martedì 7 marzo 2017

Attualità - Zio Treno sul tetto di Oldgenoa, Scudetto 11 anni dopo!

Finalmente è arrivata l'ufficialità: lo Zio Treno ha matematicamente vinto lo Scudetto del Fantacalcio Oldgenoa 2016-17. Una cavalcata impressionante nata da lontano, riviviamo le emozioni che hanno portato al trionfo

Gennaio 2016: lo Zio Treno chiude il girone d’andata al comando a pari punti con Bobby Gol, ma bisogna intervenire al mercato di riparazione per cercare di tenere testa a squadre oggettivamente meglio organizzate. Il nostro presidente ha un’intuizione geniale: perché tenersi l’infortunato (e impresentabile) Bananelli e un Callejon che non segna nemmeno con le mani? Fuori le due punte, dentro due scommesse: Federico Bernardeschi è un giovane talento della Fiorentina, è quotato attaccante ma gioca esterno di centrocampo, potrebbe essere una mossa tattica in vista della prossima stagione quando cambierà ruolo. Edin Dzeko viene invece venduto con sdegno da Lina Hau Hau, esasperato dall’immondità di un giocatore arrivato alla Roma come macchina da gol, ma rivelatosi più scarso di Valonta con le protesi; proviamoci, con Spalletti magari risorge.

Purtroppo i due nuovi acquisti non consentono allo Zio Treno di tenere il passo degli avversari: Bernardeschi da attaccante non vale la pena essere schierato, Dzeko continua ad essere imbarazzante, anche se con un suo gol aiuta la squadra a vincere la Coppa Italia, trofeo che fa da preludio all’incredibile cammino della stagione successiva.

A ottobre si decide di rivoluzionare l’attacco. Oltre a Dzeko rimane soltanto Josip Ilicic, svincolati Eder e Jovetic, che all’Inter marciscono in panchina, Bernardeschi, come previsto, diventa centrocampista, reparto nel quale vengono confermati anche capitan De Rossi, vicecapitan Hamsik, il talentuoso Papu Gomez e i solidi Biglia e Badelj. Diversi cambi anche in difesa, con Gonzalo Rodriguez, Acerbi e Romagnoli unici superstiti insieme a Florenzi, a sua volta “retrocesso” da centrocampista, e alla terna di portieri della Roma.

I posti vacanti vengono colmati con mosse strategiche di livello superiore. Perché scannarsi per Arkadiusz Milik, quando Ciro Immobile e Andrea Belotti garantiscono altrettanti gol e non sono affatto reclamizzati? I due attaccanti di Lazio e Torino vengono aberrantemente ingaggiati senza aste, e la loro scelta, già appagante di suo, si rivela straordinaria quando il polacco del Napoli si disintegra un ginocchio poche ore dopo la chiusura del mercato. A completare l’opera arrivano difensori low-cost (nessuno di loro vedrà mai il campo) e due centrocampisti offensivi quali Matteo Politano e Iago Falque.

Le scelte si rivelano azzeccate e annichiliscono di partita in partita tutti gli avversari. Dzeko torna quello di Manchester, Belotti esplode, Immobile fa sognare la Lazio, Iago Falque, Papu Gomez, Hamsik e Bernardeschi la mettono con la costanza di attaccanti veri, Szczesny disputa la miglior stagione della carriera.

La squadra è una corazzata senza punti deboli, macina gioco e punti, riscrive il record di vittorie consecutive a inizio stagione (6) e tiene un passo sfiancante per chiunque. Soltanto una cinqupletta di Mertens, passato ai rivali del Nightmare dopo essere stato venduto per la disperazione due stagioni fa, ed una follia nello schierare la formazione dell’undicesima giornata (perché il 3-5-2 quando Chiesa e Ilicic lasciati in panca la mettono?) interrompono una striscia positiva senza precedenti.

Alla sedicesima delle venti giornate previste, in seguito alla straripante vittoria per 5-0 contro Bobby Gol e alla contemporanea sconfitta del Brignola Forever sul campo del Settimo Papiro, arriva la matematica certezza dello Scudetto: mai in precedenza una squadra aveva festeggiato il titolo con quattro giornate d’anticipo.

Dopo 16 giornate i punti sono 40, la fantamedia è la più alta mai vista in un campionato di fantacalcio (79,7687) ed il distacco sul secondo classificato è di 13 punti. In un’ipotetica classifica dei marcatori lo Zio Treno ne piazza 6 fra i primi 13 con Dzeko e Belotti scarpa d’oro al pari di Mertens. Numeri da capogiro che dimostrano la schiacciante superiorità di una squadra costruita con pazienza che ci ripaga di 11 anni di delusioni. Non si può nemmeno parlare di calendario fortunato, nessuno avrebbe mai potuto fermarci come dimostra il 6-2 rifilato al Brignola, secondo in classifica, alla 12^ giornata.

Zio Treno è così per la quarta volta Campione di Oldgenoa, la terza da quando è gestito dalla Haze76Fantasports. Questi i 27 (24+3 cambi al mercato di gennaio con un’operazione – quella di Federico Chiesa – che punta a replicare la tattica Bernardeschi) protagonisti della rinascita.

Portieri
1 Wojciech SZCZESNY
12 Ramses Becker ALISSON
22 Bogdan LOBONT
Difensori
2 Gonzalo RODRIGUEZ
15 Francesco ACERBI
13 Alessio ROMAGNOLI
29 Nicola MURRU
24 Alessandro FLORENZI (grande terzino, confermato nonostante i crociati, risorgerai l’anno prossimo)
3 Pol LIROLA
37 Milan SKRINIAR (Emil KRAFTH fino a gennaio)
7 Davide ZAPPACOSTA (Vincent LAURINI fino a gennaio)
Centrocampisti
8 Alejandro PAPU GOMEZ
14 Iago FALQUE
17 Marek HAMSIK (vicecapitano)
10 Federico BERNARDESCHI
16 Matteo POLITANO
4 Daniele DE ROSSI (capitano)
20 Lucas BIGLIA
5 Milan BADELJ

Attaccanti
9 Edin DZEKO
18 Andrea BELOTTI
19 Ciro IMMOBILE
72 Josip ILICIC
25 Federico CHIESA (Marco BORRIELLO fino a gennaio)

lunedì 6 marzo 2017

Fantacalcio Oldgenoa - da Zio Bruno a Zio Treno, fra 2 Coppe ed un Maracanazo

Nel periodo non collegato, oltre al Fantacalcio Padova, la Haze76Fantasports ha sempre partecipato anche al Fantacalcio Oldgenoa, la lega che di fatto ha lanciato il nostro presidente nel mondo dei fantasports. Vediamo cos’è successo in questi ultimi sette anni.

Da Zio Bruno a Zio Treno. Ci eravamo lasciati con i tre tituli del 2010: Coppa Italia, Supercoppa e Fantallenatore. Nelle successive sei stagioni, la squadra è protagonista di pochi alti e molti bassi. L’evento più importante, benché doloroso, è relativo al campionato 2012-13: lo Zio Bruno, con una squadra abbastanza ridicola (la star è Pablo Daniel Osvaldo, immondo centravanti della Roma) si presenta all’ultima giornata in testa con 2 lunghezze sugli odiati rivali del Nightmare.

Succede il finimondo: prima Sampdoria-Inter viene rinviata per “probabile” pioggia (su Genova, poi, non cadrà nemmeno una goccia), con la conseguenza che le formazioni vengono stravolte con le regole delle partite sospese/rinviate e l’ingresso di giocatori d’ufficio farlocchi o simili. Poi si scatenano le pippe del Settimo Papiro, squadra che è ultima e senza alcuna ambizione tanto da non schierare la formazione: nonostante l’uomo in meno, la doppietta del Papu Gomez, alla sua ultima a Catania, ed un rigore trasformato da German Denis gli consentono di arrivare alla soglia del gol. È dramma: Osvaldo nemmeno gioca, lasciando i nostri a loro volta in 10, inutile il gol di Aquilani, è sconfitta 1-0. Nel frattempo il Nightmare uccide Bobby Gol 5-1 e ruba lo Scudetto.

È isterismo generale, peggio del Maracanazo o del 5 maggio. I tifosi sono in lacrime, oltre al danno la beffa della vittoria della squadra più odiata, il presidente si chiude in silenzio stampa e decide immediatamente un drastico taglio con il passato. Lo Zio Bruno cambierà nome, diventando Zio Treno in onore della tipica imprecazione di valontiana memoria.

Vendetta e quarta Coppa Italia. Nella stagione successiva arriva una piccola rivincita: nel campionato dominato dal Settimo Papiro, passato da cenerentola a corazzata, lo Zio Treno fa ridere e chiude penultimo, ma nella semifinale di Coppa affronta il Nightmare. L’andata è da sega: viene espugnata la Nightmare Arena con un perentorio 5-0, dovuto più all’imbarazzante prestazione dei padroni di casa che non ai gol di Florenzi e Callejon. Il ritorno è una formalità, finisce 1-1 e permette alla nostra squadra di giungere in finale eliminando gli odiati rivali.

Contro Il Settimo Papiro vincere è un’impresa ardua, e dopo l’andata, persa in casa per 1-2, le speranze sembrano svanire. Eppure al Papiro Stadium succede l’incredibile: Aquilani sigla una doppietta, in gol anche Mertens e Gervinho, inutile per i nostri avversari il gol di Matri. Finisce 4-0 e lo Zio Treno – fu Zio Bruno – riporta in bacheca un trofeo quattro stagioni dopo l’ultimo.

L’ultimo trofeo prima della stagione dei record. Un’altra Coppa Italia arriva nel 2015-16, stagione decisiva anche per le sorti del 2016-17, ma di questo parleremo la prossima volta. Dopo il pari interno (1-1) contro Brignola Forever nella semifinale d’andata, a ritorno si scatenano Acerbi, Papu Gomez, tornato in Italia all’Atalanta e subito ingaggiato dal nostro presidente, Ilicic e Dzeko: finisce 2-2 e arriva la finale, contro un avversario, Bobby Gol, che Higuain a parte non fa paura. L’andata, alla Haze Hills, finisce 1-1, a ritorno la buona sorte ci sorride, con Bobby che deve rinunciare alla sua stella, smattante contro un arbitro e costretta a 3 giornate di squalifica, e che si ferma a 65,7. Gonzalo Rodriguez e Ilicic fanno il resto, consentendoci di ribaltare i favori del pronostico e di mettere in bacheca la quinta Coppa Italia della nostra storia.

Questo è quanto successo nel periodo non collegato. Presto parleremo di attualità.