martedì 27 luglio 2010

SuperCyclingGame - Le strade bianche e un sogno che continua

Si è appena concluso il Tour de France, gara che segna il giro di boa nella stagione del ciclismo professionistico. Per la nostra società è stato un Tour sottotono, ad eccezione del SuperCyclingGame, dove abbiamo mangiato 600 punti al leader Pitoro grazie ai quali ci siamo portati a soli 400 dalla vetta. Crederci è d'obbligo. Ma vediamo com'era iniziata una stagione fino ad oggi quasi perfetta.
La prima gara in programma era la Strade Bianche, prima corsa stagionale italiana che mette subito in evidenza le doti dei passisti specialisti nelle classiche del nord. In una gara di livello basso comunque le sorprese sono all'ordine del giorno, e anche in questo caso è così. A vincere è il kazako Maxim Iglinsky, che sicuramente nessun utente aveva scelto tra i suoi dieci. Secondo è invece Thomas Lovkvist, presente nella Haze76. Sul terzo gradino del podio l'australiano Michael Rogers, sicuramente uno forte, ma che in pochi si aspettavano così avanti in una gara simile. Tra il quarto e il decimo posto invece si inseriscono ben quattro ciclisti presenti nella nostra formazione: Filippo Pozzato, uno dei protagonisti più attesi, è quarto; Ryder Hesjedal, non certo un nome facile da azzeccare, è quinto; sesto chiude il giovane Francesco Ginanni, sempre a suo agio nelle corse di casa; infine all'ottavo posto troviamo uno dei grandi favoriti della vigilia, lo spagnolo Juan Antonio Flecha.
I cinque ragazzi ci portano 420 punti, sufficienti a conquistare una vittoria che in questo gioco mancava dal Giro dell'Emilia del 2008. E' inoltre un'iniezione di fiducia incredibile per la Haze76, che nelle gare successive tiene una media altissima e si presenta in testa alla classifica generale prima del Giro d'Italia. Qui purtroppo due errori gravi: lasciamo fuori David Arroyo, che anche grazie a una fuga bidone chiuderà al secondo posto, e Vincenzo Nibali, che pensavamo fosse fuori forma poiché chiamato all'ultimo a sostituire Pelizzotti, ma che invece va fortissimo e arriva terzo. Purtroppo la vetta ci sfugge a discapito di Pitoro, che vola e sembra in grado di dominare fino a fine stagione. Al Tour però come già detto gli mangiamo più di metà del distacco che avevamo grazie a Denis Menchov, clamorosamente lasciato fuori dal nostro avversario, che arriva terzo a Parigi, e a Jurgen Van Den Broeck, preso come nome a sorpresa per sparigliare e che ci ricompensa con un bellissimo quinto posto. La stagione è ancora lunga, ma le premesse per far bene ci sono tutte; speriamo già da domenica nella classica di San Sebastian di recuperare altri punti preziosi per sognare una clamorosa vittoria assoluta.

lunedì 19 luglio 2010

O.T.: La grande sfida anticipata

Come già parlato in questa sede ogni anno il nostro presidente sfida il suo amico Marco per la corona di Best Pesser. La grande sfida avviene di solito a fine agosto, e probabilmente sarà così anche quest'anno, tuttavia sabato c'è stata un'anticipazione che ha regalato a Jacopo il giorno più bello della sua vita. Vediamo perché.
Siamo tutti in attesa della festa di addio a Casa Perin quando decidiamo di giocare a Pes. Non c'è tempo per organizzare un torneo come si deve, pertanto si va avanti ad amichevoli. Dopo un paio di partite di riscaldamento (ovviamente vinte) contro Paolo e Andreone è il turno di Jacopo-Marco. Il nostro presidente si affida all'Olanda, il suo rivale alla Germania.
L'inizio è drammatico: dopo 15 minuti i tedeschi sono già sul 2-0, grazie a un bel gol di Ozil e ad una clamorosa autorete di Mathijsen. Marco però non rimane umile e comincia a fare passaggi laterali pericolosi sulla sua trequarti. Ne approfitta Sneijder che ruba palla si invola e fredda Neuer per il 2-1 con il quale si chiude il primo tempo. Nella ripresa l'Olanda si riversa in attacco per ottenere il pareggio che arriva a una decina di minuti dal termine con un colpo di testa di Van Persie. 2-2 e tempi supplementari raggiunti con una grinta fuori dal comune.
Qui però la Germania torna a macinare giuoco, tanto che allo scadere del primo supplementare torna in vantaggio con un gol di Khedira. Sembra fatta per i crucchi, anche a causa di un infortunio che esclude Robben dalla partita, e Marco comincia ad esaltarsi. E' un errore madornale per il campione in carica: al 118' infatti una punizione in zona avanzata per la Germania si trasforma in una catastrofe. L'interdizione di Van der Vaart lancia Van Persie in contropiede (cioè, contropiede al 118' sotto di un gol... asd), salta un uomo, si presenta solo davanti a Neuer, appoggia di fianco all'indisturbato Kuyt che a porta vuota trascina l'Olanda virtualmente ai rigori. Virtualmente abbiamo detto. Infatti in pieno recupero, con la Germania fuori di testa per l'incredibile gol subito, Van der Vaart parte dalla sinistra, si accentra, salta un uomo, entra in area e gela Neuer sul secondo palo con un destro a giro. E' il gol del 4-3, Jacopo è in tripudio per aver ribaltato una partita che sembrava finita e che invece è riuscito a vincere in maniera insperata. Per Marco solo sberleffi e un'umiliazione che non potrà essere cancellata almeno fino ad agosto. Ma sabato è stato il giorno più bello della mia vita asd.

giovedì 15 luglio 2010

Superfantateam - Un'edizione, doppio trionfo

E' ormai passato più di un anno da quando fabio, gestore tra l'altro anche del Fantawinter, propone su Fantasportal un gioco a squadre molto interessante chiamato superfantateam. Le regole sono semplici: cinque utenti per cinque competizioni, in ognuna delle quali ci sarà un capitano (sempre diverso ovviamente) che raddoppierà i punti.
Il nostro utente fosco non sta certo a guardare, e si unisce al Maestro MANKANA, a Seb, ad Achix e a BECCIA nella squadra Per voi sseru tituli. I cinque eventi in programma sono il Giro e il Tour (ciclismo), i mondiali di nuoto di Roma, i mondiali di atletica di Berlino, US Open e British Open (golf), il Roland Garros e Wimbledon (tennis). Risultati alla mano i risultati più importanti per la nostra società sono arrivati nelle competizioni a tempo (nuoto e atletica), fosco viene pertanto designato come capitano per i mondiali di Roma.
Il primo evento è il Giro d'Italia, una sciagura per la nostra squadra visto che nessuno dei cinque, compreso il capitano Seb, chiude nei primi 100. Meglio il Roland Garros, dove il capitano Achix risulta il miglior capitano e porta in dote 140 punti preziosi. Al British Open il capitano BECCIA non va a punti, ci difendiamo sempre con Achix che ne ottiene 150 pur non essendo capitano. Si va a Wimbledon, risultati disastrosi per tutti e cinque, la squadra si trova al decimo posto (su undici) più o meno a metà del cammino. Ma con l'US Open di golf la strada cambia: BECCIA arriva decimo, porta a casa 400 punti risultando decisamente il migliore tra i capitani. Al Tour de France Seb fa ridere come al solito, il solito BECCIA ci salva con altri 250 punti. Mancano i mondiali di nuoto e quelli di atletica. Saranno le competizioni decisive: a Roma infatti è fosco il capitano e come tutti saprete riesce a dominare il medagliere e portare a casa 4000 punti, ovvero il massimo possibile. Un punteggio tale che il nostro ragazzo viene proiettato in testa alla classifica individuale e che trascina i magnifici cinque in testa anche alla classifica generale a squadre. A Berlino è il supercapitano MANKANA che ha l'onore di difendere la leadership, e ce la fa alla grande chiudendo al sesto posto per 1600 punti, il massimo tra tutti i capitani.
La classifica finale vede la per voi sseru tituli dominare con 7705 punti, 1500 in più rispetto ai secondi classificati. Nella classifica individuale fosco non ha rivali, e con 4531 punti straccia tutti di quasi 2000 lunghezze.
Insomma, un evento sicuramente divertente che ha portato alla ribalta la squadra più forte. Peccato che fabio non ne abbia organizzati altri perché, soprattutto nella stagione invernale, sarebbe stato molto avvincente competere per un simile traguardo. Chissà che il gioco non venga riproposto in futuro, per ora continuiamo ad essere i dententori del trofeo sia individuale che a squadre.

martedì 6 luglio 2010

Protagonisti: Michael Llodra e Sergiy Stakhovsky

Parliamo oggi dei due tennisti che hanno portato il nostro hypertennista Fosco Hazist alla conquista del torneo di Hertogenbosch due settimane fa.

MICHAEL LLODRAIl francese, testa di serie numero 7, si è aggiudicato l'ATP di Eastbourne, uno dei sei tornei del circuito professionista su erba. Era uno degli intoccabili nella nostra formazione, pur sapendo che senza vedere il tabellone sarebbe stato assai rischioso. Tuttavia Llodra è un ottimo doppista e si trova perfettamente a suo agio sui campi veloci. Il suo torneo è praticamente perfetto, con un unico rischio al secondo turno, quando deve recuperare un break al connazionale Robert al terzo e decisivo set. Sconfigge nell'ordine Emmrich, Robert, Simon e Dolgopolov prima di affrontare e sconfiggere comodamente in finale Garcia-Lopez. Per Michael arriva così il quinto torneo ATP, il secondo dell'anno dopo Marsiglia, un ottimo risultato per un tennista che ci ringrazierà della fiducia attribuitagli facendo l'autografo al nostro presidente in quel di Wimbledon, dove sfortuna vuole che sia finito al secondo turno contro Andy Roddick, sorteggio che gli ha impedito di arrivare più avanti in un torneo adattissimo alle sue caratteristiche.

SERGIY STAKHOVSKYIl 24enne ucraino è stato scelto completamente a caso, come del resto gli altri sette, ma il nostro presidente ha sempre creduto nelle sue capacità di giocar bene sull'erba. Inoltre il sorteggio di Hertogenbosch lo aiuta molto, facendogli trovare sulla sua strada nell'ordine Vliegen, Sijsling e Giraldo prima del primo vero ostacolo Malisse in semifinale. Stakhovsky gioca però benissimo e rifila un due set a zero anche al talentuoso belga. In finale non c'è storia: Tipsarevic è il solito incostante e Sergiy vince comodamente per 63 60. Per lui è il terzo titolo ATP della sua carriera, il primo su erba. Come per Llodra il sorteggio di Wimbledon gli è nemico, affibbiandogli il bombardiere americano Sam Querrey al primo turno. Nulla da fare per Sergiy, che tuttavia il suo dovere l'ha fatto alla grande a Hertogenbosch, regalandosi il successo e regalandoci punti decisivi per la conquista del nostro secondo ATP.

Un grazie ad entrambi nella speranza che possano ripetersi nei prossimi tornei se verranno scelti dalla nostra squadra.

mercoledì 30 giugno 2010

O.T.: Cronaca di un giorno in Paradiso

THE ALL ENGLAND LAWN TENNIS AND CROQUET CLUB

28 Giugno 2010 - E' un lunedì, per la precisione il lunedì della seconda settimana di Wimbledon, il più prestigioso torneo di tennis del mondo. Il giorno in cui c'è il miglior rapporto quantità/qualità delle partite, con tutti gli ottavi di finale dei singolari maschile e femminile e svariate partite di doppio. Per espiare il suo regalo di laurea, il nostro presidente c'era. Riviviamo nei dettagli la cronaca di un giorno indimenticabile."Sbarco a Southfields, la stazione metro nei pressi del Club, verso le 10.15. Il tempo di capire dove devo ritirare il biglietto e l'avventura inizia. Non devo andare nei gate di entrata, ma al Wimbledon Experience Club: lì mi viene assegnato il biglietto per il centrale e un souvenir pack composto da zaino, borraccia (vitale visto il caldo), portachiavi, penna e programma della giornata. Purtroppo il thè con le fragole verrà servito più tardi, quando le partite sui campi laterali sono già iniziate, pertanto mi accontento di un caffè prima di dirigermi verso l'ingresso. Prima però faccio venire l'invidia a molti connettendomi dalla postazione Internet del Club e lasciando un breve messaggio su Facebook.Varco il gate numero 5 intorno alle 10.50, un approfondito controllo dello zaino (in confronto le perquisizioni allo stadio sono serie asd) prima di immergermi nella realtà di un sogno. La prima immagine che compare è il Mastodonte, il Campo Centrale. Una costruzione bellissima e imponente che di primo impatto ricorda molto da vicino il Santiago Bernabeu. Le dimensioni sono certamente minori, ma l'impatto è quello. Ma non c'è tempo da perdere, alle 12 iniziano le partite e devo godermi tutto in un'ora. Allora si parte con un giro di campi laterali in zona Sud, ovvero i campi dal 5 al 12 ed il numero 2, il Cimitero dei Campioni, che anche in questa giornata si confermerà tale. Questi campi laterali si possono quasi toccare, nessuna recinzione se non qualche bobby rompicoglioni, e la possibilità che un colpo steccato finisca tre campi più in giù asd. E' l'ora di fare un giretto a Nord, con i campi dal 14 al 19 più il numero 1. La struttura è simile alla precedente, ma il 18 è leggermente rialzato, tanto che dal terrazzo superiore, di fianco alla Henman Hill, si può tranquillamente vedere anche la partita sul campo 19.Sono le 11.30, è d'uopo andare al museo. E allora eccoci all'ingresso, un adesivo ufficiale viene attaccato sul petto in modo da riconoscere successivamente coloro che lo hanno già visitato, dopo di che si scendono le scale che portano al museo. Niente di trascendentale, qualche cimelio emozionante (i vestiti dei Doherty, la racchetta di Laver), alcune sezioni interattive (disponibili, tra le altre, la finale McEnroe-Borg con il famoso tie-break vinto da John 18-16), una sezione per confrontare in prima persona le racchette di legno con quelle attuali ed infine la sezione con tutti i trofei che il club mette in palio ogni anno.Uscito dal museo non posso non fermarmi allo shop per portare a casa un ombrello e l'asciugamano ufficiale senza nemmeno spendere troppo (35 sterline, circa 43 euro). Ma le cose belle da comprare sarebbero infinite.Arriva mezzogiorno e arriva l'inizio delle partite. Sono davanti al campo numero 14 quando rimango a bocca aperta: a fianco a me passano Agneszka Radwanska e Na Li che si dirigono verso il campo 18 per il loro ottavo! Passano pochi secondi ed ecco arrivare Dick Norman, Wesley Moodie, Martin Damm e Filip Polasek, che giocheranno il terzo turno del doppio sul 19. Ancora: arrivano i Bryan seguiti da Colin Fleming e Ken Skupsky, il loro è un secondo turno. Andiamo a vedere che succede nella zona Sud. Passo a fianco degli spogliatoi ed ecco uscire e quasi sfiorarmi Vera Zvonareva e Jelena Jankovic, con la quale faccio qualche centinaio di metri fianco a fianco prima di fermarmi al campo numero 6 dove stanno già palleggiando Granollers e Robredo che sfidano Knowle e Ram. Mi fermo e guardo il primo game: Knowle serve come peggio non si può, fa due doppi falli e cede la battuta. Gli spagnoli vinceranno in quattro set.Torno a Nord e mi fermo a vedere un divertentissimo Moodie-Norman vs Damm-Polasek. Sti doppisti fanno delle volee basse che Federer e Nadal se le sognano, eppure non se li caga nessuno. Passo un attimo di sopra e dall'alto del 18 mi vedo i primi due game del secondo set di Li-Radwanska, con la cinese decisamente in forma smagliante. Vincerà 62 63.
Si stanno avvicinando le 13, ora di inizio delle partite sul Centrale. Ma Moodie-Norman e Damm-Polasek sono al tiebreak del primo set, decido di godermelo. Giocano benissimo tutti e quattro, poi però Damm chiama fuori una palla che invece finisce sulla riga. E' set point che lo stesso Damm annulla con una bella risposta. Qui si va per le lunghe e Federer e Melzer stanno già palleggiando, li abbandono al loro destino e mi appropinquo a salire le scalette del Centrale.Entro che Roger è già sul 3-0, ma l'impressione che si ha vedendo il campo è mozzafiato. Penso che qualsiasi spettatore veda la partita meglio dell'arbitro asd, però Roger ha fretta di chiudere e giocando un tennis smagliante si sbarazza del volonteroso ma scarso Melzer per 63 62 63 in un'ora e mezza. Ora sul centrale in programma c'è Serena Williams-Sharapova, sicuramente partita affascinante nonché rivincita della finale 2004, ma io voglio vedere se Moodie e Norman sono ancora lì. Sono ancora lì. Hanno vinto 76 76 i primi due set e siamo 5 pari al terzo. Altro tiebreak e altra vittoria per il belga e il sudafricano che chiudono così la partita. I quattro doppisti escono scortati da un poliziotto (uno in quattro, non uno per uno asd), indi ci scappa anche qualche autografo: Polasek, Damm (simpaticissimo, si ferma a chiacchierare con tutti prima di accompagnare un ragazzino, probabilmente suo figlio, con sè negli spogliatoi) e Norman firmano, Moodie è troppo impegnato a mangiare una banana.
E' l'ora di pranzo, ma non c'è tempo da perdere: mi basta una baguette con del merdaio dentro (pomodoro, insalata e pancetta credo asd) per poi scappare di nuovo sul Centrale. Arrivo però con un pelo di ritardo: Serena e Maria sono già al tiebreak del primo set, e per regolamento non si può entrare fino al prossimo cambio di campo con pausa. Così posso solo sentire le urla del pubblico che tifa Sharapova, ma che rimane deluso quando Serena chiude 9 punti a 7. Entro e inizia il secondo set. Maria perde subito il servizio, preludio a una disfatta? No, la russa resta sempre in scia a Serena, che però al servizio è devastante: sul 4-3 e sul 5-4, ovvero quando serve per il match, fa sei aces e due servizi vincenti, chiudendo così il discorso per 76 64. Peccato per Maria che ha comunque giocato un bel tennis potente.
E' finalmente l'ora di quella che sulla carta è la partita più bella in programma: Murray-Querrey. Il pubblico impazzisce per il proprio beniamino, che si esalta subito quando nel primo game sullo 0-30 fa il punto del 15-30 ed esulta con pugnetto e c'mon. Dopo poco prende un break di vantaggio e va a servire per il primo set sul 5-3. Qui va 40-15 e poi vantaggio, ma gioca tre punti disastrosi, Querrey prende coraggio e brekka. L'attimo di sbandamento di Murray finisce sul 5-5, quando strappa di nuovo il servizio all'americano per poi chiudere per 7-5. Il secondo set ha lo stesso andazzo del primo, con lo scozzese in forma smagliante e Querrey che si limita a servire bombe su bombe (costantemente oltre i 130 miglia orari, più di 210 chilometri). Stavolta però Murray sul 5-3 40-15 non si scioglie e chiude subito il secondo set per 6-3. Il terzo set sembra più combattuto, ma sul 4 pari Querrey non sfrutta due palle del 5-4, si fa brekkare e di fatto la partita finisce lì. Andy chiude così per 75 63 64 in un paio d'ore, peccato perché speravo di avere una partita di almeno quattro set. Intanto arrivano risultati choccanti dagli altri campi. Roddick è sotto due set a uno contro Lu (Roddick in trouble! urla il tizio dietro di me), Soderling deve salvare preziosissime palle break al quinto contro Ferrer ed il solo Nadal fila via liscio. Tsonga e Djokovic invece vincono entrambi in quattro set rispettivamente contro Benneteau e un deludente Hewitt.
Andiamo un po' di nuovo sui campi laterali a goderci l'ultima ora di Wimbledon. Mi fermo sul numero 6, dove è il corso il tiebreak del quarto set tra Mirnyi-Bhupati (avanti due set a uno) e Lindstedt-Tecau. Lo svedese e il rumeno annullano un match point e chiudono 9-7, si va al quinto. Allora decido di godermelo. Mirnyi e Bhupati hanno svariate palle break che non concretizzano, mentre il servizio lo tengono sempre abbastanza facilmente. Sul 5 pari le urla di choc che arrivano dal campo numero 2 sono eloquienti: Lu ha battuto Roddick per 9-7 al quinto, dopo pochi secondi Andy passa dietro di me grondando sudore che il cappellino di solito in confronto ad adesso è asciutto asd. Dopo poco passa anche il taipeiano, scortato da due bodyguards e da una coda impressionante di musi gialli asd. Intanto i doppisti vanno per le lunghe, siamo 6 pari al quinto, decido di andare a prendermi qualcosa da mangiare prima di lasciare il Club.
Appena davanti agli spogliatoi c'è Michael Llodra impegnato a fare quattro chiacchiere con due ragazzi francesi. Ci scappa così l'autografo anche del vincitore di Eastbourne. Panino faster prima di lasciare con la morte nel cuore il Paradiso. Intanto Lindstedt e Tecau hanno chiuso per 8-6, peccato, cinque minuti in più e vedevo la fine del match. Ma non importa, l'esperienza ai Championships è stata esaltante, peccato solo per due piccoli particolari: le partite sul Centrale mai in bilico e il non aver incontrato Tommasi e Clerici. Ma non credo che non dormirò per questi due inconvenienti, visto che il resto è un sogno che è diventato realtà.
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di vivere questo Paradiso, ma sono troppi e mi dimenticherei di qualcuno. Chi ha partecipato lo sa, e il mio grazie va anche a lui.
Asder".
Questa l'esperienza in prima persona del nostro presidente. Un grazie anche da parte di tutta la Haze76 Fantasports, sperando che su fantasportal si avveri un altro sogno (se Robin fa il miracolo oggi...)

mercoledì 23 giugno 2010

O.T.: The Final PES

Ebbene sì, la permanenza del più grande fantasportivo vivente a Padova è giunta al termine. Bisogna pertanto sfruttare le ultime settimane per rivivere i momenti migliori di tre anni e mezzo di allegria. In attesa del final devasdt del 17 luglio ecco che ieri si è svolto il torneo finale e definitivo di Pes. Vediamo com'è andata.
Sono otto gli iscritti: Pippo (campione in carica), Jacopo, Cavazza, Ronky, Valeria, Kazzenberg... e due sorprese: Giulia (asder) e la guest star Vally. Essendo in otto decidiamo per un torneo ad eliminazione diretta con sorteggio integrale. Le squadre, visto il clima mondiale, sono tutte nazionali preselezionate e sorteggiate. E' così che la buona sorte sorride al nostro Presidente, che pesca (anzi, Cavazza gli pesca asd) il Brasile; Pippo ottiene l'Inghilterra, Cavazz l'invulnerabile Francia (asd), Kazzenberg l'Olanda, Vale la Spagna, Vally la Germania, Ronky il Portogallo e l'Argentina viene sprecata essendo assegnata a Giulia (asd).
Il tabellone vede dalla parte alta Cavazz-Kazzenberg e Jacopo-Ronky; di sotto Pippo-Giulia e Vale-Vally. La prima partita disputata è Francia-Olanda. Cavazza dà il peggio di sè e Fede passa in vantaggio con un gol di Van Bronkhorst. Reazione del mona che pareggia nel secondo tempo con Benzema. Si va ai supplementari, in cui non succede nulla, e pertanto ai rigori. Fede va in vantaggio, ma il mona riesce a segnare gli ultimi due rigori e a parare gli ultimi due olandesi. Scoppia così in una delle sue mitiche esultanze e ottiene la prima vittoria dai tempi di Adamo ed Eva asd.
La seconda partita è Brasile-Portogallo. I verdeoro si dimostrano in forma e passano con un gol tuttosommato fortunoso di Robinho. Cristiano Ronaldo e company mettono i brividi in un paio di occasioni a Julio Cesar, ma la partita finisce 1-0. In semifinale ci sarà la grande sfida Jacopo-Cavazz.
Dalla parte bassa succede l'asd e il più asd. Inghilterra-Argentina è meno di un allenamento per Pippo, che tuttavia passa in vantaggio solo al 20' prima di dilagare 5-0 e aiutare Giulia a provare a fare un gol che però arriva nella sua porta asd. Germania-Spagna invece è una partita che passerà alla leggenda. Vally parte bene e va in vantaggio con Trochowsky, poi Valeria prende due volte palla, va dritta per dritta, la difesa tedesca svanisce e fa due gol clamorosi con Villa (anzi, con Wiese in formato Juve-Werder asd) e Torres. Vally si scuote e nella ripresa trova il pari ancora con Trochowsky. A cinque minuti dalla fine il superasd: Villa prende palla, fa un'azione incredibile e fulmina Wiese nel sette. E' la vittoria delle furie rosse, un Vally incredulo va mestamente a casa, ma bisogna riconoscere che la nostra Valeria sta facendo progressi incredibili nel Pes (aiutata certamente da una gran dose di culetto).
Le semifinali partono con la grande sfida. Un Cavazz molto pimpante si porta in vantaggio con un bel diagonale di Benzema dopo pochi minuti, poi decide di giocare a mini calcio e non varca più la sua metà campo. Jacopo però non va oltre al pareggio con un colpo di testa di Kakà, si va quindi ai supplementari. Bastano due minuti al Brasile per scardinare il fortino francese e regalare mezz'ora di umiliazione al monazza: finisce 5-1.
La seconda semifinale vede Valeria probabilmente appagata dal trionfo su Vally: dopo 18 minuti Pippo è già sul 4-0 con Defoe in versione animale da gol. Finirà 7-1 con un bel gol della bandiera di Torres.
E' così il momento della finale tanto attesa tra il campione in carica Pippo e il più grande pessatore vivente Jacopo. La partita è degna di essere una finale: le emozioni si alternano, ad ogni gol del Brasile arriva l'immediato pareggio dell'Inghilterra e tutto questo nonostante le torture che gli amati coinquilini infliggono a Jacopo per disturbarlo. Non serviranno: dopo il 4-4 dei 90 minuti, arrivato in pieno recupero con un gollonzo di Wright-Phillips, ai supplementari è Pato che regala il punto della vittoria e a riportare i veri valori in campo dei tornei di Pes. Onore comunque a Pippo che si dimostra un grandissimo giocatore.

Pagelle:
Jacopo 9: Pesa la vittoria soltanto ai supplementari con Cavazz, ma alla fine il torneo lo porta a casa.
Pippo 8,5: Strada spianata fino alla finale, dove comunque dimostra di meritarsela.
Valeria 7,5: Battere Vally, nonostante il dottore sia fuori allenamento da due anni, è un altro segno della sua crescita.
Cavazz 6,5: Ma sì per una buona volta si merita la sufficienza: passa un turno e porta ai supplementari Jacopo.
Ronky 6: Perde subito ma fa venire i brividi al futuro campione.
Kazzenberg 6: Peccato, aveva il miglior sorteggio possibile (asd), ma ai rigori patisce l'inesperienza.
Vally 5: Ok, non giocava da due anni... Ma perdere da Valeria, certamente fortunata, è grave per un ex vincitore del torneo.
Giulia asd: Che voto dare a una che manco sa le regole del calcio? asd.

lunedì 21 giugno 2010

Attualità - Trionfo tutto cu...lo ad Hypertennis

La nostra società, sicuramente la più vincente del mondo nel campo dei Fantasports, è solita celebrare le vittorie grazie alle infinite conoscenze del nostro presidente. Eppure stavolta dobbiamo riconoscere la clamorosa botta di culo che ci ha permesso di trionfare nel torneo ATP di Hertogenbosch ad Hypertennis. Vediamo come sono andate le cose.
I tornei della settimana, Hertogenbosch e Eastburne, partono di domenica, in modo da finire un giorno prima visto l'inizio di Wimbledon il lunedì successivo. Purtroppo nel weekend il nostro presidente è impegnato a dover gestire un branco di idiot ospiti a casa sua a Genova (asd), pertanto gli risulta impossibile controllare i tabelloni per poter scegliere gli otto giocatori che possono portarlo il più avanti possibile. Bisogna quindi fare la formazione a caso, basandosi sui giocatori iscritti ai due tornei, con il concreto rischio di avere già scontri diretti al primo turno. I magnifici otto sono questi: Sergiy Stakhovsky, Alejandro Falla, John Isner, Sam Querrey, Feliciano Lopez, Viktor Troicki, Michael Llodra e Benjamin Becker. Le prime notizie sono sconfortanti: i due americani Querrey e Isner non partecipano a nessun torneo, pertanto arrivano due zeri che di fatto ci fanno prevedere un'uscita al primo turno. Tuttavia il nostro primo avversario, l'australiano Paco Steven, ha in squadra Thiemo de Bakker e Leonardo Mayer, che perdono malamente la prima partita. Feliciano Lopez, che si ritira sull'orlo della sconfitta, è presente anche nella sua formazione. Abbiamo pertanto cinque giocatori su otto che passano il turno, e la differenza game ottenuta da Llodra ci permette di colmare il gap dei due americani e di farci vincere una partita incredibile. Il torneo si mette bene, perché i nostri superstiti sono tutti da parti opposte dei tabelloni, mentre gli pseudobig degli altri giocatori vanno tutti a casa quasi subito. Al secondo turno infatti battiamo Dani Fleishmanov che, arrivato anche lui con cinque uomini, perde con Ljubicic e Baghdatis, mentre dei nostri ci saluta il solo Troicki. Ai quarti la sfida più difficile contro Marcus Du Demon, che arriva con un uomo in più. Succede però che dei nostri si ferma solo Falla, mentre dei suoi vanno a casa Simon, Greul e Benneteau. Altro successo e trionfo a portata di mano: se in semifinale Istomin dovesse perdere e Stakhovsky vincere, sarebbe già matematico dopo le semifinali. I due protagonisti rispettano le gufate, così l'uzbeko va a casa e con lui il nostro avversario Vincenzo Savarino, l'ucraino si lancia verso il titolo di Hertogenbosch, che otterrà battendo l'incostante Tipsarevic. A Eastbourne vince invece Llodra in finale contro Garcia-Lopez. Il nostro rivale Riccardino Cuor di Telone ha in squadra solo il francese. Insomma, senza vedere tabelloni e accoppiamenti, il nostro Fosco Hazist azzecca i due trionfatori dei due tornei settimanali e si porta a casa il secondo ATP stagionale dopo quello ottenuto sulla terra di Houston. Wimbledon è alle porte, oltre a parteciparvi di persona il nostro presidente sogna qualcosa di grosso anche dal punto di vista dei fantatennis. Speriamo bene e ringraziamo i nostri sei eroi che hanno ribaltato ogni tipo di pronostico. Lunga vita al tennis su erba!

giovedì 17 giugno 2010

Fantasportal - La vittoria ciclistica più prestigiosa

Tra le tante vittorie della Haze76 nel ciclismo di Fantasportal, quella ottenuta sabato scorso è sicuramente la più bella e la più prestigiosa, anche più del Giro dei Paesi Baschi, unica corsa a tappe che figura nel nostro palmeres. Ci siamo infatti aggiudicati il tappone del Criterium del Delfinato, con arrivo sulla mitica cima dell'Alpe d'Huez.
Quest'anno il Delfinato, una corsa che di solito è la naturale preparazione per il Tour de France, presenta un campo partenti di infimo livello, con il solo Contador al via tra i big. Eppure alla partenza di Crolles, la settima delle otto tappe in programma, in maglia gialla c'è Janez Brajkovic, che al Tour farà da gregario ad Armstrong, ma che qui partiva con i gradi di capitano. Contador lo insegue a circa un minuto, pagato tutto nella lunga cronometro del mercoledì precedente. E' naturale che lo spagnolo le provi tutte per vincere una corsa così prestigiosa, pertanto lo scegliamo come capitano sin dall'inizio delle iscrizioni, in modo tale da avere un buon fattore z, fondamentale in tappe come questa. Primo gregario, ovviamente, Brajkovic, che deve difendere la leadership e che ha dimostrato di tenere benissimo anche in salita. Il dubbio è per il secondo gregario: l'indiziato principale, Van Garderen, lo abbiamo già scelto per la cronometro, pertanto ci affidiamo a Sylvester Szmyd, polacco della Liquigas che di solito lavora per Basso e compagni, ma che in questa occasione ha il via libera per tentare di ripetere il successo sul Mont Ventoux dell'anno scorso. La gara è segnata da una lunga fuga di gente di infimo livello, ma sui tornanti della mitica salita tanto cara a Pantani Contador si scatena, e fa di tutto per staccare il suo rivale. Non ci riesce, ma va a riprendere tutti i fuggitivi della prima ora, e si gioca la vittoria di tappa in volata con il suo rivale principale. Brajkovic rispetta la regola non scritta del ciclismo e di fatto lascia la vittoria a Contador, conscio che con una sola tappa al termine il Delfinato non può sfuggirgli. Alle loro spalle arriva Szmyd, che perde contatto soltanto nel finale ma che conquista un ottimo terzo posto che lo catapulta nella top10 della classifica generale. Insomma, il nostro Rene Hazelbacher centra la terna perfetta, ed è anche l'unico che lo fa, rendendo inutile il fattore z. E' una vittoria splendida che ci fa guardare con fiducia al Tour de France che scatterà tra un paio di settimane e nel quale speriamo di ottenere altri successi dal fascino simile a quello ottenuto sull'Alpe d'Huez.

martedì 8 giugno 2010

Fantacalcio Padova - Riassunto della stagione

Eccoci qua, ora Paolo sarà contento.
Praticamente il mona torinese ha vinto il campionato sfruttando delle botte di culo imbarazzanti e chiudendo il discorso con una giornata di anticipo. Alle sue spalle il mona di Mestre, tal Saadi al Cavazza, che complice un inizio stentato non riesce a vincere. Si rifarà nella Coppa di Lega, quando batterà l'altro culoide Valonta in una finale senza storia. Terzo lo Sparta Prahaze, inutile dire che sulla carta era la squadra più forte, ma quando contro di te gli attaccanti avversari si scatenano non c'è niente da fare. Ma questa è la classica legge dell'accanimento sul più forte a cui siamo abituati. Da segnalare il quarto posto dell'Atletico Ronky che avrebbe meritato di giocarsi il titolo insieme alla nostra squadra, ma la sfiga l'ha fatta da padrona anche verso di lui. Non pervenuti o quasi gli altri giocatori. In supercoppa poi Paolino farà a pezzi Cavazza per una nuova accoppiata Campionato-Supercoppa come l'anno scorso.
Complimenti sin da ora anche per l'ormai certa vittoria al Fantamondiale che stiamo organizzando!

giovedì 3 giugno 2010

Fantasportal - Rally del Portogallo

E così dopo MotoGp (Gran premio del Qatar 2008) e Formula1 (Gran premio del Belgio 2009) è arrivata per la nostra società anche la prima vittoria in una tappa del mondiale rally, uno dei giochi in cui la buona sorte recita un ruolo fondamentale, ma che è tra quelli che ultimamente sta coinvolgendo di più il nostro presidente. Rivivamo il successo ottenuto in terra portoghese.
Il rally si svolge in quattro giorni. Il giovedì si apre con una mini speciale in cui decidiamo di usare Kimi Raikkonen, già campione del mondo di Formula1, ma non certamente tra i big del rally. Il finlandese chiude 9° ma paga solo 1.6 secondi dal primo. Il venerdì si corrono sei speciali suddivise in quattro scelte. Nelle due più impegnative scegliamo Sebastien Ogier, volto nuovo del rally mondiale, che ripaga con due ottimi secondi posti e che alla fine vincerà come noi, e Jari-Matti Latvala, che chiude al quarto e quinto posto le due speciali di nostro interesse. I distacchi sono contenuti, e soprattutto il finlandese si ritirerà il giorno dopo, mossa fortunosa che ci agevola rispetto a chi non l'aveva ancora scelto. Nelle altre due speciali spazio ad un bravissimo Henning Solberg, che paga soli otto secondi, e ad un lentissimo Mads Ostberg, che di secondi ne accusa quarantadue, tuttavia in linea con le aspettative.
Il sabato vanno in scena altre sei speciali, sempre su quattro scadenze. Nelle due più lunghe giochiamo i due più forti, il campione del mondo Sebastien Loeb, che non delude vincendo entrambe le speciali, ed il norvegese Petter Solberg, che chiude rispettivamente secondo e terzo con cinque secondi totali di ritardo. Nelle altre due scadenze ci tocca usare Mattew Wilson, comunque ottimo ottavo a 23 secondi, e Federico Villagra, discreto nono a 32. Si arriva così alla domenica con una trentina di secondi di ritardo dal leader ma soprattutto con alcuni calibri quali Daniel Sordo e Mikko Hirvonen da giocare. Il finlandese lo usiamo subito, e con un terzo e un quarto posto ci consente di avvicinarci terribilmente alla vetta. Lo spagnolo ci regala il sogno in collaborazione con l'errore di Petter Solberg all'ultima mini speciale. I 14 secondi che il norvegese accusa sono decisivi per scavalcare kobefree e aggiudicarci il Rally del Portogallo. Con i 25 punti incamerati voliamo anche al terzo posto del mondiale quando siamo praticamente a metà stagione. Sognare non costa nulla, ma per ora ci accontentiamo di questa splendida vittoria che ci tira su il morale per un'annata fantasportaliana sinora abbastanza deludente.

lunedì 17 maggio 2010

O.T.: CHAMPIONS LEAGUE 2010-2011


Si è compiuta la storia: la Sampdoria si è qualificata per i Preliminari della Champions League. Riviviamo una stagione indimenticabile.
CATANIA-SAMPDORIA 1-2 (PAZZINI, morimoto, GASTALDELLO). Prima partita e prima vittoria, in trasferta su un campo insidioso come il Massimino. Eroe della serata il difensore centrale Daniele Gastaldello, che segna (rompendosi il naso asd) al 93'.
SAMPDORIA-UDINESE 3-1 (PAZZINI, MANNINI, di natale, CASSANO). Anche la prima a Marassi ci regala i tre punti, con un superCassano e un Mannini che esordisce alla grande.
ATALANTA-SAMPDORIA 0-1 (MANNINI). Vittoria fondamentale e fortunosa: rimasti in dieci per l'espulsione di Tissone, Mannini trova uno splendido destro a giro. Due pali per i nerazzurri e un miracolo di Castellazzi ci mantengono a punteggio pieno.
SAMPDORIA-SIENA 4-1 (PALOMBO, MANNINI, PADALINO, fini, PADALINO). Quarta vittoria su quattro partite, mai successo nella nostra storia. Esordio in campionato di Andrea Poli, che si rivelerà un talento purissimo.
FIORENTINA-SAMPDORIA 2-0 (jovetic, gilardino). Arriva la prima fisiologica sconfitta contro una squadra all'epoca considerata una big. Nessun dramma.
SAMPDORIA-INTER 1-0 (PAZZINI). Ecco la prima perla indimenticabile. Un errore di Santon lancia Palombo che serve Mannini che libera il Pazzo. Gol partita e Samp al comando solitario della Serie A.
SAMPDORIA-PARMA 1-1 (PAZZINI, galloppa). Pareggio giusto contro una bella squadra, anche se sull'1-1 manca un rigore colossale su Pazzini.
LAZIO-SAMPDORIA 1-1 (PAZZINI, matuzalem). Altro pareggio con polemiche: a pochi minuti dal termine Muslera spacca la faccia a Pazzini, ma l'arbitro non assegna nemmeno il calcio d'angolo.
SAMPDORIA-BOLOGNA 4-1 (PAZZINI, MANNINI, ZIEGLER, MANNINI, osvaldo). La miglior Samp contro una nullità che non ci si spiega come possa essersi salvata. Antonio regala arte.
JUVENTUS-SAMPDORIA 5-1 (cani, porci, PAZZINI). La partita della svolta negativa. Un'umiliazione meritata in quanto facciamo ridere. La sconfitta ci sta, il modo no.
SAMPDORIA-BARI 0-0. Stavolta rubiamo noi: prima Barreto sbaglia un rigore al 90', poi al 93' viene annullato gol regolare a Bonucci. A fine partita Cassano sbraita contro i tifosi rei di averlo fischiato.
CAGLIARI-SAMPDORIA 2-0 (conti, matri). La partita che segna definitivamente l'odio verso Stankevicius, nuovamente osceno ed espulso. A gennaio andrà a far danni al Siviglia.
SAMPDORIA-CHIEVO 2-1 (ROSSI, PAZZINI, mantovani). Vittoria importante anche se faticosissima: il Chievo resta in dieci sull'1-0, ma non riusciamo a chiudere la partita e alla fine rischiamo anche la beffa.
GENOA-SAMPDORIA 3-0 (milanetto, rossi, palladino). Derby amarissimo in cui la squadra non scende praticamente in campo. Inizia la lunga crisi.
MILAN-SAMPDORIA 3-0 (borriello, seedorf, pato). Altra partita oscena, chiusasi dopo 30 secondi con il gol di Borriello.
SAMPDORIA-ROMA 0-0. Punto prezioso tra due squadre che all'epoca non erano certo le strapotenze di fine anno.
LIVORNO-SAMPDORIA 3-1 (CASSANO, rivas, danilevicius, danilevicius). Il punto più basso della stagione. Una sconfitta gravissima contro la squadra che arriverà ultima.
SAMPDORIA-PALERMO 1-1 (cavani, CASSANO). Un pareggio "combinato" nel senso che tra i due gol passano cinque secondi e per il resto della partita non succede nulla.
NAPOLI-SAMPDORIA 1-0 (denis). Sconfitta causata dal solito Fiorillo (tre presenze in serie A quattro gol regalati). Si fa male Castellazzi e questo, nonostante il portierone fosse autore di una grande stagione, sarà una coincidenza decisiva.
SAMPDORIA-CATANIA 1-1 (llama, PAZZINI). Altro pareggio interno deludente. Ma la svolta è dietro l'angolo.
UDINESE-SAMPDORIA 2-3 (di natale, PAZZINI, isla, POZZI, SEMIOLI). Delneri mette Cassano fuori squadra e la Samp torna a vincere. Le polemiche si sprecano, Antonio è sull'orlo della cessione: il mister ha vinto e ha avuto ragione, impossibile farli coesistere.
SAMPDORIA-ATALANTA 2-0 (PALOMBO, PAZZINI). Vittoria importantissima ottenuta dopo l'annuncio di Antonio che rimane a Genova per amore dei tifosi. Delneri vince ma sbraita (giustamente) in conferenza stampa.
SIENA-SAMPDORIA 1-2 (GASTALDELLO, POZZI, maccarone). Altra vittoria esterna fondamentale, certo che vedere calcare i campi di Serie A Pratali, Cribari e Calaiò lascia perplessi.
SAMPDORIA-FIORENTINA 2-0 (SEMIOLI, PAZZINI). Primo tempo sontuoso, ma la Viola è comunque allo sbando. Quarta vittoria di fila, si torna a sognare l'Europa.
INTER-SAMPDORIA 0-0. I nerazzurri restano addirittura in nove nel primo tempo, la Samp non è pronta a fare la partita e alla fine è Storari che deve fare la parata decisiva. Il punto guadagnato è preziosissimo.
PARMA-SAMPDORIA 1-0 (zaccardo). Rigore NON è quando arbitro fischia. Sull'1-0 Mannini cade in area, l'arbitro che è a un metro assegna il penalty ma dopo un minuto cambia misteriosamente idea. C'è da pensare molto male, anche perché pure il gol del Parma è in fuorigioco.
SAMPDORIA-LAZIO 2-1 (floccari, GUBERTI, PAZZINI). Bella vittoria in rimonta nonostante il gol del vantaggio biancoceleste fosse (nuovamente) irregolare.
BOLOGNA-SAMPDORIA 1-1 (GASTALDELLO, raggi). Passiamo all'87 e sembra fatta, al 93' Raggi in fuorigioco di tre metri pareggia a tradimento.
SAMPDORIA-JUVENTUS 1-0 (CASSANO). Antonio torna in campo dal primo minuto e regala una perla che resterà indelebile nelle menti dei tifosi blucerchiati. La juve fa quasi tenerezza da quanto è scarsa.
BARI-SAMPDORIA 2-1 (CASSANO, meggiorini, barreto). Antonio segna di tacco e non esulta, purtroppo nel secondo tempo Cristiano RonAlvarez si scatena e il Bari rimonta e vince meritatamente.
SAMPDORIA-CAGLIARI 1-1 (GUBERTI, nenè). Sull'1-0 ci mangiamo diverse palle del raddoppio. Chi sbaglia paga, e nel finale Nenè in fuorigioco ci castiga.
CHIEVO-SAMPDORIA 1-2 (CASSANO, PAZZINI, mantovani). E' l'inizio della leggenda. Vinciamo a Verona la prima di una serie di partite indimenticabili.
SAMPDORIA-GENOA 1-0 (CASSANO). Prima vendetta compiuta, contro gli amati rivali rossoblu che vengono annichiliti nel primo tempo e spediti nelle zone inutili della classifica.
SAMPDORIA-MILAN 2-1 (borriello, CASSANO, PAZZINI). La goduria per eccellenza. Ma di questa partita abbiamo già trattato in abbondanza.
ROMA-SAMPDORIA 1-2 (totti, PAZZINI, PAZZINI). Il sogno Champions diventa concreto dopo questa incredibile impresa. Battuta la squadra al comando del campionato, una gioia pari a quella delle due partite precedenti.
SAMPDORIA-LIVORNO 2-0 (CASSANO, ZIEGLER). Contro il Livorno già retrocesso il terrore di fallire è alto, ma ormai siamo una grande squadra, e anche se con qualche rischio di troppo il sogno continua.
PALERMO-SAMPDORIA 1-1 (PAZZINI, miccoli). Il pareggio nello scontro diretto ci spiana la strada verso il quarto posto. Grazie di cuore a Budan per aver tirato fuori a porta vuota nei minuti finali.
SAMPDORIA-NAPOLI 1-0 (PAZZINI). Il sogno diventa realtà. Preliminari conquistati con la sesta vittoria nelle ultime sette partite. Grazie ragazzi.

Pagellone
CASTELLAZZI 7: Ottimo prima di farsi male.
FIORILLO 1: Una presenza, una papera, una sconfitta.
STORARI 8,5: Miracoloso, è anche grazie a lui se siamo in Champions.
STANKEVICIUS 3: Stai a far danni a Siviglia anche l'anno prossimo va' asd.
ZAURI 6,5: Inizio difficile, poi la sua esperienza è fondamentale nel finale di campionato.
LUCCHINI 7: Parte riserva, poi con ottime prestazioni diventa titolare e perno della difesa.
GASTALDELLO 7: Sembrava dover andare al Padova, non solo è rimasto, ma è diventato un muro e ha pure fatto tre gol.
ROSSI 5: All'inizio regge bene, poi alcune cappelle che non si vedono nemmeno in eccellenza lo relegano in panca.
ACCARDI 5: Doveva essere il nostro miglior difensore, ma anche a causa degli infortuni gioca poco e male.
ZIEGLER 7: E' probabilmente la rivelazione della stagione, prima come ala poi come terzino. Davvero bravo, speriamo resti con noi.
CACCIATORE 4,5: Sto tumore a un certo punto giocava titolare. Non a caso le abbiamo perse tutte con lui in campo asd.
SEMIOLI 6,5: Nel girone d'andata è sempre out per infortunio, in quello di ritorno si dimostra quella buona ala che era al Chievo.
PADALINO 5,5: Parte benissimo con la doppietta al Siena, poi anche a causa del rientro di Semioli non vede più il campo.
PALOMBO 8: Supercapitano, si è conquistato con una stagione monstre il mondiale sudafricano. Speriamo resti con noi, la sua esperienza e la sua classe in Champions serviranno tantissimo.
TISSONE 6: All'inizio ancestra, poi perde il posto per Poli, ma alla fine ritrova il campo con prestazioni sontuose.
POLI 7,5: Un gioiello che dimostrerà gli anni prossimi quanto di buono ha già fatto quest'anno.
MANNINI 6,5: Da 9 la prima parte di stagione, da 3 la seconda. Ma nel finale torna a correre e a giocare bene.
GUBERTI 6: Alterna buone prestazioni a partite anonime. Non ci strapperemo i capelli se tornerà a Roma.
BELLUCCI 5,5: Se ne va a metà stagione per problemi con il mister. Ma prima poche presenze e poca roba.
CASSANO 9: Che dire di questo fuoriclasse? Trascinatore, rinuncia al trasferimento a Firenze per amore della Samp, quando rientra oltre che assist inventa gol meravigliosi. Antonio sei un mito.
POZZI 6,5: Chiuso da Cassano e Pazzini gioca al posto di Antonio quando è fuori rosa e corre per tre. Peccato per l'infortunio finale.
PAZZINI 9: 19 gol e probabile partecipazione al mondiale. Idolo assoluto, speriamo che la Champions lo convinca a rifiutare i soldi che sicuramente i grandi club gli offriranno.
FRANCESCHINI, TESTARDI, SCEPOVIC s.v.: comparse, ma c'erano anche loro.
DELNERI 7: Ma come, solo 7 a chi porta una modesta squadra di centro classifica in Champions League? Beh sì, io non dimentico l'esclusione di Cassano. Grazie lo stesso di tutto Gigi.

venerdì 14 maggio 2010

O.T.: Torneo Pes2010 - Il grande biscotto asd

Ieri sera presso Casa Perin si è svolto un grandissimo torneo di Pes, il primo ufficiale del 2010. La partecipazione è la più numerosa della storia dei tornei padovani: nove agguerriti giocatori che andiamo subito a presentare. Teste di serie: il pluricampione Jacopo con la Sampdoria, il campione uscente Pippo con la Juventus e l'esperto Jordi con la Reggina. Seconda fascia: il monazza Cavazz con il Chelsea, l'outsider Ronky con il Genoa e l'allieva preferita del maestro Jacopo Valeria con il Barcellona. In terza e ultima fascia le mine vaganti: Beck con l'Inter, Cazzenberg con il Valencia e Ale con il Real Madrid.
La formula adottata è semplice quanto deleteria visto quello che succederà: partite di cinque minuti, tre gironi da tre, i primi tre si affrontano in un ulteriore girone finale. Chi lo vince sarà campione.
I sorteggi sorridono al nostro presidente: la Sampdoria viene estratta nel gruppo B con Barcellona e Real Madrid, sulla carta le squadre gestite dai peggiori avversari possibili. Il gruppo A è in teoria il più equilibrato, con Juventus, Chelsea e Valencia. Nel gruppo C nessuno può far pronostici visti i pochi riferimenti che si hanno su Reggina, Inter e Genoa. Ma vediamo girone per girone com'è andata.

Gruppo A: Pippo si sbarazza con relativa facilità di Cavazza, che non riesce poi a battere un buon Cazzenberg venendo eliminato subito. Nella terza e decisiva partita a Pippo basta il pareggio, ma va a vincere chiudendo il girone a punteggio pieno.
Risultati:
Juventus-Chelsea 1-0
Chelsea-Valencia 0-0
Valencia-Juventus 0-1
Classifica:
Juventus 6 +2
Valencia 1 -1
Chelsea 1 -1

Gruppo B: Ecco a voi la pietra dello scandalo, una roba che farebbe impallidire anche Svezia-Danimarca. Ma d'altra parte la colpa è soprattutto del nostro presidente, che non riesce a fare un maledetto gol all'esordio contro il Barcellona: pali, traverse e tap-in respinti per miracolo o fuori di un soffio. Finisce 0-0 e di fatto il torneo della Sampdoria finisce qui: Alessandro dichiara infatti con molta sportività che farà di tutto per battere Valeria (asd). Il Real viene massacrato come si deve (4-0) ma in maniera del tutto inverosimile viene umiliato anche dal Barcellona (5-0). Come? Semplice: Cristiano Ronaldo in porta, tre autogol, un rigore regalato e un solo gol onesto (beh onesto... c'era sempre il boxeur in porta asd) di Keita che legittima comunque la superiorità di Vale. Ormai siamo abituati agli accanimenti contro il più forte, pertanto prendiamo l'eliminazione con una bella asdata.
Risultati:
Sampdoria-Barcellona 0-0
Real Madrid-Sampdoria 0-4
Barcellona-Real Madrid 5-0
Classifica:
Barcellona 4 +5
Sampdoria 4 +4
Real Madrid 0-9

Gruppo C: Girone molto equilibrato, deciso soltanto all'ultimo minuto di Inter-Reggina. I calabresi infatti pareggiano per 1-1 contro il Genoa, perdono come detto allo scadere contro i nerazzurri a cui poi basta un altro pari contro i rossoblu. Il sedicente scarsone Beck accede così ad un imprevedibile girone finale, in cui si affronteranno Inter, Barcellona e Juventus.
Risultati:
Reggina-Genoa 1-1
Inter-Reggina 1-0
Genoa-Inter 1-1
Classifica:
Inter 4 +1
Genoa 2 0
Reggina 1 -1

Gruppo Finale: Pippo è l'unica testa di serie rimasta e parte come logico favorito. Non tradirà le attese: dopo un primo tempo sofferto, una doppietta di Trezeguet (dopo che ha appena finito di dire "ma perché ho lasciato in campo Trezeguet???") stende la resistenza blaugrana e un super Iaquinta con gol e assist manda al tappeto l'Inter. L'ultima inutile partita vede l'Inter stendere per 5-0 un Barcellona comunque soddisfatto del risultato MERITATAMENTE ottenuto (asd).
Risultati:
Juventus-Barcellona 2-0
Inter-Juventus 0-2
Barcellona-Inter 0-5
Classifica:
Juventus 6 +4 (PIPPO CAMPIONE)
Inter 3 +3
Barcellona 0 -7

Pagelle.
PIPPO 9,5: Cosa chiedergli di più? Quattro partite, quattro vittorie, sei gol fatti, zero subiti. Vince il secondo torneo consecutivo, complimenti sin da ora per il terzo imminente successo. Mezzo voto in meno perché contro Cavazz vincere solo 1-0 è vergognoso asd.
BECK 8: Fa il modesto e si fa mettere in ultima fascia, ma grazie anche alla futura squadra campione d'Europa arriva al girone finale dove cede solo al vincitore.
VALE 7: Con le sue sole forze sarebbe andata a casa, ma resistere al più grande pessatore vivente è comunque onorevole. L'allieva supera il maestro, complimenti sin da ora per i prossimi trionfi.
RONKY 6,5: Imbattuto, ma due pareggi in un girone da tre non bastano. Può fare di più, ma considerando anche che aveva il Genoa ha fatto il suo.
CAZZENBERG 6: Ottima prova per un inesperto, che chiude secondo il suo girone anche se non va mai a segno.
JACOPO 5,5: Fuori per una combine, sarebbe nettamente il più forte, ma non battere Valeria è comunque grave per un fuoriclasse.
JORDY 5,5: Era testa di serie, ma sicuramente avere la Reggina lo ha penalizzato. Chiude ultimo un girone equilibrato, ci si poteva aspettare di più.
ALESSANDRO 3: Non solo per la combine. Ma anche perchè non combine (asd) un cazzo. Non passa mai la metà campo e prende 9 gol di cui 5 regolari.
CAVAZZA ...: Ed eccoci qua, al momento topico. Il nostro idolo, Cavazza. Due partite, un punto, zero gol fatti, ultimo posto nel girone... Che voto dargli? Fate voi... asd.

Appuntamento per un nuovo torneo probabilmente molto presto. asder!

mercoledì 12 maggio 2010

Protagonisti: quei tre là davanti

In campionato hanno faticato, tra esclusioni e crisi. In coppa si sono riscattati e ci hanno portato due tituli preziosissimi. Parliamo del magico tridente Cassano-Pazzini-Miccoli.

ANTONIO CASSANO. Escluso misteriosamente da Delneri, ne risente anche lo Zio Bruno, che non può usufruire nel girone di ritorno del suo giocatore di maggior classe. Quando torna è più forte di prima: gioca tutte e sette le partite tra Coppa e Supercoppa, segna tre gol con una media voto di 6,42 e una fantamedia di 7,71. Speriamo che i suoi numeri sevano anche alla Sampdoria per l'accesso alla .






GIAMPAOLO PAZZINI. Patisce il periodo di crisi dei blucerchiati, rinasce con il ritorno di Cassano giusto in tempo per trascinare lo Zio Bruno ai successi di cui sopra. Anche lui gioca tutte e sette le partite, segna cinque gol, ha una media voto di 6,16 e una fantamedia di 8,21. Speriamo che domenica metta il sigillo per l'accesso alla e che questi numeri gli regalino il biglietto per il Sudafrica.







FABRIZIO MICCOLI. Il suo finale di stagione è prodigioso, tanto che potrebbe risultare decisivo se il Palermo riuscisse ad accedere alla . Con lo Zio Bruno scende in campo solo quattro volte: le altre è pronto in panchina in caso di supplementari. Segna tre gol, sbaglia un rigore, ha una media voto clamorosa di 6,75 e una fantamedia di 8,125. Numeri che non gli sono bastati per una maglia della nazionale ai mondiali.





Infine una citazione per altri giocatori: il capitano Sebastien Frey nonostante la crisi della Fiorentina chiude le nostre coppe con una media voto di 6,6; Alessandro Nesta gioca solo nei quarti prima di infortunarsi, ma con una media di 6,75 e un gol all'attivo; Wesley Sneijder, arrivato a gennaio, quattro partite e 6,75 di media voto, un vero talento; Angelo Palombo e Andrea Poli sono le dighe della Sampdoria e dello Zio Bruno, protagonisti dei modificatori con una media voto rispettivamente di 6,5 e 6,6. Infine Daniele De Rossi, futuro capitano marron-verde, 6,41 di media e due gol per una fantamedia di 7,33. Numeri niente male per un centrocampista.

Grazie anche a tutti gli altri ragazzi per la splendida stagione.

mercoledì 5 maggio 2010

Fantacalcio Oldgenoa - Altri tre tituli

La stagione di Serie A sta volgendo al termine, ma uno dei fantacalci al quale ha partecipato la Haze76 Fantasports si è già chiuso da due settimane. Parliamo della lega Oldgenoa, la più antica tra quelle che ci vedono impegnati, quella più seria e rigida nel regolamento. E quella che al giorno d'oggi ci ha regalato più soddisfazioni.
Lo scudetto manca dal 2006, anno di grazia nel quale lo Zio Bruno fece l'unica tripletta nella storia della lega. Tuttavia anche quest'anno la nostra squadra si è tolta moltissime soddisfazioni, portando a casa tre trofei sui cinque in palio: Coppa di Lega, Supercoppa e FantaAllenatore. Riviviamo questa splendida stagione, coronata per l'ennesima volta anche dagli zeru tituli del nostro rivale golovko.
Nel comporre la rosa iniziale bisogna puntare su un asso, che il nostro presidente vede in Gianpaolo Pazzini, bomber della Samp e idolo indiscusso. Il Pazzo viene ingaggiato grazie a un rilancio pari a circa il doppio del suo prezzo di listino, una ventina di crediti spesi benissimo, senza dimenticare che due anni fa, quando militava nella Fiorentina, il bomber di Pescia era già nelle nostre fila, ed è sempre stato ammirato e sostenuto dai tifosi dello Zio Bruno. Purtroppo il resto della squadra non ha stelle assolute: il portiere e capitano è per l'ottavo anno Sebastian Frey; in difesa si distinguono Nesta e Juan; a centrocampo otto mezzeseghe con i soli De Rossi e Palombo degni di nota (non dimentichiamoci però il superaffare fatto ingaggiando il giovane talento blucerchiato Poli); le punte sono i gemelli Cassano-Pazzini con il solo Miccoli pronto a fare tanti gol.
L'inizio di campionato è buono, e rimaniamo in lotta per lo scudetto per tutto il girone di andata: i gol del Pazzo vengono affiancati a turno da quelli dei difensori e dei centrocampisti. Al mercato di riparazione un'altra svolta: viene ceduto Zarate, sicuramente forte, ma che ha una media gol pari a quella di Carsten Jancker. I soldi ottenuti dalla sua cessione vengono investiti per un giocatore per il quale il nostro presidente stravede: Wesley Sneijder. Tuttavia l'olandese al debutto in maglia marron-verde si fa cacciare nel derby contro il Milan, e da lì, considerando anche la crisi blucerchiata e l'esclusione di Cassano, una serie di risultati negativi che ci fanno chiudere il campionato al quarto posto. Però il premio di FantaAllenatore, che premia il manager che sceglie al meglio gli undici da mandare in campo in base al numero di giocatori schierabili giornata per giornata, riusciamo a vincerlo anche abbastanza agevolmente. E la casella dei tituli si sblocca da subito, mentre è con estremo dolore che quella del Nightmare resta bloccata a zero. Inoltre a metà campionato abbiamo passato il preliminare di Coppa di Lega, che ci consente di andare avanti per altre partite.
Nelle semifinali di Coppa affrontiamo Il Settimo Papiro, squadra abbastanza modesta che ha chiuso il campionato in fondo alla classifica. Succede anche qualcos'altro: Cassano è stato reintegrato in rosa, Pazzini ha ritrovato la via del gol, Miccoli è letteralmente esploso e in porta abbiamo trovato quasi casualmente un super Storari. Lo Zio Bruno gira che è una meraviglia, elimina Il Settimo Papiro e arriva alla finalissima contro i super rivali del Nightmare. Qui avviene il capolavoro: all'andata, nella bolgia della Zio Bruno Arena, un superbo 4-0 manda a casa golovko con un'umiliazione indimenticabile (segna pure Mantovani, tanto per dirne uno). Il ritorno è una pura formalità, ma non ci fermiamo e battiamo golo pure a domicilio per 1-0. Ed il secondo titulo è in cassaforte.
Manca la Supercoppa, l'ultima partita della stagione, che ci vede affrontare i campioni del Brignola Forever. I nostri ragazzi sono motivatissimi, e riescono a mettere alle corde i più forti avversari per tutta la partita. Il risultato finale, 2-1 per noi, non rende giustizia al dominio causato dai gol di Pazzini (2) e Miccoli e dalle sontuose partite di Sneijder e Cassano. Inutile il gol di Bovo per i nostri avversari. Arriva così anche la seconda coppa ed il terzo titulo di una stagione inaspettatamente brillante. Speriamo che l'anno prossimo lo Zio Bruno possa tornare a vincere anche quello scudetto che ci manca da ormai quattro anni.
Ecco i ventiquattro idoli della Zio Bruno Arena.
Portieri:
Sebastian FREY
Vlada AVRAMOV
Marco STORARI
Difensori:
Silveira Dos Santos JUAN
Alessandro NESTA
Andrea MANTOVANI
Pablo ALVAREZ (Maurizio DOMIZZI fino al 31/12)
Gianpaolo BELLINI
Cristiano DEL GROSSO
Per KROLDRUP
Dario DAINELLI (Alessandro POTENZA fino al 31/12)
Centrocampisti:
Daniele DE ROSSI
Wesley SNEIJDER (Marco PADALINO fino al 31/12)
Angelo PALOMBO
Andrea POLI
Marco MARCHIONNI
Sergio ALMIRON (Francelino MATUZALEM fino al 31/12)
Pasquale FOGGIA
Mate JAJALO
Attaccanti:
Antonio CASSANO
Fabrizio MICCOLI
Gianpaolo PAZZINI
Joaquim Oscar LARRIVEY (Igor BUDAN fino al 31/12)
David SUAZO (Mauro ZARATE fino al 31/12)

martedì 27 aprile 2010

Protagonisti: Marianne Vos

Ci sarebbe da parlare per la terza settimana di fila di una goduria infinita, ma non tedierò i miei amati lettori. Parliamo invece della regina delle classiche del ciclismo femminile, quella Marianne Vos che ci ha permesso di vincere il Trofeo Binda.
Non ha nemmeno 23 anni, eppure è già considerata da tutti la più forte, almeno per quanto riguarda le corse in linea. La sua carriera inizia come ciclocrossista, carriera coronata con due medaglie d'oro nel 2006: mondiali ed europei sono suoi. La sua avventura su strada inizia invece nel 2004, quando conquista, tra l'altro, l'oro ai mondiali juniores. Dopo un 2005 in cui conquista soltanto il campionato olandese juniores, nel 2006 ad appena 19 anni vince l'oro agli europei under 23 e soprattuto l'oro ai mondiali su strada di Salisburgo. Vince anche il Tour en Limousin, non certo una gara monumento, ma ciò dimostra che può andare forte anche nelle corse a tappe.
Nel 2007 un'altra stagione esaltante: vince Freccia Vallone e Rund um die Nurnberger Alstadt, due prove di Coppa del Mondo, della quale vince la classifica finale. Non solo, ai mondiali di Stoccarda vince l'argento, beffata dalla nostra (dopata) Marta Bastianelli, e al Tour de l'Aude, una sorta di Tour de France femminile, porta a casa quattro tappe. Non dimentichiamo l'oro agli europei under 23, che chiudono una stagione da assoluta protagonista.
Ma il 2008, se possibile, è ancora migliore: è di bronzo ai mondiali di ciclocross, rivince la Freccia Vallone, l'argento ai mondiali, ma soprattutto si scopre fenomenale anche su pista, tanto che ai Giochi di Pechino vince l'oro nella corsa a punti, medaglia bissata ai mondiali di Manchester.
A 21 anni ha praticamente già vinto tutto, ma Marianne non si ferma certamente qui: nel 2009 vince per la terza volta la Freccia Vallone, che unita al Trofeo Binda e alla Novilon Van Drenthe le regala la seconda Coppa del Mondo. Vince tre tappe al Tour de l'Aude e chiude al terzo posto la classifica finale. Agli europei under 23 vince il bronzo sia nella corsa in linea che in quella a cronometro. Ai mondiali di Mendrisio è di nuovo d'argento, battuta ancora una volta da un'italiana, stavolta Tatiana Guderzo. Per non farsi mancare nulla vince un nuovo oro ai mondiali di ciclocross.
E il 2010 comincia forte come sempre: altro oro ai mondiali di ciclocross, bissato con quello agli europei. Ed infine (per ora) vince per la seconda volta il Trofeo Binda, ed è grazie al suo successo che la nostra Emma Johazensson ha conquistato la relativa vittoria su Fantasportal. Per questo la ringraziamo, e anche se nelle ultime gare è sembrata un po' in calo visti i suoi standard, le auguriamo di regalarci altre soddisfazioni nelle ancora numerose stagioni in cui sarà sicuramente tra le protagoniste del ciclismo femminile.

lunedì 19 aprile 2010

O.T.: La partita più emozionante

Mi scuso con i miei lettori se per la seconda settimana di fila non parlo delle nostre imprese fantasportive ma mi limito a fatti di cronaca reale. Però, dopo un'emozione come quella provata ieri, non ce la faccio a trattenermi.
Tutto comincia martedì scorso, quando Golo annunzia il lieto evento al nostro presidente: "Abbiamo vinto su City i biglietti per Sampdoria-Milan". Dovevamo presenziare a San Marcello presso la First Lady Santoni, tuttavia questo lieto annunzio ci fa cambiare programma: venerdì e sabato Milano, domenica Genova per la partita.
E' così che alle ore 14 del 18 aprile 2010 il nostro Presidente e suo fratello, l'odiato rivale Golovko, si siedono presso i distinti lato Nord. Alle 15 scatta la partita.
L'inizio è equilibrato, la prima grossa occasione ce l'ha la Samp con Ziegler che in versione Maradona va sul fondo, mette in mezzo e Poli di piatto sfiora il palo. Tuttavia Cassano, in netto fuorigioco (era sotto il mio naso, meglio del guardalinee) era in traiettoria, non mi sarei incazzato se, in caso di gol, fosse stato annullato. Poi però alla prima azione il Milan va in vantaggio. Corner del giocatore obeso più scarso mai visto dal vivo (Amantino Mancini), testa di Borriello e palla nell'angolino, Re Leone Storari non può nulla. Dopo qualche minuto di stordimento la Sampdoria reagisce: prima Cassano al volo da pochi passi impegna severamente Dida, poi è Lucchini con un colpo di testa a esaltare le doti (?) del numero 1 rossonero. Sempre da un altro traversone è ancora Antonio a sfiorare di testa la traversa. Nel momento di massima pressione blucerchiata arriva la clamorosa occasione per il Milan: Borriello, decisamente il migliore in campo, facendo reparto da solo nell'attacco milanista, si invola, salta Re Leone, è defilato perciò la mette in mezzo dove il panzone, completamente solo, tira a botta sicura: fuori dallo stadio. Si tira un sospiro di sollievo e inevitabilmente la mente torna a quell'indimenticabile Sampdoria-Milan 2-1 del 2005, quando i rossoneri, in vantaggio con un gol di Gilardino, sfiorarono il raddoppio sempre con l'attaccante ora alla Fiorentina, anche in quel caso smarcato e a porta vuota. Che sia un segno del destino? Il primo tempo si chiude con Seedorf (altro tumore rossonero) che liscia un buon pallone a pochi passi da Re Leone.
Nella ripresa si riparte con la Samp all'attacco. Un primo episodio segna la svolta: si fa male Ambrosini, sostituito da Zambrotta, con un bravissimo Abate piazzato a fare il centrocampista centrale, non certo il suo ruolo, e si vedrà nel resto del match. Passano pochi minuti e un cross basso di Semioli vede Cassano solo in mezzo all'area, a due passi da Dida. Bonera non può far altro che stenderlo: rigore ed espulsione del difensore rossonero. Dal dischetto Antonio fa venire 15 infarti al nostro Presidente: nell'arco di un decimo di secondo succedono tutte queste cose: si vede Dida buttarsi alla sua destra mezzora prima del tiro, allora si immagina che Antonio lo spiazzi; Antonio invece calcia da quel lato, il terrore che Dida pari viene sostituito dallo sconforto perché il tiro pare troppo angolato. Quando però la rete si gonfia esplode l'entusiasmo dell'intero stadio. La partita si mette bene per il Doria, anche se il Milan non subisce per niente l'espulsione, visto che in dieci era e in dieci rimane (esce Mancini entra Oddo, per fare il difensore centrale). Invece di attaccare la Samp comincia a farsela sotto come sempre quando ha l'uomo in più, e ci vuole un miracolo del Re Leone su tiro a botta sicura di Gattuso (uomo merda, dopo vedremo perché) per salvare il risultato. Poi Borriello lanciato solo in contropiede sbaglia clamorosamente. Poi Ronaldinho fa l'unica azione decente della partita, ma il suo tiro sfiora il palo. A questo punto entrano Mannini al posto di Guberti e Tissone al posto di Poli, e la Samp torna a spingere. Eccoci a Gattuso: siamo in attacco, occasione ghiotta. Genny si butta per terra moribondo e pretende che buttiamo la palla fuori. Ok, correttamente l'azione viene interrotta. Passa un minuto e Ringhio non solo è di nuovo in campo, ma corre come Bolt addosso a Mannini e gli toglie palla. Vergogna. Cmq la Samp ci crede e arrivano delle occasioni importanti: prima un tiro da lontano di Ziegler impegna Dida in due tempi, poi un gol fantasma: da un angolo di Semioli il Pazzo colpisce di testa, la palla sta rotolando verso il sacco quando Dida riesce a fermarla. Siamo dalla parte opposta dello stadio, impossibile giudicare, le immagini daranno ragione all'arbitro. Siamo a pochi minuti dalla fine: azione convulsa, un rimpallo favorisce Tissone che tira a botta sicura. Dida, già per terra, fa il miracolo, e mette in corner (le cronache diranno poi che in realtà ha salvato Thiago Silva sulla linea, onore al difensore brasiliano, davvero forte). Il pareggio sembra scritto quando al 47' un cross teso di Mannini viene schiacciato all'angolino da Pazzini. E' il delirio, negli ultimi due minuti non succede nulla, anzi, succede che Antonio mio, famoso per passeggiare e giocare all'ombra, si danna l'anima andando a recuperare un pallone all'altezza della bandierina del calcio d'angolo. Della nostra porta. Al triplice fischio esplode un tripudio incredibile. E' la più emozionante partita alla quale il nostro Presidente abbia mai assistito dal vivo, battuto di poco quel 2-1 firmato Bonazzoli-Tonetto di cui abbiamo parlato prima: il segno del destino era vero, è andata proprio come quella volta.
Grazie ragazzi, ora lo posso dire: sogno la Champions.

mercoledì 31 marzo 2010

Fantasportal - Di nuovo protagonisti nel ciclismo femminile

Come dimenticare il Giro Donne 2009, che la nostra ragazza Emma Johazensson ha letteralmente dominato dalla prima all'ultima tappa, portando a casa maglia rosa, maglia ciclamino e maglia verde? Un trionfo forse non irripetibile, poiché, da come è iniziata, la stagione 2010 fa sperare ancora di più. Ci siamo infatti aggiudicati il Trofeo Binda, prima gara dell'anno su Fantasportal nonché prima gara di Coppa del Mondo Femminile. E' anche il primo successo della nostra società in una corsa in linea di ciclismo. Un risultato sorprendente ed esaltante. Vediamo com'è andata la gara.
Al via ci sono tutte le big del panorama mondiale. E' così che, anche grazie al consiglio di Seb che ci invita a sacrificare Nicole Cooke a discapito di Emma Johansson, scegliamo Marianne Vos come capitana, la svedese come prima gregaria e Judith Arndt come seconda gregaria. La scelta arriva in prossimità dell'apertura del gioco, pertanto il fattore z è sicuramente dalla nostra. Ma non ce ne sarà bisogno: siamo gli unici con questa terna, ce la giochiamo pertanto sulle donne scelte e non sulla velocità. La gara si fa dura, ma tutte le migliori restano davanti. Ha così vita facile la Vos a battere tutte nello sprint finale: l'olandese si dimostra già imbattibile, bruciando la connazionale Martine Bras (scelta da nessuno) e la Johansson. Insomma, le prime due scelte sono perfette, tutto sta a vedere come si è piazzata la Arndt, che ha lavorato per la Cantele (quinta) ma rimasta comunque nel gruppo di testa. La tedesca si piazza ottava, ma davanti a lei non c'è nessuna seconda gregaria di chi ha la coppia Vos-Johansson e nemmeno di chi ha la svedese come seconda gregaria. Ricordiamo infatti che questo aberrante regolamento va a punti e non a piazzamento, pertanto chi fa 1-2-20 perde da chi fa 1-19-2. E' così una vittoria in solitario per la nostra Emma Johazensson, che si conferma tra le più grandi su Fantasportal nel ciclismo femminile.
La Coppa del Mondo proseguirà già sabato con il Giro delle Fiandre, speriamo di essere di nuovo competitivi poiché vestiremo la maglia di leader di Coppa del Mondo. Un grazie alla Vos, alla Johansson e alla Arndt sperando che ci regalino altre soddisfazioni nel corso della stagione.

lunedì 29 marzo 2010

Protagonisti: Petter Northug

Sono anni che lo appellano come nuovo Daehlie. Finalmente Petter Northug ha confermato le promesse e ha dominato la stagione dall'inizio alla fine. Un solo cruccio per lui: non è riuscito ad imporsi nel Tour de Ski, ma siamo sicuri che già l'anno prossimo potrà colmare questa lacuna.
La stagione parte per Petter con un quarto posto a Beitostolen, ma è dalla gara successiva, a Kuusamo, che si capisce che il norvegese può vincere tutto. Se l'anno scorso infatti dominava a skating per faticare in alternato, la vittoria nella 15 km tc della località finlandese, per altro con partenza ad intervalli, fa capire lo stato di forma da lui raggiunto. Il dominio prosegue con la vittoria a Rogla nella 30 km tc partenza in linea, e anche nelle sprint arrivano punti pesanti coronati dalla vittoria in quella disputata sempre nella località slovena. Arriva il Tour de Ski e Petter vanta già un margine enorme su tutti, però il suo dominio prosegue: vince il prologo e soprattutto l'inseguimento di Oberhof, in una gara che rimarrà impressa per sempre nella mente del nostro presidente. Una rimonta clamorosa dalla ventesima posizione che occupava all'ultimo km che lo porta a bruciare Vylegzhanin al fotofinish:

Semplicemente strabiliante.
Purtroppo per lui la mancata qualificazione alla sprint di Praga non gli consente di avere un buon margine su Lukas Bauer, che nelle ultime gare sembra volare come due anni fa e che sul Cermis lo raggiunge e lo supera, vincendo il Tour de Ski e costringendo Northug all'unica grossa sconfitta stagionale. Il norvegese però non perde ulteriori colpi, presentandosi a Vancouver come uomo da battere. Se nelle prime gare (15 km tl e doppio inseguimento) delude parecchio anche a causa della sfortuna (sci lentissimi nella prima, rottura del bastoncino a pochi metri dall'arrivo nella seconda), vince il bronzo nella sprint, l'oro nella sprint a coppie, porta la Norvegia all'argento in staffetta con una rimonta strepitosa e vince l'oro più bello nella 50 km tc con partenza in linea. Ormai la Coppa del Mondo generale è sua, ma Petter esagera vincendo anche la 50 km di Holmenkollen, forse la gara più sentita per un norvegese, e il mini Tour de Ski delle finali di Falun. Un dominio schiacciante per un ragazzo di soli ventiquattro anni destinato a stracciare tutti anche le prossime annate. Per Petter oltre che il coppone è arrivata anche la coppetta delle distanze, la stessa vinta dalla nostra società su Fantasportal. Per questo lo ringraziamo e lo sosterremo sempre anche per la grande simpatia che il nostro presidente nutre per lui

mercoledì 24 marzo 2010

Fantasportal - La consolazione

Inutile negarlo: il 2009/10 per la Haze76 Fantasports è stata la più brutta stagione dal 2007 ad oggi per quanto riguarda gli sport invernali su Fantasportal. Tuttavia una magra consolazione è arrivata: la coppetta distance di sci di fondo maschile. Riviviamo questa competizione, minore ma che arricchisce comunque il nostro palmares.
Si parte da Beitostolen, Norvegia, con una 15 km a tecnica libera. Chissà se i big sono in forma... meglio non rischiare. Ci buttiamo così sul biathleta Ronny Hafsas, scelta che non sarà ripetibile nel corso dell'anno proprio perché impegnato nel suo sport, e che potrebbe comunque ottenere un piazzamento da top10. No, Ronny vince, batte tutti i fondisti come il Bjoerndalen dei bei tempi e ci regala il primo centello. Si va a Kuusamo per una 15 km a tecnica classica, gara che l'anno scorso vinse Martin Johnsrud Sundby e che scegliamo sperando nel bis. Il norvegese arriva quinto, ma davanti non c'è nessuno dei rivali più accreditati. Si passa a Davos per una sorta di rivincita della gara di Beitostolen, dove prendiamo Aleksander Legkov, ottimo secondo in alternato a Kuusamo. Il russo però scoppia nel finale e non va oltre un ventitreesimo posto che ci fa perdere punti preziosi. Prima del Tour de Ski c'è tempo per una 30 km in alternato con partenza in linea a Rogla, gara in cui ci affidiamo a Maxim Vylegzhanin che chiude terzo regalandoci sessanta ottimi punti. Scatta il tour e caliamo l'asso: Petter Northug sta dominando la stagione, ha vinto il prologo e parte pertanto davanti a tutti nella 15 km tecnica classica ad inseguimento di Oberhof. Petter però si fa riassorbire, si piazza in fondo al gruppo e ci resta fino all'ultimo chilometro. Qui succede la cosa più strabiliante che il nostro presidente abbia mai visto nello sci di fondo: Northug supera tutti i suoi avversari come se fossero fermi, a inizio rettilineo finale è ancora quinto ma passa tutti compreso Vylegzhanin bruciato al fotofinish. Un numero clamoroso che ci regala un centello favoloso. Il Tour prosegue male, con Vincent Vittoz che nella Cortina-Dobbiaco arriva solo ventunesimo. Le ultime tre tappe sono però eccellenti: Lukas Bauer è secondo nella 10 km tecnica classica di Dobbiaco, Axel Teichmann terzo nella 20 km tecnica classica con partenza in linea della Val di Fiemme e Jean Marc Gaillard terzo nella scalata al Cermis. Siamo già a questo punto al comando della classifica di specialità ed in lotta anche per quella generale. Gli ottanta punti conquistati con Andrus Veerpalu a Otepaa e i cinquanta con Rene Sommerfeldt a Rybinsk sono praticamente inutili in quanto tutti i migliori scelgono questi due atleti. Preziosissimi invece gli ottanta di Pietro Piller Cottrer a Canmore, che ci permettono di staccare tutti nella classifica distance e rientrare in quella generale. Purtroppo le sprint si rivelano un dramma e la sfera di cristallo assoluta ci sfugge piano piano. La coppetta distance diventa un obiettivo serio, e nel dopo olimpiadi dobbiamo difendere il grande vantaggio accumulato. Così prendiamo Tobias Angerer nel doppio inseguimento di Lahti, ed essendo una scelta di massa il suo settimo posto risulta ininfluente. Ottimo invece il quinto di Johann Olsson nella 50 km di Holmenkollen, gara che ci ha fatto tremare fino alla fine vista la fuga di Manificat che avevano molti nostri avversari, poi crollato. Si arriva così alle finali: Anders Soedergren porta in saccoccia un bell'ottavo posto nel doppio inseguimento che ci consente di arrivare all'ultima gara con 79 punti di margine su chi insegue. Qui un segno del destino: a cinque minuti dalla scadenza cambiamo Shiriaev con Giorgio Di Centa per l'inseguimento finale. Ebbene il secondo in classifica, grazie a Manificat, vince e porta a casa 100 punti. Il quarto posto di Di Centa ci consente di mantenere una manciata di punti di vantaggio e di portare a casa la coppetta di specialità. Se avessimo lasciato Shiriaev avremmo perso anche le mutande.
Insomma, una stagione deludente in cui comunque per il terzo anno consecutivo riusciamo a conquistare una coppetta minore. Speriamo che l'anno prossimo sia la stagione della consacrazione definitiva.

martedì 9 marzo 2010

Protagonisti: Viktoria Rebensburg

Ha soli vent'anni, ma il nostro presidente l'ha notata (dal punto di vista del talento sciistico visto che è una balenottera asd) già da diverso tempo. Viktoria Rebensburg è infatti nel giro della Coppa del Mondo di Sci Alpino da un paio d'anni, durante i quali ha ottenuto buoni piazzamenti e svariate medaglie ai mondiali juniores: 3 ori (superg 2008, superg e gigante 2009), 1 argento (gigante 2008) e 1 bronzo (discesa 2008). E' così che abbiamo deciso di ingaggiarla per il fantawinter 2009/10, e la tedesca ha ringraziato ottenendo tra l'altro il primo podio della sua carriera, un secondo posto nel gigante di Cortina. Arrivati alle Olimpiadi di Vancouver ci è sembrato giusto puntare su di lei per sbaragliare la concorrenza. Ci è mancato solo il coraggio di metterla come prima scelta, abbinandola invece alla Maze come seconda. E purtroppo per noi, ma per fortuna per lei, solo quattro fottutissimi centesimi hanno diviso le due ragazze nel gigante di Whistler, risultato che ha consacrato la Rebensburg come campionessa olimpica di gigante a soli vent'anni e premiato i due stronzi che l'hanno scelta come capitana. Un oro a sorpresa (ma neanche tanto per chi l'aveva prevista da medaglia) e condizionato dalle condizioni atmosferiche: gara svolta su due giorni, con nebbia e neve che hanno reso proibitiva la situazione e hanno penalizzato oltremodo coloro che erano davanti dopo la prima manche. Viktoria non ha comunque rubato nulla, e siamo certi che si confermerà ad alti livelli anche nelle prossime stagioni. Il suo risultato, unito a quello della Maze ci ha regalato il bronzo, un peccato aver perso l'oro per così poco ma è comunque una medaglia splendente in un'olimpiade non troppo esaltante. Grazie Viktoria, ti tiferemo sempre anche per i punti che ci hai portato al fantawinter!

martedì 2 marzo 2010

Protagonisti: Marcus Hellner

Finite le Olimpiadi è doveroso parlare di coloro che ci hanno aiutato a conquistare le due magnifiche medaglie. Partiamo dal campione olimpico del doppio inseguimento.
Ventiquattro anni, specialista della tecnica libera e delle sprint, si è rivelato al grande pubblico l'anno scorso quando ha vinto sulla pista di casa di Gaellivare la 15 km a skating, prima gara della stagione. Ebbene sì, nonostante sia nato per le gare veloci negli ultimi due anni Marcus Hellner è diventato uno dei più forti anche nelle gare lunghe e anche in alternato. Non si può non essere completi infatti per primeggiare ad un'olimpiade nella gara mista: 15 km a tecnica classica, cambio volante di sci e altri 15 km a tecnica libera. Sicuramente è stato aiutato da alcuni episodi favorevoli: la fuga del connazionale Johan Olsson ha costretto altri a tirare, permettendgli di risparmiarsi per la volata. La rottura del bastoncino a pochi chilometri dal traguardo di Petter Northug gli ha tolto di mezzo il rivale più forte e veloce. Tuttavia lo svedese è stato praticamente perfetto, seguendo Legkov nel momento dell'attacco e bruciando Angerer nella volata conclusiva. Un oro sorprendente ma fino ad un certo punto, visto che sulla carta soltanto in due-tre gli erano superiori. Un oro che è stato meravigliosamente bissato nella staffetta, dove aiutato dai compagni Rickardsson, Olsson e Soedergren ha dimostrato di essere il più in forma staccando Jonnier e Koukal all'ultimo giro e contenendo la strabiliante rimonta di Northug. Insomma un'olimpiade indimenticabile per Hellner, che già ci aveva aiutato nel Tour de Ski a portare a casa ottanta punti nella sprint di Praga. Comunque finisca è stato uno dei più grandi protagonisti della nostra stagione dello sci di fondo, e sperando di conquistare ancora qualcosa lo ringraziamo per l'unico oro che ci ha regalato con la maestosa volata del doppio inseguimento. In bocca al lupo per il finale di stagione Marcus!

lunedì 1 marzo 2010

Vancouver 2010 - Bronzo di quattro centesimi

Si sono concluse le Olimpiadi di Vancouver, e per la nostra società è arrivata un'altra medaglia, stavolta un bronzo che fa rosicare parecchio. Il gigante femminile è infatti stato vinto abbastanza a sorpresa da Viktoria Rebensburg, una delle giovani a nostro avviso più talentuose del circo bianco. Il nostro presidente la vedeva da medaglia, tanto da selezionarla come seconda scelta dopo Tina Maze. Ebbene la slovena, in testa fino all'ultimo intermedio, ha perso l'oro per quattro miseri centesimi, un distacco insignificante ma terribilmente pesante, poiché due stronzi avevano la Rebensburg come prima scelta accompagnata da due strapippe, mentre la nostra squadra era l'unica con la coppia Maze-Rebensburg. Insomma, un regolamento non uniforme con il ciclismo ci ha penalizzato, ma abbiamo conquistato comunque una bellissima medaglia che ci ha permesso di chiudere a quota due un'olimpiade non troppo fortunata.
Gli impegni sulla neve per la Haze76 Fantasports non sono certo terminati, anche se ormai ha senso puntare soltanto sulla Coppa del Mondo di sci di fondo maschile. Continuate a seguirci, speriamo di raccontarvi ancora numerose imprese degne di queste medaglie olimpiche

lunedì 22 febbraio 2010

Vancouver 2010 - Il primo allORO per la Haze76

C'è voluta una settimana di gare poi finalmente è arrivata la prima medaglia. E non è una medaglia qualsiasi, è la medaglia d'oro, tra l'altro in una gara, il doppio inseguimento di fondo maschile, che ci ha già regalato molte soddisfazioni in questa stagione. Riviviamo l'impresa della Haze76.
I favoriti per la medaglia d'oro sono sicuramente Petter Northug, dominatore della stagione, Dario Cologna, già oro nella 15 km tecnica libera e Lukas Bauer, vincitore del Tour de Ski. La nostra squadra però decide di puntare su un outsider, lo svedese Markus Hellner. Il giovane scandinavo ne viene dal quarto posto della 15 ad una manciata di decimi dal podio che era suo fino al rettilineo finale, prima di un crollo vertiginoso. Tuttavia Hellner è cresciuto molto anche a tecnica classica, e le sue doti di sprinter possono portarlo a giocarsi almeno una medaglia in caso di volata. Gli affianchiamo Cologna, sempre a suo agio in questo format di gara, ed il tedesco Tobias Angerer, da un paio d'anni lontano parente del dominatore delle Coppe 2005/06 e 2006/07, ma che pare avere una buona condizione. Escludiamo del tutto Northug, in quanto potrebbe servire altrove e anche perchè sembra aver toppato completamente la preparazione olimpica. La gara si mette subito bene: Bauer non riesce a fare selezione nei 15 km a tecnica classica, pertanto si arriva al cambio sci tutti insieme. Il più lesto a scappar via è Johan Olsson, che non solo riparte in testa ma va in fuga solitaria arrivando a guadagnare quasi trenta secondi su tutti a 5 km dal termine, complice anche una tattica troppo attendista degli inseguitori. Olsson fino a questa gara non era mai andato bene a tecnica libera, inoltre ha saltato l'80% delle gare stagionali, pertanto fa pensare male, ma in fondo la sua performance non ci tange in quanto nessun utente ce l'ha come capitano. Sembra lanciato verso l'oro quando a tre chilometri dall'arrivo il russo Aleksander Legkov capisce che è l'ora di svegliarsi e attacca, trainandosi dietro altri tre atleti: Northug, Angerer e Hellner. Si mette bene anche se Northug è chiaramente il favorito, tuttavia il norvegese rompe un bastone a poco più di un chilometro dal traguardo, poi viene rapito dagli alieni e sparisce definitivamente. Olsson viene raggiunto a poche centinaia di metri dal traguardo, Hellner ne approfitta non avendo tirato un metro e lancia una volata lunga che lo porta a stravincere la gara. La medaglia è assicurata, poiché soltanto in tre avevamo lo svedese capitano; il colore lo deciderà il migliore tra Cologna, Piller Cottrer e Gaillard. L'argento intanto se lo aggiudica Angerer, bronzo a Olsson che resiste in maniera clamorosa, legno a Legkov, beffato dagli altri anche se sicuramente meriterebbe una medagalia, poiché senza di lui l'oro lo avrebbe vinto Olsson in solitudine. Da dietro intanto arrivano cani e porci ma non i tre diretti interessati. E' finalmente in tredicesima posizione che sbuca un deludente Dario Cologna, che nonostante la gara sottotono permette alla nostra squadra di conquistare una stupenda medaglia d'oro, che ci consente di centrare l'obiettivo minimo che ci eravamo prefissati. Siamo soltanto a metà Olimpiadi, speriamo pertanto di arricchire con altre medaglie il nostro palmares.