegliamo Marianne Vos come capitana, la svedese come prima gregaria e Judith Arndt come seconda gregaria. La scelta arriva in prossimità dell'apertura del gioco, pertanto il fattore z è sicuramente dalla nostra. Ma non ce ne sarà bisogno: siamo gli unici con questa terna, ce la giochiamo pertanto sulle donne scelte e non sulla velocità. La gara si fa dura, ma tutte le migliori restano davanti. Ha così vita facile la Vos a battere tutte nello sprint finale: l'olandese si dimostra già imbattibile, bruciando la connazionale Martine Bras (scelta da nessuno) e la Johansson. Insomma, le prime due scelte sono perfette, tutto sta a vedere come si è piazzata la Arndt, che ha lavorato per la Cantele (quinta) ma rimasta comunque nel gruppo di testa. La tedesca si piazza ottava, ma davanti a lei non c'è nessuna seconda gregaria di chi ha la coppia Vos-Johansson e nemmeno di chi ha la svedese come seconda gregaria. Ricordiamo infatti che questo aberrante regolamento va a punti e non a piazzamento, pertanto chi fa 1-2-20 perde da chi fa 1-19-2. E' così una vittoria in solitario per la nostra Emma Johazensson, che si conferma tra le più grandi su Fantasportal nel ciclismo femminile.
La Coppa del Mondo proseguirà già sabato con il Giro delle Fiandre, speriamo di essere di nuovo competitivi poiché vestiremo la maglia di leader di Coppa del Mondo. Un grazie alla Vos, alla Johansson e alla Arndt sperando che ci regalino altre soddisfazioni nel corso della stagione.
lunedì 29 marzo 2010
Protagonisti: Petter Northug
Sono anni che lo appellano come nuovo Daehlie. Finalmente Petter Northug ha confermato le promesse e ha dominato la stagione dall'inizio alla fine. Un solo cruccio per lui: non è riuscito ad imporsi nel Tour de Ski, ma siamo sicuri che già l'anno prossimo potrà colmare questa lacuna.
La stagione parte per Petter con un quarto posto a Beitostolen, ma è dalla gara successiva, a Kuusamo, che si capisce che il norvegese può vincere tutto. Se l'anno scorso infatti dominava a skating per faticare in alternato, la vittoria nella 15 km tc della località finlandese, per altro con partenza ad intervalli, fa capire lo stato di forma da lui raggiunto. Il dominio prosegue con la vittoria a Rogla nella 30 km tc partenza in linea, e anche nelle sprint arrivano punti pesanti coronati dalla vittoria in quella disputata sempre nella località slovena. Arriva il Tour de Ski e Petter vanta già un margine enorme su tutti, però il suo dominio prosegue: vince il prologo e soprattutto l'inseguimento di Oberhof, in una gara che rimarrà impressa per sempre nella mente del nostro presidente. Una rimonta clamorosa dalla ventesima posizione che occupava all'ultimo km che lo porta a bruciare Vylegzhanin al fotofinish:
Semplicemente strabiliante.
Purtroppo per lui la mancata qualificazione alla sprint di Praga non gli consente di avere un buon margine su Lukas Bauer, che nelle ultime gare sembra volare come due anni fa e che sul Cermis lo raggiunge e lo supera, vincendo il Tour de Ski e costringendo Northug all'unica grossa sconfitta stagionale. Il norvegese però non perde ulteriori colpi, presentandosi a Vancouver come uomo da battere. Se nelle prime gare (15 km tl e doppio inseguimento) delude parecchio anche a causa della sfortuna (sci lentissimi nella prima, rottura del bastoncino a pochi metri dall'arrivo nella seconda), vince il bronzo nella sprint, l'oro nella sprint a coppie, porta la Norvegia all'argento in staffetta con una rimonta strepitosa e vince l'oro più bello nella 50 km tc con partenza in linea. Ormai la Coppa del Mondo generale è sua, ma Petter esagera vincendo anche la 50 km di Holmenkollen, forse la gara più sentita per un norvegese, e il mini Tour de Ski delle finali di Falun. Un dominio schiacciante per un ragazzo di soli ventiquattro anni destinato a stracciare tutti anche le prossime annate. Per Petter oltre che il coppone è arrivata anche la coppetta delle distanze, la stessa vinta dalla nostra società su Fantasportal. Per questo lo ringraziamo e lo sosterremo sempre anche per la grande simpatia che il nostro presidente nutre per lui
La stagione parte per Petter con un quarto posto a Beitostolen, ma è dalla gara successiva, a Kuusamo, che si capisce che il norvegese può vincere tutto. Se l'anno scorso infatti dominava a skating per faticare in alternato, la vittoria nella 15 km tc della località finlandese, per altro con partenza ad intervalli, fa capire lo stato di forma da lui raggiunto. Il dominio prosegue con la vittoria a Rogla nella 30 km tc partenza in linea, e anche nelle sprint arrivano punti pesanti coronati dalla vittoria in quella disputata sempre nella località slovena. Arriva il Tour de Ski e Petter vanta già un margine enorme su tutti, però il suo dominio prosegue: vince il prologo e soprattutto l'inseguimento di Oberhof, in una gara che rimarrà impressa per sempre nella mente del nostro presidente. Una rimonta clamorosa dalla ventesima posizione che occupava all'ultimo km che lo porta a bruciare Vylegzhanin al fotofinish:
Semplicemente strabiliante.
Purtroppo per lui la mancata qualificazione alla sprint di Praga non gli consente di avere un buon margine su Lukas Bauer, che nelle ultime gare sembra volare come due anni fa e che sul Cermis lo raggiunge e lo supera, vincendo il Tour de Ski e costringendo Northug all'unica grossa sconfitta stagionale. Il norvegese però non perde ulteriori colpi, presentandosi a Vancouver come uomo da battere. Se nelle prime gare (15 km tl e doppio inseguimento) delude parecchio anche a causa della sfortuna (sci lentissimi nella prima, rottura del bastoncino a pochi metri dall'arrivo nella seconda), vince il bronzo nella sprint, l'oro nella sprint a coppie, porta la Norvegia all'argento in staffetta con una rimonta strepitosa e vince l'oro più bello nella 50 km tc con partenza in linea. Ormai la Coppa del Mondo generale è sua, ma Petter esagera vincendo anche la 50 km di Holmenkollen, forse la gara più sentita per un norvegese, e il mini Tour de Ski delle finali di Falun. Un dominio schiacciante per un ragazzo di soli ventiquattro anni destinato a stracciare tutti anche le prossime annate. Per Petter oltre che il coppone è arrivata anche la coppetta delle distanze, la stessa vinta dalla nostra società su Fantasportal. Per questo lo ringraziamo e lo sosterremo sempre anche per la grande simpatia che il nostro presidente nutre per lui
mercoledì 24 marzo 2010
Fantasportal - La consolazione
Inutile negarlo: il 2009/10 per la Haze76 Fantasports è stata la più brutta stagione dal 2007 ad oggi per quanto riguarda gli sport invernali su Fantasportal. Tuttavia una magra consolazione è arrivata: la coppetta distance di sci di fondo maschile. Riviviamo questa competizione, minore ma che arricchisce comunque il nostro palmares.
Si parte da Beitostolen, Norvegia, con una 15 km a tecnica libera. Chissà se i big sono in forma... meglio non rischiare. Ci buttiamo così sul biathleta Ronny Hafsas, scelta che non sarà ripetibile nel corso dell'anno proprio perché impegnato nel suo sport, e che potrebbe comunque ottenere un piazzamento da top10. No, Ronny vince, batte tutti i fondisti come il Bjoerndalen dei bei tempi e ci regala il primo centello. Si va a Kuusamo per una 15 km a tecnica classica, gara che l'anno scorso vinse Martin Johnsrud Sundby e che scegliamo sperando nel bis. Il norvegese arriva quinto, ma davanti non c'è nessuno dei rivali più accreditati. Si passa a Davos per una sorta di rivincita della gara di Beitostolen, dove prendiamo Aleksander Legkov, ottimo secondo in alternato a Kuusamo. Il russo però scoppia nel finale e non va oltre un ventitreesimo posto che ci fa perdere punti preziosi. Prima del Tour de Ski c'è tempo per una 30 km in alternato con partenza in linea a Rogla, gara in cui ci affidiamo a Maxim Vylegzhanin che chiude terzo regalandoci sessanta ottimi punti. Scatta il tour e caliamo l'asso: Petter Northug sta dominando la stagione, ha vinto il prologo e parte pertanto davanti a tutti nella 15 km tecnica classica ad inseguimento di Oberhof. Petter però si fa riassorbire, si piazza in fondo al gruppo e ci resta fino all'ultimo chilometro. Qui succede la cosa più strabiliante che il nostro presidente abbia mai visto nello sci di fondo: Northug supera tutti i suoi avversari come se fossero fermi, a inizio rettilineo finale è ancora quinto ma passa tutti compreso Vylegzhanin bruciato al fotofinish. Un numero clamoroso che ci regala un centello favoloso. Il Tour prosegue male, con Vincent Vittoz che nella Cortina-Dobbiaco arriva solo ventunesimo. Le ultime tre tappe sono però eccellenti: Lukas Bauer è secondo nella 10 km tecnica classica di Dobbiaco, Axel Teichmann terzo nella 20 km tecnica classica con partenza in linea della Val di Fiemme e Jean Marc Gaillard terzo nella scalata al Cermis. Siamo già a questo punto al comando della classifica di specialità ed in lotta anche per quella generale. Gli ottanta punti conquistati con Andrus Veerpalu a Otepaa e i cinquanta con Rene Sommerfeldt a Rybinsk sono praticamente inutili in quanto tutti i migliori scelgono questi due atleti. Preziosissimi invece gli ottanta di Pietro Piller Cottrer a Canmore, che ci permettono di staccare tutti nella classifica distance e rientrare in quella generale. Purtroppo le sprint si rivelano un dramma e la sfera di cristallo assoluta ci sfugge piano piano. La coppetta distance diventa un obiettivo serio, e nel dopo olimpiadi dobbiamo difendere il grande vantaggio accumulato. Così prendiamo Tobias Angerer nel doppio inseguimento di Lahti, ed essendo una scelta di massa il suo settimo posto risulta ininfluente. Ottimo invece il quinto di Johann Olsson nella 50 km di Holmenkollen, gara che ci ha fatto tremare fino alla fine vista la fuga di Manificat che avevano molti nostri avversari, poi crollato. Si arriva così alle finali: Anders Soedergren porta in saccoccia un bell'ottavo posto nel doppio inseguimento che ci consente di arrivare all'ultima gara con 79 punti di margine su chi insegue. Qui un segno del destino: a cinque minuti dalla scadenza cambiamo Shiriaev con Giorgio Di Centa per l'inseguimento finale. Ebbene il secondo in classifica, grazie a Manificat, vince e porta a casa 100 punti. Il quarto posto di Di Centa ci consente di mantenere una manciata di punti di vantaggio e di portare a casa la coppetta di specialità. Se avessimo lasciato Shiriaev avremmo perso anche le mutande.
Insomma, una stagione deludente in cui comunque per il terzo anno consecutivo riusciamo a conquistare una coppetta minore. Speriamo che l'anno prossimo sia la stagione della consacrazione definitiva.
Si parte da Beitostolen, Norvegia, con una 15 km a tecnica libera. Chissà se i big sono in forma... meglio non rischiare. Ci buttiamo così sul biathleta Ronny Hafsas, scelta che non sarà ripetibile nel corso dell'anno proprio perché impegnato nel suo sport, e che potrebbe comunque ottenere un piazzamento da top10. No, Ronny vince, batte tutti i fondisti come il Bjoerndalen dei bei tempi e ci regala il primo centello. Si va a Kuusamo per una 15 km a tecnica classica, gara che l'anno scorso vinse Martin Johnsrud Sundby e che scegliamo sperando nel bis. Il norvegese arriva quinto, ma davanti non c'è nessuno dei rivali più accreditati. Si passa a Davos per una sorta di rivincita della gara di Beitostolen, dove prendiamo Aleksander Legkov, ottimo secondo in alternato a Kuusamo. Il russo però scoppia nel finale e non va oltre un ventitreesimo posto che ci fa perdere punti preziosi. Prima del Tour de Ski c'è tempo per una 30 km in alternato con partenza in linea a Rogla, gara in cui ci affidiamo a Maxim Vylegzhanin che chiude terzo regalandoci sessanta ottimi punti. Scatta il tour e caliamo l'asso: Petter Northug sta dominando la stagione, ha vinto il prologo e parte pertanto davanti a tutti nella 15 km tecnica classica ad inseguimento di Oberhof. Petter però si fa riassorbire, si piazza in fondo al gruppo e ci resta fino all'ultimo chilometro. Qui succede la cosa più strabiliante che il nostro presidente abbia mai visto nello sci di fondo: Northug supera tutti i suoi avversari come se fossero fermi, a inizio rettilineo finale è ancora quinto ma passa tutti compreso Vylegzhanin bruciato al fotofinish. Un numero clamoroso che ci regala un centello favoloso. Il Tour prosegue male, con Vincent Vittoz che nella Cortina-Dobbiaco arriva solo ventunesimo. Le ultime tre tappe sono però eccellenti: Lukas Bauer è secondo nella 10 km tecnica classica di Dobbiaco, Axel Teichmann terzo nella 20 km tecnica classica con partenza in linea della Val di Fiemme e Jean Marc Gaillard terzo nella scalata al Cermis. Siamo già a questo punto al comando della classifica di specialità ed in lotta anche per quella generale. Gli ottanta punti conquistati con Andrus Veerpalu a Otepaa e i cinquanta con Rene Sommerfeldt a Rybinsk sono praticamente inutili in quanto tutti i migliori scelgono questi due atleti. Preziosissimi invece gli ottanta di Pietro Piller Cottrer a Canmore, che ci permettono di staccare tutti nella classifica distance e rientrare in quella generale. Purtroppo le sprint si rivelano un dramma e la sfera di cristallo assoluta ci sfugge piano piano. La coppetta distance diventa un obiettivo serio, e nel dopo olimpiadi dobbiamo difendere il grande vantaggio accumulato. Così prendiamo Tobias Angerer nel doppio inseguimento di Lahti, ed essendo una scelta di massa il suo settimo posto risulta ininfluente. Ottimo invece il quinto di Johann Olsson nella 50 km di Holmenkollen, gara che ci ha fatto tremare fino alla fine vista la fuga di Manificat che avevano molti nostri avversari, poi crollato. Si arriva così alle finali: Anders Soedergren porta in saccoccia un bell'ottavo posto nel doppio inseguimento che ci consente di arrivare all'ultima gara con 79 punti di margine su chi insegue. Qui un segno del destino: a cinque minuti dalla scadenza cambiamo Shiriaev con Giorgio Di Centa per l'inseguimento finale. Ebbene il secondo in classifica, grazie a Manificat, vince e porta a casa 100 punti. Il quarto posto di Di Centa ci consente di mantenere una manciata di punti di vantaggio e di portare a casa la coppetta di specialità. Se avessimo lasciato Shiriaev avremmo perso anche le mutande.
Insomma, una stagione deludente in cui comunque per il terzo anno consecutivo riusciamo a conquistare una coppetta minore. Speriamo che l'anno prossimo sia la stagione della consacrazione definitiva.
martedì 9 marzo 2010
Protagonisti: Viktoria Rebensburg
Ha soli vent'anni, ma il nostro presidente l'ha notata (dal punto di vista del talento sciistico visto che è una balenottera asd) già da diverso tempo. Viktoria Rebensburg è infatti nel giro della Coppa del Mondo di Sci Alpino da un paio d'anni, durante i quali ha ottenuto buoni piazzamenti e svariate medaglie ai mondiali juniores: 3 ori (superg 2008, superg e gigante 2009), 1 argento (gigante 2008) e 1 bronzo (discesa 2008). E' così che abbiamo deciso di ingaggiarla per il fantawinter 2009/10, e la tedesca ha ringraziato ottenendo tra l'altro il primo podio della sua carriera, un secondo posto nel gigante di Cortina. Arrivati alle Olimpiadi di Vancouver ci è sembrato giusto puntare su di lei per sbaragliare la concorrenza. Ci è mancato solo il coraggio di metterla come prima scelta, abbinandola invece alla Maze come seconda. E purtroppo per noi, ma per fortuna per lei, solo quattro fottutissimi centesimi hanno diviso le due ragazze nel gigante di Whistler, risultato che ha consacrato la Rebensburg come campionessa olimpica di gigante a soli vent'anni e premiato i due stronzi che l'hanno scelta come capitana. Un oro a sorpresa (ma neanche tanto per chi l'aveva prevista da medaglia) e condizionato dalle condizioni atmosferiche: gara svolta su due giorni, con nebbia e neve che hanno reso proibitiva la situazione e hanno penalizzato oltremodo coloro che erano davanti dopo la prima manche. Viktoria non ha comunque rubato nulla, e siamo certi che si confermerà ad alti livelli anche nelle prossime stagioni. Il suo risultato, unito a quello della Maze ci ha regalato il bronzo, un peccato aver perso l'oro per così poco ma è comunque una medaglia splendente in un'olimpiade non troppo esaltante. Grazie Viktoria, ti tiferemo sempre anche per i punti che ci hai portato al fantawinter!
martedì 2 marzo 2010
Protagonisti: Marcus Hellner
Finite le Olimpiadi è doveroso parlare di coloro che ci hanno aiutato a conquistare le due magnifiche medaglie. Partiamo dal campione olimpico del doppio inseguimento.Ventiquattro anni, specialista della tecnica libera e delle sprint, si è rivelato al grande pubblico l'anno scorso quando ha vinto sulla pista di casa di Gaellivare la 15 km a skating, prima gara della stagione. Ebbene sì, nonostante sia nato per le gare veloci negli ultimi due anni Marcus Hellner è diventato uno dei più forti anche nelle gare lunghe e anche in alternato. Non si può non essere completi infatti per primeggiare ad un'olimpiade nella gara mista: 15 km a tecnica classica, cambio volante di sci e altri 15 km a tecnica libera. Sicuramente è stato aiutato da alcuni episodi favorevoli: la fuga del connazionale Johan Olsson ha costretto altri a tirare, permettendgli di risparmiarsi per la volata. La rottura del bastoncino a pochi chilometri dal traguardo di Petter Northug gli ha tolto di mezzo il rivale più forte e veloce. Tuttavia lo svedese è stato praticamente perfetto, seguendo Legkov nel momento dell'attacco e bruciando Angerer nella volata conclusiva. Un oro sorprendente ma fino ad un certo punto, visto che sulla carta soltanto in due-tre gli erano superiori. Un oro che è stato meravigliosamente bissato nella staffetta, dove aiutato dai compagni Rickardsson, Olsson e Soedergren ha dimostrato di essere il più in forma staccando Jonnier e Koukal all'ultimo giro e contenendo la strabiliante rimonta di Northug. Insomma un'olimpiade indimenticabile per Hellner, che già ci aveva aiutato nel Tour de Ski a portare a casa ottanta punti nella sprint di Praga. Comunque finisca è stato uno dei più grandi protagonisti della nostra stagione dello sci di fondo, e sperando di conquistare ancora qualcosa lo ringraziamo per l'unico oro che ci ha regalato con la maestosa volata del doppio inseguimento. In bocca al lupo per il finale di stagione Marcus!
lunedì 1 marzo 2010
Vancouver 2010 - Bronzo di quattro centesimi
Si sono concluse le Olimpiadi di Vancouver, e per la nostra società è arrivata un'altra medaglia, stavolta un bronzo che fa rosicare parecchio. Il gigante femminile è infatti stato vinto abbastanza a sorpresa da Viktoria Rebensburg, una delle giovani a nostro avviso più talentuose del circo bianco. Il nostro presidente la vedeva da medaglia, tanto da selezionarla come seconda scelta dopo Tina Maze. Ebbene la slovena, in testa fino all'ultimo intermedio, ha perso l'oro per quattro miseri centesimi, un distacco insignificante ma terribilmente pesante, poiché due stronzi avevano la Rebensburg come prima scelta accompagnata da due strapippe, mentre la nostra squadra era l'unica con la coppia Maze-Rebensburg. Insomma, un regolamento non uniforme con il ciclismo ci ha penalizzato, ma abbiamo conquistato comunque una bellissima medaglia che ci ha permesso di chiudere a quota due un'olimpiade non troppo fortunata.
Gli impegni sulla neve per la Haze76 Fantasports non sono certo terminati, anche se ormai ha senso puntare soltanto sulla Coppa del Mondo di sci di fondo maschile. Continuate a seguirci, speriamo di raccontarvi ancora numerose imprese degne di queste medaglie olimpiche
Gli impegni sulla neve per la Haze76 Fantasports non sono certo terminati, anche se ormai ha senso puntare soltanto sulla Coppa del Mondo di sci di fondo maschile. Continuate a seguirci, speriamo di raccontarvi ancora numerose imprese degne di queste medaglie olimpiche
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