L'anno scorso vinse la maglia bianca di miglior giovane del Giro. Quest'anno Claudia Hausler è andata oltre, dimostrandosi la più forte in salita e conquistando a soli 24 anni il suo primo Giro d'Italia.Già vincitrice del Tour de l'Aude, una sorta di Tour de France femminile, la giovane tedesca si è presentata al Giro come donna di punta della Cervelo, la squadra più forte insieme alla Columbia. L'inizio però è stato meno brillante del previsto, anche se nessuno si aspettava che Claudia potesse vincere: perde 21 secondi nella prima tappa, 50 nella seconda (a cronometro) e altri 36 nella quarta, con arrivo in salita sul Monte Serra. Non solo, la sua compagna di squadra Emma Pooley è maglia rosa provvisoria con un buon margine sulle inseguitrici. Per la Hausler si profila un giro da gregaria della sua più esperta compagna di squadra, ma nella sesta tappa succede l'imprevisto: se ne vanno in quattro, Hausler, Arndt, Abbott e Brandli, che guadagnano 5 minuti su tutte le altre. La tedeschina si ritrova così in maglia rosa e nuova capitana della Cervelo. La Arndt però fa paura, poichè è staccata di meno di 10 secondi e ha un paio di tappe adattissime alle sue caratteristiche, dove potrebbe conquistare la leadership grazie agli abbuoni. E invece a Castel del Monte è proprio la Hausler che scatta in faccia alla sua rivale, vince la tappa e guadagna altri 5 secondi. La consacrazione nella penultima tappa, quando la sfortunatissima Judith cade ed è costretta al ritiro, dando via libera alla Hausler che a questo punto non ha più rivali, vantando 50 secondi di margine su Mara Abbott. L'ultimo brivido arriva nella tappa conclusiva, quando la maglia rosa viene penalizzata di 20 secondi per rifornimento irregolare. Il margine è però sufficiente per garantire a Claudia la vittoria assoluta al Giro d'Italia, che conferma di essere la più forte ciclista da gare a tappe del 2009. Considerando che ha soli 24 anni in prospettiva potrebbe diventare un fenomeno del ciclismo femminile mondiale. Per ora la sosteniamo per aver vinto come la nostra Emma Johazensson il Giro 2009, speriamo di celebrarne molti altri insieme nei prossimi anni.
1 commento:
Ma chi se ne ciava
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